Piccole denominazioni crescono

Nel Veneto capita sempre più spesso di veder proposto un Breganze Doc. Vini bianchi e rossi del vicentino, che affiancano una produzione-gioiello, il Torcolato, appena 60mila bottiglie da mezzo litro, che già nel nome evoca una sorta di treccia di grappoli di uve Vespaiola messi in appassimento.

Su questa tradizionale produzione enologica, una Doc dai numeri di nicchia – 1,1 milioni di bottiglie per un valore di circa 5 milioni di euro – fino a poco tempo fa prevaleva una politica di marchio, con Fausto Maculan e Firmino Miotti a far da apripista sui mercati internazionali. Ora, come dimostrato alla 22/ma edizione della “Prima del Torcolato Doc Breganze” promossa dal Consorzio Tutela Vini Doc Breganze, i 17 produttori della denominazione sanno fare squadra.

In una compagine molto eterogenea che vede giovani come Andrea Mazzuccato alla guida dell’azienda IoMazzuccato molto vocata all’internazionalizzazione; una donna cosmopolita, Franca Miotti, che segue tutti i lavori dalla potatura in vigna alla cantina ed è la custode di vecchie varietà come il Gruajo e la Pedevenda; un imprenditore del digital Roberto Benazzoli che con “Le vigne di Roberto” ha abbracciato l’old economy e l’arte spumantistica perseguendo un moderno modello di accoglienza in una cantina ecosostenibile; una cooperativa, la Beato Bartolomeo da Breganze, che produce il 70% dei vini di territorio; e i fratelli Vitacchio che, dopo una vita in vigna e nell’allevamento di suini da cui proviene una gustosa ‘sopressa’, hanno solo un rimpianto: vedere il mare e provare per la prima volta a mettere i piedi sulla sabbia. A far da filo conduttore la Vespaiola, un autoctono fortemente identitario, che ben si sposa con un’altra eccellenza di territorio, l’Asiago Dop.

La riprova? Un confronto promosso dal sommelier Paolo Lauciani, che ha abbinato l’Asiago a diverse stagionature con la Coca-Cola, una birra industriale, un Breganze, e il Torcolato. E nonostante l’apporto di potassio, rabarbaro e china della bibita Usa, il panel ha decretato il matrimonio perfetto del formaggio stagionato col Torcolato. Col consenso, come sottolineato da Maculan, “di una paccata di gente in un confronto con rating AAA”.

pagina a cura della Tenuta Bonotto