Da Arzignano ad Arzignano: per l’Emme Retail Mestre è giunto il tempo di rialzarsi

Primavera 2014: ai quarti di finale playoff il Basket Mestre, favorito per la promozione, trova sulla propria strada Arzignano ed esce inaspettatamente al primo turno.

Autunno 2016: il ko casalingo contro la stessa compagine vicentina costa la panchina a Marzio Longhin ed apre ufficialmente la crisi del quintetto mestrino dopo appena cinque turni di campionato.

Nel mezzo, un paio di stagioni ben al di sotto delle attese, come se l’uscita anticipata dai playoff del 2014 avesse aperto una ferita sportiva nell’ambiente biancorosso mai più sanata. Possibile che l’Emme Retail Mestre sia costretto, da allora, a recitare nella parte di eterna incompiuta? Certo che no, tanto più nell’attuale campionato iniziato solo da una manciata di giornate e nel quale i grifoni hanno l’obbligo di non abdicare anzitempo al ruolo di possibile protagonista.

La società è ancora alla ricerca del miglior profilo per sostituire Marzio Longhin, nel frattempo la squadra è stata affidata a Davide Toffanin che con ogni probabilità siederà in panchina nel prossimo match ad Oderzo; nessun bisogno di presentazioni per il “Toffa”, protagonista da allenatore di alcune delle più belle pagine nella recente storia biancorossa- la promozione in serie C Nazionale nel 2013 e la Final Eight di Coppa Italia a Rimini l’anno seguente- e attuale responsabile del settore giovanile. Toccherà a lui dare il via alla riscossa, magari convincendo la società ad estendergli la fiducia per il resto del campionato con un successo in terra opitergina.

Se il ko con Arzignano nel 2014 ha rappresentato l’avvio di una crisi di risultati che perdura tutt’oggi, la sconfitta di domenica scorsa con gli stessi vicentini- e ciò che ne è seguito- potrebbe rappresentare, anche metaforicamente, la “degna” conclusione di un periodo negativo, l’epilogo dopo due anni e mezzo di un anonimato sportivo dal quale i tifosi biancorossi si augurano di evadere al più presto. Non sarà certo una strada in discesa nè tantomeno semplice, ma arrendersi già a novembre sarebbe forse la sconfitta più grande, questa sì inaccettabile.

Gino Drago