Morto il critico enogastronomico Alfredo Pelle

L'enogastronomia piange uno dei suo maestri

Morto a Vicenza a 77 anni il noto critico enogastronomico. Originario di Firenze, viveva da decenni a Vicenza, dove, dopo una carriera in banca, si era dedicato full time alla sua grande passione, la cucina.

Direttore di Banca (20 anni alla Banca Commerciale Italiana e poi Direttore Centrale alla Banca Popolare di Vicenza) da quando era andato in pensione si dedicava full time alla gastronomia, sua vera passione da tutta una vita.  Accademico Italiano della Cucina, membro della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina, della Fraglia del Torcolato di Breganze, dell’Accademia dei Bigolanti, coordinatore gastronomico dei ristoratori uniti nel nome di “ Buone Tavole dei Berici”, ne seguiva la linea e ne condivideva le esperienze nelle serate enogastronomiche. Ha tenuto corsi di storia della gastronomia per l’AIS (Associazione Italiana Sommeliers) nel Veneto, i suoi scritti sono stati pubblicati in diverse rubriche su riviste specializzate (Taste Vin, Convivium 2000, Zafferano, Vicenza ABC, Duemila), oltre che su quotidiani come il Giornale di Vicenza, il Gazzettino.

Aveva scritto, per conto dell’APT, con il cofinanziamento della Comunità Europea per il programma LEADER II, un volume sulle Tradizioni sulla tavola delle comunità delle valli del Chiampo, Agno, Leogra, Posina ed Astico; per conto dell’Editore Terraferma tre volumi sul fagiolo, sulla patata, sul formaggio, oltre ai testi sulla gastronomia vicentina, in tutti i suoi prodotti, per un portale di Vicenza Qualità in Internet (www.vicenzaagrifood.it). Teneva corsi di approfondimento culturale per i ristoratori iscritti alla Confcommercio con pubblicazioni specifiche.

Giornalista iscritto all’albo è stato “Ispettore” dell’Espresso partecipava alla pubblicazione della “Guida ai ristoranti”, lavorando in Veneto, Trentino Alto Adige Toscana ed Emilia. E’ stato ospite di diversi programmi televisivi, sia in rete nazionale che in quelle locali, sempre su temi legati alla gastronomia ed alla sua storia. “Considero la gastronomia in ogni sua accezione (e di conseguenza anche l’enologia) un momento imprescindibile di miglioramento culturale, un recupero di una storia di riti e tradizioni che sono il mastice di una società in continua evoluzione – scriveva – Si può guardare l’evoluzione dell’uomo seguendone la sua antropologia alimentare”.

(n.s.)