La fuga dei cervelli che dissangua l’Italia. È ora di agire!

fuga dei cervelli

A causa della mia storia personale, sono sempre stato interessato al fenomeno dei giovani che emigrano per cercare lavoro all’estero. Finiti gli studi ho infatti iniziato a viaggiare attraverso l’Italia e l’Europa. Come tanti ragazzi di oggi, anch’io ho lasciato la mia terra, la mia famiglia e i miei amici per cercare migliori condizioni di lavoro.

Certo, c’è un distinguo da fare. Non tutti i giovani che emigrano sono mossi dalla stessa ambizione e forza d’animo. Molti di essi si trasferiscono per fare un lavoro che troverebbero anche dietro casa e a volte mi chiedo se non vivano a Londra o a Parigi solo perché sia diventata una moda o perché si vergognerebbero a fare un lavoro umile dove sono nati e cresciuti.

Ma questi giovani non mi interessano, non cambiano le sorti della nostra economia. È il fenomeno dei cervelli in fuga che mi fa pensare. Com’è possibile che un grande Paese come l’Italia stia vivendo da anni una emorragia dei più giovani e promettenti talenti di cui dispone? Quale perverso meccanismo si è messo in atto? Rendiamoci conto che la formazione di un ricercatore è un investimento, non solo per sé stesso, ma per il Paese intero. Con le nostre tasse tutti noi contribuiamo alla qualità dell’istruzione e sarebbe quindi giusto che la collettività godesse del talento di questi giovani, portando progresso e benessere alla nostra società.

Certo, in molte parti d’Italia la ripresa è ancora lenta e ci sono sicuramente delle zone depresse. Ma il Veneto per esempio ha cambiato marcia e qui la crisi economica è ormai un ricordo. Le aziende hanno ricominciato ad assumere e capita invece che molti imprenditori non riescano a trovare del personale specializzato.

Stiamo assistendo a un paradosso. Chi potrebbe aiutare la nostra economia a crescere fugge all’estero, dove spesso si ritrova in un luogo ostile o comunque circondato da persone con una mentalità che poco si concilia con la nostra. Tutto questo mentre tante imprese sarebbero dispostissime ad assumere.

Penso sia arrivato il momento di agire! Bisogna invertire questo meccanismo prima che sia troppo tardi, ne va del nostro futuro.

 

Vincenzo Lovino