Salute e Medicina

“Deep Brain Stimulation” all’Angelo

Parkinson: su un paziente al mese, debitamente selezionato, all’Ospedale dell’Angelo si interviene con la “Stimolazione cerebrale profonda”. Ovvero “Deep Brain Stimulation”, e le conseguenze debilitanti della malattia sono “controllate” grazie ad elettrodi collocati stabilmente nel cervello. La chirurgia di alto livello, così, è messa al servizio della cura del Parkinson. Per arrivare a neutralizzare quegli effetti della malattia – tra cui il tremore a riposo, le alterazioni del movimento, i disturbi dell’equilibrio – normalmente tenuti sotto controllo per via farmacologica.

Le parole del primario

“Lo diciamo subito: la ‘Deep Brain Stimulation’ – spiega il Primario di Neurologia dell’Angelo, Rocco Quatrale – è un intervento chirurgico invasivo. Prevede, infatti, l’apertura di due fori nel cranio, normalmente effettuata in anestesia locale, per giungere all’inserimento degli elettrodi in profondità nel cervello. Diciamo poi subito anche che questo intervento è appropriato per persone giovani. E non portatrici di altre patologie, in cui però la malattia provochi fluttuazioni motorie e discinesie non più controllabili dal trattamento farmacologico. I soggetti che possono essere operati sono circa il 10% della popolazione affetta da Parkinson, così selezionata. Fatte queste premesse la DBS dà risultati buoni e a volte ottimi. E che per questo in tutto il mondo più di 75.000 pazienti hanno scelto di ricorrere a questa terapia”.

Cosa è la “Deep Brain Stimulation”

La “Deep Brain Stimulation” (in sigla DBS) si svolge in due fasi chirurgiche separate: “La prima fase – spiega il dottor Franco Guida, Primario della Neurochirurgia dell’Angelo – consiste nell’impianto degli elettrodi nel cervello, con un intervento che dura da 5 a 7 ore, preceduto da una complessa mappatura che permette al chirurgo di far giungere gli elettrostimolatori là dove necessario, con precisione millimetrica. Nella seconda fase si procede ad impiantare lo stimolatore nel torace o nell’addome; questo secondo intervento effettuato in anestesia generale e dura circa un’ora”.

La “Deep Brain Stimulation” all’Angelo

L’Ospedale dell’Angelo, dove i primi interventi risalgono al 2006, ora opera mediamente per la “Stimolazione cerebrale profonda” 12/14 interventi ogni anno: “Pratichiamo quindi ormai regolarmente nel nostro Ospedale – sottolinea il Primario di Neurologia dell’Angelo – una tecnica di cura decisamente complessa anche dal punto di vista della sua pianificazione. Al fianco del paziente, in ogni fase del percorso – conclude il dottor Quatrale – stiamo noi neurologi: lo accompagniamo dalla prima visita fino agli esami di follow up che, dopo l’intervento e dopo la fase riabilitativa, ne monitorano la condizione”.

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