Un angolo nascosto di Veneto

Ebbene si, anche questa settimana, per scoprire un angolo nascosto di Veneto, mi aiuterò raccontandovi d’una mia esperienza personale. Vi premetto che “odio” pedalare ma è altresì vero che il velocipede aiuta a scoprire luoghi incantati molto meglio che una “volgare” automobile! E così è la seconda storia, che vi voglio raccontare (non è quella del pastore Serafino) ma di una biciclettata alle “Maldive” di Venezia (forse è un’po’ esagerata)…

La storia era iniziata una calda mattina di luglio di un paio d’anni fa! Era molto presto… per me! Erano le  8,40 ed eravamo già a Chioggia, abbiamo scaricato le 5 biciclette dalla macchina  ed abbiamo parcheggiato al Parcheggio Giove,  a 5 minuti di bicicletta da Piazza Vigo.

All’epoca i ragazzi avevano,  17, 16 e 9 anni  la preoccupazione per i chilometri a venire, non era per loro, ma tutta per me! Ero preoccupato di perdere peso……dopo tutta la fatica che faccio settimanalmente a mettere su chili, mi spiaceva perderli in una giornata di bicicletta sotto al sole! Per tanto, avevo cercato una gita che fosse  nelle mie possibilità e devo dire che questa gita di cui vi narro è perfetta anche per un bambino di 5 anni che da poco ha abbandonato la bici con le rotelle…

Una volta raggiunta piazzetta Vigo abbiamo trovato il Bragozzo che si chiamava Ulisse, al nome ho tirato un sospiro di sollievo in quanto ero convinto evidentemente preoccupato dalla pedalata che m’apprestavo a fare che si chiamasse Caronte, e la cosa un filino mi preoccupava. Per raggiungere Pellestrina si può prendere sia il vaporetto dell’ACTV sia il Bragozzo Ulisse.

Avendo l-mob (quella che una volta si chiamava Carta Venezia) ogni tratta in vaporetto costa poco se non erro dovrebbe essere 1 Euro, ma il trasporto delle biciclette (costo aggiuntivo di 1 €) è a discrezione del capitano del vaporetto che può limitarne l’accesso in funzione degli utenti presenti al momento sulla barca (se scegliete ACTV arrivate almeno 30 minuti prima per essere sicuri di trovare posto per le biciclette). Noi abbiamo preferito il Bragozzo Ulisse,  è più piccolo, il capitano ti fa anche da guida turistica durante la navigazione e soprattutto orario di partenza e ritorno basta concordarli con il capitano (costava 5€ a persona e 7€ con le biciclette, oggi credo costi uguale o poco più); offrono anche il servizio di noleggio biciclette (solo per gli adulti).

Poco prima delle 10.00 siamo approdati a Ca’ Roman, abbiamo inforcato le biciclette ed abbiamo percorso i 2,5 km che la separano da Pellestrina percorrendo i famosi “Murazzi”, una fortificazione artificiale che protegge le isole e la laguna dalle mareggiate.

Giunti a Pellestrina, un affascinante borgo di pescatori,  abbiamo passato il cimitero quindi abbiamo girato a sinistra sulla strada che costeggia la laguna, dove sono attraccate le barche dei pescatori. Una sosta per visitare la Chiesa di Santa Maria, in preparativi per la sagra ed  una sosta per una brioche calda appena sfornata nel Panificio Passarella. Verso le 12.00 siamo stati attratti dal richiamo del mare giù le bici, ombrellone in sabbia, e subito a tuffarsi.

Mia moglie aveva proposto di pranzare al sacco, ma sempre per il discorso collegato ai chilogrammi che temevo di perdere, ho ricordato alla mia dolce metà che a Pellestrina “se magna pesse” e per quanto l’isola sia piccina, ci sono dei grandi cuochi, in trattorie molto familiari, tradotto in parole povere, bici o non bici a pranzo ci siamo fatti una fritturina, giusto per restare a dieta. Dopo pranzo siamo tornati indietro fino a Ca’ Roman, un’oasi naturalistica, parcheggiate le bici prima dell’ingresso abbiamo proseguito a piedi fino alla spiaggia: devo dire una delle più belle del Veneto, sabbia finissima, selvaggia, acqua cristallina, pochissime persone, insomma le Maldive di Venezia, per chi non c’è mai stato, meritano veramente un passaggio, ma non abituatevi troppo preferisco quando c’è poca gente!

Alle 17.00 ecco il Bragozzo Rosso di Ulisse che ci aspetta al molo per tornare a Chioggia, gustandoci la favolosa laguna. Dimenticavo……a cena ci siamo fermati a Chioggia, dovevo recuperare i 2 etti persi pedalando!

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