Salute e Medicina

Farmacista prescrittore, no dei medici

«Ringraziamo i farmacisti per la proposta di essere prescrittore di medicinali al posto nostro per sgravare noi medici di famiglia dall’attività di routine. Ma si tratta di incombenze di cui ci sgraviamo in pochi secondi, posto che parliamo di medicinali “a bassa intensità” e di problemi noti e non gravi: basta dire al paziente che ci telefona di prendere un certo farmaco, già concordato e provato con successo, e di telefonarci subito se non fa effetto».

Ovidio Brignoli

Così Ovidio Brignoli vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale rimanda al mittente le proposte avanzate da Domenico Laporta AD Admenta che con il marchio Lloyds gestisce 250 farmacie in Italia.

Prescrizione è la conclusione di un percorso

Laporta ha proposto il farmacista prescrittore per talune situazioni elementari. Data la carenza di medici nel settore, accanto a servizi già presenti in farmacia sulla scia di modelli stranieri già esistenti, il farmacista potrebbe essere prescrittore e praticare i vaccini. Le nuove competenze alleggerirebbero i medici di base e consentirebbero loro di «concentrarsi sui reali problemi di salute».

Brignoli e il farmacista prescrittore

Brignoli replica: «La prescrizione arriva al termine di un percorso in cui il medico di medicina generale è preposto a visitare il paziente, fare un diagnosi e prescrivere il farmaco. Prescrivere e far diagnosi è quanto distingue i medici dagli altri operatori sanitari, e questo a tutela del mio paziente. Le cose si complicherebbero per tutti se in caso di evento avverso a dispensare il farmaco sbagliato fosse un altro professionista sanitario».

Esperienza in altri paesi

Per introdurre le novità auspicate ci vorrebbe una proposta di legge. All’estero ci si prova. In Francia quest’anno la Commissione per gli Affari sociali del parlamento ha dato il via a un emendamento alla Loi Santé. Prevede l’introduzione della “prescrizione farmaceutica” di vaccini e di farmaci. Previa formazione del farmacista e monitoraggio “a due” con il medico.

La differenza con il farmacista prescrittore

«Il punto comune tra la proposta italiana e la Loi Santé è la carenza di medici sul territorio. Oltralpe è marcata – spiega Brignoli – e impiegano internisti ospedalieri, il cui approccio è meno sensibile nella conoscenza del paziente per un arco di tempo ampio. Ma più dipendente dalla relazione con altri specialisti. In altre parole, dove ci sono pochi medici di medicina generale viene fuori una domanda del farmacista per la prescrizione». 

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