Venerdì 13 gennaio Paolo Citran ad Aperitivi con l’Autore

Venerdì 13 gennaio riprende l’appuntamento ‘Apertivi con l’autore’ con la presenza di Paolo Citran che presenta “L’inferno di Ponte di Nanto. Il dramma di Graziano Stacchio e Robertino Zancan” (Mazzanti, 2016), libro scritto dal capo della squadra mobile veneziana Paolo Citran con la prefazione del procuratore aggiunto Carlo Nordio. A condurre la serata il giornalista del Giornale di Vicenza, Diego Neri.
Com’erano e come sono cambiate le vite del benzinaio e del gioielliere dopo la sanguinosa rapina in gioielleria avvenuta il 3 febbraio 2015. Quel giorno dal vicino distributore, Stacchio, il benzinaio, vede tutto e interviene imbracciando un fucile per difendere la commessa di Zancan. I rapinatori gli sparano col mitra, ad altezza d’uomo. Stacchio risponde al fuoco, mirando alle gambe, e ferisce un malvivente che poco più tardi muore. Stacchio finisce indagato per eccesso colposo di legittima difesa. A giugno arriva l’archiviazione. È stata fatta giustizia? Alla domanda, Zancan e Stacchio danno risposte di segno opposto.
«Ho confidato nella giustizia fin dal primo momento anche se ci sono voluti mesi per far emergere una cosa così semplice, che io non ho sparato per uccidere ma solo per difendere – afferma Graziano Stacchio – Intervenire è stato un dovere e per questo non sono un eroe. Mi sento di dire che legge sulla legittima difesa va migliorata».
Diverso il pensiero del gioielliere. «Più che la giustizia qui ha vinto soltanto il buon senso – obietta invece Robertino Zancan – Sono dieci anni che subisco atti criminosi, compreso un sequestro in casa. Non ho nessuna fiducia nella giustizia italiana e mi sono immediatamente attivato per evitare che Graziano passasse dei guai. Giustizia non c’è ancora stata . Hanno vinto il buon senso, la nostra determinazione».
È quindi attraverso la personale vicenda dei due protagonisti che il libro cerca di offrire quanti più elementi possibile per comprendere, senza filtri, i motivi delle loro risposte. “Quello che ho voluto mettere in risalto, oltre ai fatti di quegli intensi attimi che hanno cambiato le esistenze di Stacchio e Zancan, è la loro storia umana – spiega l’autore – una storia che, se in quella particolare e drammatica situazione ha riguardato loro, tuttavia come cittadini chiama in causa anche noi”.
Paolo Citran, cinquant’anni, di Mestre, è nella Polizia di Stato da trenta. Entrato come agente semplice, è ora ispettore capo, coordinatore della squadra volanti della questura di Venezia. Ha scritto “Il leone blindato” sulla storia, vissuta in diretta, dello sbarco dei “serenissimi” in piazza San Marco il 9 maggio 1997. Per l’assessore alla cultura del comune pianighese Federico Calzavara. “ Il libro partendo dalla storia di Graziano Stacchio passa a riflettere sul tema della legittima difesa. E’ un appuntamento da non mancare.”

Lino Perini