Il Baracca non può restare un sogno

Partita tosta, anche se con l’ultima in classifica e sempre tenuta in mano, nell’eterno girovagare del Mestre, tanto che si è giocato a Chioggia e, più ci si sposta, più si allontana il sogno Baracca. Proprio il presidente Serena, partendo dalla partita con la Pievigina inizia a raccontarsi.
“È stata una partita non semplice, vinta con un risultato piuttosto rotondo, contro una squadra che era messa bene in campo ed ha fatto la sua partita perché, giustamente, ha dato tutto. E non è facile per nessuno giocare contro dieci avversari che si chiudono. Comunque mi auguro che la nostra serie positiva continui a tempo indeterminato. Adesso, nella situazione in cui si trova il Mestre, può essere facile credere che questa squadra ormai abbia la “pancia piena”: niente di tutto ciò. D’altronde, come dico sempre al mio staff, anche noi dobbiamo dare sempre tutto e non dobbiamo dare nulla per scontato”.

Foto di Michela Vitella

Il Mestre gioca sempre partita dopo partita, come nella mentalità di Zironelli. “Non facciamo calcoli e giochiamo come se fossimo noi a doverci salvare. Questa è la determinazione e la cattiveria agonistica che dobbiamo metterci sempre, senza mollare di un centimetro”. La prossima gara la disputerete ad Este. “Sarà un’altra partita difficile con un altro avversario ostico, ma lo affronteremo come tutti gli altri, con l’atteggiamento di chi vuole fare il risultato a tutti i costi”.

È chiaro che domenica dopo domenica il distacco resterà invariato potrebbe avverarsi presto un sogno.

Foto di Michela Vitella

Se proprio vogliamo trovare un neo: la questione Baracca. “Sono passati tanti mesi e nel frattempo sono stati spesi molti soldi da parte della società, e ci auguriamo che da qui a brevissimo ci sia la possibilità di tornare a giocare al Baracca che è il nostro stadio. Ormai è da un anno e mezzo abbondante che dobbiamo girovagare per i campi limitrofi e quindi, come dico io, il Mestre è una squadra che gioca in trasferta ogni domenica. Mi auguro, perché comunque i lavori sono terminati, che al più presto l’apposita Commissione Vigilanza Spettacolo dia il tanto sperato esito favorevole, quindi che venga data l’agibilità. Si tratta di una vicenda alquanto singolare e complicata, anche perché il fatto di ridare, ad un impianto che ha cento anni, l’agibilità secondo i parametri del 2017, è molto difficile e dispendioso. Putroppo, anche se lo speravo, devo infrangere un sogno. Il 26 febbraio non si tornerà a giocare lì. Sul resto permane riservatezza ed attendiamo sviluppi”.

G.N.P.