Rivoluzione alle Zattere

Una seducente nuotatrice si tuffa in una piscina senz’acqua, un sosia di Trotsky effettua esami gratuiti della vista, mentre l’uomo più ricco della Federazione Russa fa da padrone di casa a giornalisti e fotografi: tutto può succedere, siamo alle Zattere! Imperdibile, per rivoluzionari e conservatori, la mostra : Space Force Construction organizzata con Art Institute of Chicago.Teatro dell’evento, il grande Palazzo delle Zattere, splendido edificio affacciato sul canale della Giudecca vicino alla Capitaneria di Porto.

Dismesso dall’autorità portuale di Venezia, il complesso è stato affidato in gestione al magnate russo Leonid Mikhelson promotore di V-A- C Foundation, istituzione senza scopo di lucro, nata a Mosca. Investiti 4 milioni di euro per il recupero dello stabile inaugurato a metà maggio contemporaneamente all’apertura della Biennale. 2000 metri quadri su quattro livelli, luminosi spazi espositivi, sale conferenze ed eventi, ristorante, bookshop, giardino e spazio disponibile su richiesta per mostre temporanee.

A sigillare il sodalizio con la città lagunare non poteva che essere la Rivoluzione Russa a cento anni dall’evento. Un percorso che va dal 1917 ai giorni nostri. Centinaia di opere degli anni Venti e Trenta assieme a grandi ricostruzioni di spazi, sculture e oggetti funzionali creati dai maggiori artisti sovietici quali El Lissitzky, Rodchenko, Varvara Stepanova .

Non vuole essere una rassegna celebrativa ma una rivisitazione con occhio contemporaneo di quel momento storico, uno studio attento sul dibattito internazionale aperto dagli artisti russi del primo Novecento, con ampi riferimenti al Costruttivismo, diffuso in tutta Europa e ampiamente reinterpretato in America Latina e Stati Uniti.

Spazi espositivi che riproducono quelli paradigmatici del periodo sovietico: campo di battaglia, fabbrica, scuola, casa, teatro. Manifesti originali, stupende fotografie dove possiamo trovare anche un malinconico Majakovskij o la stampa rara dello storico manifesto di El Lissitzky “Batti i bianchi con il cuneo rosso” del 1920. Non mancano le riflessioni sui campi di prigionia esplorate dagli artisti, come la storia perduta del carcere di Solovki.

Lo spettatore incantato dalle sale del palazzo, si muove accanto ad opere, installazioni, performance. Tra le suggestioni, troviamo Óptica Bronstein, alla ricerca “dell’ottica politica” finestra giocosa su Lev Trotsky.

Dopo aver perso la lotta per il potere con Stalin, si trasferisce in Messico per sfuggire alla condanna, ma viene ugualmente raggiunto da agenti sovietici e assassinato nel 1940. L’installazione riproduce la sua casa che era stata un centro di ottica. Ci accoglie gentilmente un suo sosia, proponendoci dei test molto interessanti, ad esempio riconoscere da vecchie fotografie un vero rivoluzionario. Non è facile, ma provate a cimentarvi.

E’ così che Venezia continua la sua navigazione aprendo nuovi portali artistici internazionali, dopo François Pinault sbarca in laguna Leonid Mikhelson, principale azionista della multinazionale del gas Novatek, considerato dalla rivista americana Forbes, l’uomo più ricco della Russia. La scelta veneziana di Leonid è una location prestigiosa e suggestiva.

V-A-C Foundation ovvero: Victoria – The Art of being Contemporary, è diretta da Teresa Iarocci Mavica, una molisana studiosa di arte e cultura russa. “ Venezia ci ha conquistato” ha dichiarato in una recente intervista. L’idea della fondazione nasce nel 2009 una sera di luglio al ristorante, parlando di collezionismo con Leonid Mikhelson, che definisce un manager straordinario, vero mecenate con grandi motivazioni per il futuro dei giovani.

L’impegno degli organizzatori: valorizzare un bene pubblico dando una risposta concreta ai bisogni della città. In questo storico palazzo del XVII secolo in stile tardo rinascimentale, il calendario delle mostre è già programmato sino al 2019. Ma qui alle Zattere non si parla solo russo, lo spazio definisce al meglio un dialogo tra gli artisti di tutto il mondo, che valica ostilità e conflitti, riaffermando la cultura dell’incontro.

Usciti da questo magico palazzo non possiamo che citare nuovamente Majakovskij: “Una bella spiaggia; è un peccato però che l’abbiano fatta in riva al mare”.

Space Force Construction sarà visitabile sino al 25 Agosto 2017.

Elisabetta Pasquettin