Il segreto delle grotte

Sarà l’arsura di quest’estate ma la mia ricerca d’angoli nascosti in Veneto, mi sta portando a cercare per voi, tutti posti con l’acqua e possibilmente bella fresca!

E allora eccoci qui, a raccontarVi d’un altro angolo da scoprire, all’insegna della meraviglia!

Si dice che quando si lascia un bel posto, quello rimane sempre dentro di te, ovunque tu vada!

L’angolo di “paradiso” di cui sto per scrivervi è un posto che una volta visto, rimane dentro di te!

Le Grotte del Caglieron, a Breda di Fregona in provincia di Treviso. Ci sono luoghi ai quali t’innamori a prima vista e la passeggiata nelle grotte del Caglieron sono uno di questi!

Parto a descrivervelo cosi:

Arrivate in un piazzale abbastanza anonimo, per quanto nel verde, non ha un gran che da offrirvi, poi ci sono delle segnaletiche che t’invitano ad andare “Di La” … suvvia, che ci sarà mai “Di la”!

In realtà sono le indicazioni per l’inizio del sentiero pedonale un sentiero che vi porta nelle viscere della montagna, un sentiero che  vi porta per canali, per ruscelli e cascate, un sentiero che vi fa vedere la montagna dal suo interno, un sentiero fresco, profumato di terra, d’acqua di muschio e gioia, la gioia che proverete nel percorrerlo.

Lasciate stare i telefonini, non perdete tempo a condividere le bellezze del luogo in tempo reale attraverso i social, in quanto questo posto è più bello viverlo che condividerlo!

Questo paesaggio è in parte di origine artificiale e parte di origine naturale; per la parte naturale, si tratta di una profonda forra incisa dal torrente Caglieron su strati alternati di conglomerato calcareo, tradotto in parole povere si parla di Miocene medio ovvero da 16 a 10 milioni di anni fa.

Numerose sono le cascate, alte parecchi metri, con grandi marmitte alla base.
Nella parte più profonda della forra, si notano sulle pareti grandi concrezioni calcaree che chiudono per un tratto e in parte la volta, dando all’insieme l’aspetto di una grotta.

Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali, ottenute dall’estrazione dell’arenaria, la tipica “piera dolza.

L’attività estrattiva, che risale al 1500 e forse anche prima, forniva il materiale per la costruzione di stipiti, architravi, ecc., il sistema d’estrattività, ha determinato un insieme di suggestive cavità artificiali, distribuite lungo l’orrido, sul cui fondo scorre vorticoso e rumoroso il torrente, tanto da portare alla costruzione di un percorso attrezzato.

L’inizio del percorso, lungo circa 1 km, è situato in via Ronzon, poco dopo il Centro Visite;

Lungo il percorso si incontrano numerosi pannelli descrittivi e, sulla destra, si apre una grotta molto ampia (grotta dei Breda), caratterizzata dalle colonne inclinate che sostengono gli strati di arenaria formanti il soffitto.

Poco più avanti, sulla sinistra, una passerella in legno conduce alla grotta per l’affinamento del formaggio di grotta (grotta di San Lucio) del caseificio Agricansiglio.

Ritornando appena sui propri passi, si incontra un belvedere a forma di prua, dal quale si può ammirare la splendida forra naturale e, proseguendo, percorrerla su passerelle a tratti sospese.
Lungo il percorso s’incontrano stalattiti e stalagmiti, delle più varie forme e colori. Data la costanza della temperatura nelle parti più profonde delle grotte, e la progressiva diminuzione della luce, si possono osservare una serie di microambienti di notevole interesse botanico e zoologico.

Parliamoci chiaro, posso raccontarVi di posti meravigliosi senza poi soffermarmi su posticino dove andare a deliziare oltre che gli occhi anche il palato?

Direi di no!

Orbene, secondo voi dopo una passeggiata può mancare il buon desinare? Assolutamente no! In questo caso poi ci va di lusso……. Giusto giusto alla fine della forra e prima di far ritorno alla macchina troviamo sbucati in una piccola radura un antico mulino che oggi è stato trasformato nel ristorante “Alle Grotte”  anche in questo caso non vorrei che la cosa fosse scambiata per pubblicità, ma c’è uno chef che prepara dei manicaretti di primordine vi premetto che il menù NON è da trattoria, ma da ristorante di qualità ciò non di meno se non spendete troppo con la lista dei vini ( anche se la tentazione è forte ) garantisco che i prezzi sono onestissimi e la qualità è al Top.

Finito di desinare, se volete avete ancora da fare due passi, magari per digerire e poco oltre il Mulino incontriamo sulla destra due piccole case ristrutturate, oggi  Museo dello Scalpellino, a memoria dell’antico mestiere.

Il percorso si conclude uscendo direttamente sulla Provinciale 151, quasi di fronte ad una grotta (grotta di Santa Barbara), in precedenza utilizzata come fungaia ed ora usata come laboratorio didattico, l’ultima volta che ci sono stato, c’era una personale di un pittore locale.

Dimenticavo di dirvi che le grotte del Caglieron sono bellissime d’estate per la frescura, ma sono un castello incantato d’inverno con le loro cascate ghiacciate, ma queste ve le descriverò un’altra volta.

Pagina a cura del Gruppo Infovacanze