Salute e Medicina

Cozzi: salvare una vita per amore della cardiologia

Pubblicato da poco un libro atlante americano “ Transradial Angiography and Intervention – from simple to spectacular” nel quale sono indicate tutte le tecniche ed i materiali usati in Cardiologia Interventistica nel mondo per eseguire coronarografie e angioplastiche coronariche utilizzando l’approccio per via transradiale. In questo libro americano dedicato un capitolo sull’impiego di un nuovo catetere denominato “Bartorelli-Cozzi catheter”.

L’intervista al prof. Cozzi

Abbiamo chiesto ad uno dei Cardiologi “inventore” di tale catetere, il Dr. Sergio Cozzi, che lavora in Veneto all’Ospedale Unico Alto Vicentino di Santorso (VI) come è nata l’idea di tale realizzazione.

Il suo racconto

Ci racconta il Dr. Cozzi: «Il catetere progettato agli inizi del 2000 quando lavoravo in Emodinamica a Milano al Centro Cardiologico Monzino, sotto la prestigiosa guida del Prof. Antonio Bartorelli (tutt’ora responsabile della Cardiologica Interventistica dell’ospedale universitario milanese) ha visto la luce l’anno dopo. A quell’epoca utilizzare l’ arteria radiale per eseguire indagini coronarografiche era assolutamente pioneristico rispetto ai tempi odierni in cui si utilizza l’approccio radiale in quasi il 90% delle procedure invasive.

L’idea

In quel periodo, in collaborazione con i colleghi Cardiochirurghi, controllavamo nel post-operatorio i pazienti operati, con tecnica avvenieristica, di by-pass aortocoronarico con impiego dell’arteria mammaria sinistra a cuore battente senza sternotomia. Il catetere, progettato con l’azienda Cordis, serviva per incannulare selettivamente l’arteria mammaria e controllare la pervietà del by-pass impiantato».

Il trasferimento di Cozzi

Come mai ha lasciato Milano e si è trasferito in Veneto? «È stata una scelta per … “ricongiungimento familiare”. Mia moglie Luisa Fontana (architetto progettista tra l’altro del Nuovo Ospedale di Montecchio Maggiore) è molto impegnata lavorativamente e, dopo la nascita di nostro figlio Riccardo, mi sono trasferito a Schio per poter seguire da vicino la sua crescita».

Nessuna nostalgia ma nuove emozioni

Nostalgia …. Rimpianti? «Assolutamente no! Considero un arricchimento personale avere una visione professionale vissuta in prima persona, con tutti i pregi e difetti, sia del Centro Hub di Eccellenza Universitario sia del Centro Spoke periferico. In questi ormai 10 anni di lavoro in provincia ho avuto modo di conoscere e collaborare con tantissimi colleghi e paramedici di grandissima qualità, umanità e professionalità.

I ricordi di Milano

Quando vivevo a Milano ero abbonato a San Siro e ho avuto modo di tifare il grande Milan di Sacchi con Gullit, Van Basten e Rijkaard, oggi apprezzo i trionfi del Basket femminile del Famila Schio.  In ogni caso, nel nostro lavoro quotidiano, riaprire le coronarie di un paziente con infarto miocardico acuto in atto a Milano o a Schio è sempre fonte di una grandissima gioia e soddisfazione oltre che per il malato anche per tutta l’équipe che riesce ad essere di aiuto alla persona che in tale frangente, si trova in estrema difficoltà».

Nel video un momento dell’applicazione del catetere inventato e appositamente non brevettato dal Prof. Cozzi

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