Sulle orme del Petrarca

Cosa bella e mortal passa e non dura!

Questa frase dedicata alla bellezza della sua amata è di Francesco Petrarca, ed oggi voglio svelarVi i segreti della sua ultima dimora, un ameno paese dei Colli Euganei, giusto per capirci, ad un attimo da Padova.

Era il 1300 e le sue parole criptiche dedicate a Laura de Noves forse volevano mitigare in lui un amore impossibile da corrispondere!

« Era ‘l giorno ch’al sol si scoloraro
per la pietà del suo Factore i rai,
quando i’ fui preso, et non me ne guardai,
ché i be’ vostr’occhi, Donna, mi legaro. »
 

« Era il giorno in cui al Sole si oscurarono
i raggi per la pietà nei confronti del suo Creatore,
quando io fui catturato dall’amore, e non me ne difesi
poiché i vostri begli occhi, o Donna, mi avvinsero »

Lo so si scrive di belle vacanze e bel turismo qui, ma il bello è anche in queste parole, credo che ogni donna sognerebbe un “approccio” di questo tipo!

Ma bando alle ciance e veniamo alla nostra rubrica!

Se il petrarca avesse scritto “Cosa bella e mortal passa e non dura!” per descrivere il paese della sua ultima dimora, si sarebbe sbagliato, e sbagliato alla grande!

Arqua Petrarca a distanza di 700 anni è ancora bella ed ha un fascino che vi garantisco val la pena di scoprire, per una passeggiata o anche per gustarsi la notte affacciati ad un balcone dimorando in una delle bellissime strutture ricettive che offre il territorio.

Arquà, è un piccolo borgo medievale ,non è molto lontano da Abano Terme e lo si raggiunge percorrendo una bella strada che fiancheggia campagne e vigneti.

Giusto per capirci, Arquà fa parte del  Club dei borghi più belli d’Italia.

Camminando tra le sue stradine, le sue case antiche ma curate si respira un’aria di altri tempi, che sa di tranquillità e di vita serena, di pace e di sapori della terra.

Per gli amanti dell’enogastronomia garantisco che la zona è prolifica di locali dove si possono gustare piatti tipici (ma non solo), in un’atmosfera calda e accogliente.

Segnalo solo il brodo di giugguole o Xixoe ( in lingua veneta ) che a differenza del nome non è un brodo, ma un liquore (da provare assolutamente!). sempre con le xixoe  che sono dei frutti  particolari originari del Medio Oriente; in paese si trovano diversi negozi che vendono marmellate, biscotti e altri prodotti tipici.

Come da premessa, il borgo di Arquà è legato indissolubilmente al nome di Francesco Petrarca, che soggiornò qui negli ultimi anni della sua vita (la sua tomba si trova proprio qui).

La sua casa è ora u museo ed è visitabile (ingresso 4 euro): la casa è stata ristrutturata più volte e contiene ancora lo studiolo del Petrarca e alcuni suoi oggetti personali.

Curiosità della zona:

Arquà Petrarca oltre ad essere un borgo bellissimo, racchiude molte storie e il suo piccolo lago ci regala una leggenda molto intrigante.

Parliamo del lago della Costa che si trova lungo il versante sud orientale dei Colli Euganei, nella vallata ai piedi del borgo di Arquà Petrarca. Incastonato tra le pendici del monte Calbarina e il monte Ricco, si presenta come un bellissimo specchio d’acqua azzurra circondato dai vicini boschi e dalla scura piana di terra torbosa emersa dalle paludi a partire da metà ‘500 grazie alla bonifica del Retratto di Monselice.

Il lago della Costa è alimentato da una polla termale di acqua calda, che sgorga sulla parte terminale di una piccola penisola che si protende verso il centro dell’invaso.

Le leggende Euganee

Numerose leggende legate al lago della Costa si sono tramandate nel corso dei secoli. Tutte fantasticano sui fumi esalati dall’acqua calda lacustre che nelle giornate invernali e nell’oscurità della notte evocano la presenza di spiriti maligni.

La leggenda più famosa, ripresa dalla scrittrice Silvia Rodella nel suo libro “Leggende Euganee” narra che in un tempo imprecisato, al posto del lago sorgeva un monastero di frati, dalla condotta iniqua. Un giorno si presentò un mendicante che fu accolto dall’unico fratino di buon cuore; una delle notti seguenti il generoso fratino fu convinto dal mendicante con una scusa ad allontanarsi dal monastero, il quale venne improvvisamente colpito da una violenta tempesta che lo distrusse completamente uccidendo al suo interno tutti i frati peccatori. In corrispondenza delle macerie si formò una voragine che inghiottì le anime impure e cancellò per sempre i resti del monastero. L’invaso si riempì di acqua bollente alimentata dagli inferi dove giacciono i peccatori.

Attualmente il lago è visibile solo dalla stradina che corre lungo il suo fianco orientale e dai sentieri dei vicini monti: le sue sponde sono infatti recintate da una rete e per accedervi occorre chiedere il permesso ai proprietari, in quanto ora l’area è di proprietà privata. La recinzione si è resa necessaria perchè in passato alcuni abitanti della zona sono morti annegati facendo il bagno, probabilmente a causa della profondità dell’invaso che al centro risulta piuttosto profonda.

Per l’alto valore storico e naturalistico, dal 2011 il lago della Costa è stato riconosciuto come sito di interesse comunitario ed iscritto nelle liste del Patrimonio dell’Umanità UNESCO insieme ad altri siti palafitticoli dell’arco alpino.

Quindi vivere un’esperienza di viaggio ad Arquà Petrarca significa cercare queste bellissime storie e riviverle sul luogo d’origine.

FIDATEVI……….. il Borgo di Arquà Petrarca aspetta solo di essere scoperto….

Pagina a cura del Gruppo Infovacanze