Sport, avventura e risate. Un weekend a Boscochiesanuova

Si Viaggiare! Oramai ci ho preso gusto ed ho deciso di raccontarVi solo di posti personalmente assaporati! Poche settimane fa, e my family ( in realtà per questa gita ci ha seguito solo la piccola di casa ) accompagnati dalla famiglia di quel gran genio del mio amico, abbiamo deciso di fare una gita dal sapore misto: sport, avventura arte e cultura, ovviamente sempre nei fantastici paesaggi Veneti.

SPORT AVVENTURA E RISATE: Partiti giovedì mattina, ci siamo “incamminati verso la nostra prima avventura, che vi garantisco ci ha dato molte, moltissime emozioni. A poco più d’un oretta da casa, siamo arrivati nel cuore della montagna veronese, a Bosco Chiesanuova, in uno splendido bosco di faggi, carpini e abeti dove tra le altre cose, c’è il Parco Avventura Boscopark, una struttura di 6.000 metri quadrati con oltre 70 passaggi attrezzati ad altezze che variano da 1 a 15 metri, una vasta area pic-nic con tavole, una reception con servizio ristoro e molto altro ancora.

E un posto dove ci si diverte ed emoziona e si vive la montagna in modo “alternativo”, adatto anche a coloro che non hanno particolari esperienze con imbragatura e moschettoni, perfetto per mettere alla prova il proprio coraggio e vincere le proprie paure. Attraverso cavi e piattaforme installate sugli alberi, ponti tibetani, carrucole, passerelle sui tronchi, tunnel sospesi, liane, ci siamo divertiti come matti a “passeggiare“ per il bosco e vi posso garantire che vi sono stati momenti di “tensione” ( in sicurezza) e momenti d’assoluta ilarità nel vedere quanto impediti eravamo in alcuni passaggi! La cosa straordinaria è stato vedere come i “bimbi” dessero la “paga” ai papà quasi cinquantenni……. Un “umiliazione” divertentissima.

La mattinata al Boscopark in realtà è stata il preludio ad una serata completamente diversa! Ci siamo spostati di circa ottanta chilometri e siamo arrivati a Pozzolengo, bel borgo medioevale, dominato da un Castello che sorge sul monte Fluno e si adagia tra le colline moreniche al confine tra le provincie di Brescia, Mantova e Verona, Pozzolengo infatti, è “teoricamente” in terra Lombarda anche se storicamente resta sempre in Veneto se consideriamo il territorio della Serenissima Repubblica, ciò detto dopo un rigenerante tuffo nella piscina dell’hotel Castello ( ottimo prezzo ed ottimo servizio ) ci siamo incamminati a quella che era la nostra meta. Non vorrei fare della pubblicità spicciola, ma quando merita merita! Prima della passeggiata serale che volevamo fare e di cui vi parlerò pocanzi, siamo andati a cena in un posto dove si mangia benissimo e si possono assaggiare le prelibatezze locali, ma è un posto conosciuto anche e specialmente per la sua terrazza panoramica, qualche cosa di sublime, quasi da paese delle favole. Un ansa del Mincio con sullo sfondo le colline, lo skyline di Borghetto sul Mincio ed il Castello di Sigurtà! ( di cui vi parlerò in un’altra occasione ). Non c’è modo per descrivere il panorama, talmente suggestivo che sicuramente in qualcuno potrebbe portare a scoprire cos’è la sindrome di Stendhal.

Andate a mangiare “Al Fante” di Valeggio sul Mincio, poi mi direte ….. ricordatevi di prenotare un tavolo in terrazza. Dopo aver assaporato i due piatti più tipici della zona, ovvero: i famosissimi tortellini di Valeggio che sono caratterizzati da una sfoglia sottilissima e da un particolare e squisito ripieno di carne ed il luccio in salsa ( luccio lessato e condito con capperi, acciughe e peperoni ) servito con la polenta abbrustolita, ci siamo recati ad uno dei Borghi più belli del Veneto, d’Italia e del Mondo; Borghetto sul Mincio.

 

Il Borghetto di Valeggio sul Mincio è da molti considerato uno dei borghi più belli d’Italia, e non è difficile dargli torto: mulini, cascatelle e casette caratteristiche rendono questo ambiente ricco di suggestione. La sua fondazione risale al periodo longobardo (VII- VIII DC) dal quale deriva il suo nome che significa “insediamento fortificato”. La posizione era perfetta, sulle rive del fiume Mincio ed a ridosso delle colline moreniche del Garda, ottimo per costruire una Curtis Regia per la riscossione del pedaggio per l’attraversamento e navigazione sul Mincio, giusto per capirci, come la mitica scena del film Non ci resta che piangere con Troisi e Benigni. Con l’arrivo degli Scaligeri vennero poi costruite le prime possenti mura per la difesa del centro e due ponti levatoi che collegavano il Borghetto alla Curtis Regia.

La decisione di costruire il ponte Visconteo, voluta fortemente dai Visconti per proteggere i territori veronesi appena conquistati, fece iniziare il declino del Borghetto: venne modificato il corso del fiume e cosi la navigazione fu bloccata. Nei secoli successivi la fonte di ricchezza venne sfruttata principalmente dalla forza idraulica del fiume, costruendo decine di mulini, e dalla pesca sul Mincio; attività che durarono fino agli inizi del xx secondo quando una nuova forma di ricchezza chiamata turismo arrivò a bussare alle porte del Borghetto. Oggi il Borghetto e stato recuperato attraverso un attento lavoro di restauro; le antiche case ora sono diventate ristoranti, bed & breakfast e locali tipici, sempre però con il rispetto della tradizione locale. Qualunque sia la distanza che vi separa da Borghetto sul Mincio, vi garantisco che una capatina ne vale veramente la pena e scoprirete un altro degli angoli nascosti e meravigliosi del nostro amato Veneto.

Pagina a cura del Gruppo Infovacanze