Una scoperta fatta per caso

un weekend alla Palude di Onara

Eravamo quattro amici al bar ……..

Io,  Patrizio, un personaggio sicuramente carismatico e carico di buoni intendimenti, non di meno gli altri seduti accanto, Franco e Giovanni.

Tutti e quattro veri amanti del Veneto e della sua storia, ad un certo punto, dopo le nostre elucubrazioni con oggetto la pochezza della politica nostrana, il buon Patrizio ha iniziato a parlare della sua terra, del suo territorio e la conversazione ha preso un alone quasi mistico, a sentirlo parlare sembrava che parlasse d’una “terra di mezzo” con personaggi usciti dal “Trono di spade”, il calore del suo racconto stava portandomi lontano, ad un certo punto però la parola “Padova” mi fece riprendere coscienza!

Ma scusa Patrizio, stai parlando di cosa? di dove? “caro Roberto, sto parlando di Onara e del suo personaggio storico principale, Ezzelino da Onara!”.

E cosi fu che conobbi in un pomeriggio estivo l’esistenza di tale grande personaggio e di un luogo che m’apprestai a visitare e scoprire da li a poco, un posto che vi consiglio vivamente d’andare a visitare, ne vale veramente la pena!

 

 

 

La Palude di Onara, un ambiente unico nel suo genere con delle passeggiate immerse nella natura in un percorso pedonale da togliere il fiato, il tutto a pochissimi chilometri dal traffico padovano.

La Palude di Onara, un nome quanto corretto, quanto poco però lascia intravvedere la magia dell’ambiente, comunque questa “palude” trova origine dalle polle fredde di risorgiva che sgorgano dal terreno.

L’acqua proviene dalle falde sotterranee, attraversando sabbie e ghiaie anticamente trasportate dai ghiacciai (Glaciazione Wurmiana), e risale incontrando le argille impermeabili trasportate dai fiumi e dalle erosioni.

Si tratta di un raro ambiente in cui le polle di risorgiva hanno mantenuto dei microclimi freddi (l’acqua non supera mai i 14 gradi) che sono  rifugio di un particolare tipo di flora relitta, spinta in questo luogo dai cicli glaciali del passato, in particolare dall’ultima fase glaciale detta Dyras recente, iniziata 20.000 anni fa e terminata circa 8000 anni fa, più o meno quando l’uomo da cacciatore diventava agricoltore.
Tutti i fiori della Palude di Onara sono protetti e ne è vietata la raccolta. Tra gli uccelli presenti nel Parco potrete incontrare l’Airone cinerino, il Martin Pescatore, la Civetta, il Tuffetto, la Garzetta, il Gufo Comune, la Gallinella d’Acqua, la Cannaiola.

Ma non è tutto qui, oltre all’ambiente, qui si respira storia, una storia che non troverete nei libri di scuola, ma una storia che volendo potete trovare nei libri di storia, quella vera, quella raccontata bene, una storia molto Veneta.

Premessa, vi auguro di trovare per caso il buon Patrizio che passeggia per il parco un personaggio dalla lunga chioma brizzolata, conoscendolo non mancherà di farvi entrare in un mondo antico con la narrazione che parla anche dei suoi avi.

 Storia del territorio della Palude di Onara:

La palude di Onara è al centro della storia di questa parte del Veneto: molti segni delle più importanti memorie sono tuttora visibili.

In epoca preromana il territorio fu occupato dagli antichi Veneti che tenevano fiorenti commerci con Roma e con le numerose popolazioni Celtiche.

Il nome di Onara appare storicamente per la prima volta nel 972 in un diploma dell’imperatore OTTONE I.

La memoria storica più importante è rappresentata dalla presenza degli EZZELINI, il cui capostipite, un cavaliere di nome ECELO di Arpone, discese in Italia nel 996 con CORRADO II° detto “il SALICO”.

ECELO ebbe in dono dall’Imperatore per i suoi servigi militari i possedimenti di Onara e di Romano.

Proprio, ai margini della palude, gli Ezzelini costruirono il loro castello.

Una pergamena datata 6 agosto 1074, conservata all’Archivio di Stato di Vicenza, è il  documento noto più antico riferito agli Ezzelini; un atto notarile redatto proprio nel castello di Onara.

Alla fine del documento, prima delle firme si può notare una scritta che dice “….Actun in villa Aunara feliciter…..” cioè atto redatto nella villa di Onara.

Il documento è un atto di donazione di una masseria, di proprietà di Gisla moglie di Eccelo, al convento dei SS. Felice e Fortunato di Vicenza.

In un’altra pergamena, conservata nell’archivio di Stato di Treviso e datata 13.12.1076,  si legge che lo stesso Eccelo si nomina “…….de loco Aunerio et Romano”.

La terza ed ultima datata 16.7.1077 che porta, per ora, a compimento la ricerca storica iniziata nel 2000, è un altro atto notarile di compravendita  ed anche in questo si legge”…Actum in Aunerio feliciter…”

Questi documenti testimoniano senza ombra di dubbio la presenza di Eccelo e la sua dinastia ad Onara oltre alla sua denominazione “da Onara” fino alla distruzione del castello, avvenuta nel 1198 ad opera dei padovani.

La dinastia proseguì con EZZELINO I da Onara detto il BALBO (II crociata), EZZELINO II detto il MONACO ed infine EZZELINO III detto IL TIRANNO, nato ad Onara il 25 aprile 1194 e sconfitto il 27 settembre 1259; imprigionato a Soncino dove fu trovato morto.

La dinastia degli Ezzelini finì con la morte di Alberico, fratello di Ezzelino III, avvenuta il 25 agosto 1260.

Il sito del castello ad Onara è ancora oggi individuabile, soprattutto per la presenza della antica chiesetta di S.Margherita, per la denominazione di toponimi e per la testimonianza di antiche mappe.

Vi consiglio di dare un occhiata qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Ezzelino_III_da_Romano e scoprirete cose interessanti.

Pagina a cura di Infovacanze