Allenatore di calcio femminile accusato di pedofilia: una vergogna per il movimento calcistico

La mamma detective contro il mister pedofilo

Venezia – Una madre detective che sulla base di pochi indizi e di un malumore malcelato dalla figlia scopre la verità più atroce: la figlia inviava le sue foto, in cui era nuda, all’allenatore di calcio. La mamma aveva regalato il telefonino alla figlia ma, da buona genitrice, controllava anche l’uso che ne faceva. Risultato? La madre non ci ha pensato due volte e ha denunciato l’uomo per violenza sessuale ai carabinieri. Il capitano Andrea Miggiano, comandante della Compagnia di Mestre dice: «L’attenzione della madre sull’uso del telefonino da parte della figlia è stata fondamentale per le indagini e per smascherare l’uomo. È importante che i genitori controllino i figli quando questi utilizzano smartphone e altri strumenti per comunicare».

La misura cautelare

I carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di duplice applicazione di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Venezia a carico dell’allenatore di calcio femminile, un uomo sulla quarantina, ora indagato per adescamento di minorenne, detenzione di materiale pedo-pornografico e atti sessuali con minorenne. All’uomo è stato imposto l’obbligo di dimora e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle ragazzine perchè, dopo la prima denuncia, si è scoperto che l’uomo usava la sua posizione di mister con altre ragazze minorenni sempre facenti parte della squadra.

Le indagini

L’indagine, condotta dai militari coordinati dal sostituto procuratore Giorgio Gava, ha avuto origine dalla segnalazione della madre che aveva intuito i segnali di quella relazione della figlia che si svolgeva attraverso scambio di testi inequivocabili, fotografie spinte e messaggi osè. Dopo una perquisizione domiciliare e l’interrogatorio di vari testimoni con audizione protetta delle vittime minori, è venuto a galla che l’uomo (di cui non sono state fornite le generalità) non solo aveva vario materiale pedo-pornografico, ma aveva compiuto ripetuti atti sessuali nei confronti di altre due ragazze (ora maggiorenni). Il fascino esercitato dall’allenatore aveva anche fatto pensare ad ogni ragazzina di essere l’unica fidanzata. Un uomo senza scrupoli che, carpendo la fiducia delle ragazze, compiva atti sessuali di vario genere con le minori, costringendole di fatto al silenzio con minacce e pressioni psicologiche come quella di rendere pubbliche le foto che loro gli inviavano.

La conclusione

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati alcuni cellulari in uso all’uomo e vari supporti di memoria che sono stati analizzati da specialisti e il cui contenuto ha fornito gli elementi inequivocabili per sostenere le gravissime accuse.

 

 

A.C.M.