Alberto Causin si regala i Globetrotters

Veneziano Doc, 43 anni. Alberto Causin, unico giocatore che nel suo palmares può vantare di aver giocato con gli Harlem Globetrotters. Nella sua carriera ha giocato da ogni parte del ponte della Libertà. Cresciuto nelle giovanili della Reyer con i suoi 2 metri di altezza sin da ragazzino è stato sotto i riflettori delle grandi squadre e poco tempo fa si è tolto lo sfizio di aggiungere ai suoi trofei nientemeno che una partita con gli Harlem GlobeTrotters.

L’intervista

Per il suo compleanno si è fatto un bel regalo. «Sarebbe più corretto dire che il regalo me l’hanno fatto loro. È stata una chiamata inaspettata per una giornata straordinaria. Mi hanno chiamato la settimana scorsa e pensavo ad uno scherzo. Per lo sport è bello vedere tante famiglie con bambini riempire il “mio” Taliercio». «Un giudizio su di loro? Tecnicamente sono eccelsi. Ognuno di loro potrebbe giocare in qualsiasi squadra di NBA. Con il pallone fanno quello che vogliono. Se hanno bucato la Cortina di Ferro con una partita a Berlino Est ci sarà un motivo non credete?».

L’emozione

Che effetto le ha fatto giocare con loro? «Se penso che un giorno il mio nome sarà associato a quelli che con loro hanno disputato anche una sola partita come Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar o Wilt Chamberlain e che tra i membri onorari ci sono Mandela e Giovanni Paolo II, non nascondo che mi sembra un sogno. Forse realizzerò che non lo era solo nelle prossime giornate. E poi volete mettere l’onore di essere allenato anche solo una volta nella vita da una leggenda come Louis “Sweet Lou” Dunbar, 42 anni con gli Harlem Globetrotters, da giocatore prima e da allenatore poi, con un passato anche in Italia con la Virtus Bologna?».

La carriera

Era un predestinato ma da ragazzo doveva fare i conti in famiglia. «Mio padre – racconta un divertito Alberto – non voleva mi allontanassi da casa prima di finire gli studi, per cui sono rimasto vicino e ho iniziato dopo la Reyer con il BC Mestre. Poi sono andato alla Benetton Treviso e ho iniziato il mio girovagare».

Causin oggi

Ma il richiamo della venezianità era troppo forte e, nel momento più buio degli orogranata ha deciso di tornare in Laguna, fascia di capitano addosso e ha portato la Reyer dalla B alla A1 in tre stagioni. Poteva bastare? «No, non mi bastava. Finita la fase professionistica sono tornato al Basket Mestre e adesso insegno educazione fisica all’istituto Galilei di Scorzè e sono fisioterapista. Mi tengo in forma ma ho deciso prendermi un periodo di pausa. Semmai una scelta legata al mondo del basket la farò dopo anche se non nascondo che mi ha chiamato più di qualcuno per restare nell’ambiente».

A.C.M.

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