Basket Mestre, non solo Bjegovic

"Ai buoni risultati della prima squadra si aggiungono le gioie del Baskin"

Sorride l’Emme Retail Mestre, tornato al successo nell’importantissimo scontro diretto contro Corno di Rosazzo; due punti fondamentali, tanto più come prologo all’ennesimo esame di maturità a cui saranno chiamati i grifoni domenica sera, quando alle 18 andranno a far visita al Guerriero Padova caduto nelle ultime nove giornate solamente al cospetto delle due battistrada Oderzo e Jesolo. Domenica scorsa, però, i sorrisi non erano destinati solamente alla prima squadra, alle prodezze di Saintilus e Bjegovic, di Tonetti e capitan Prete. Un’altra stella, infatti, fa ora ufficialmente parte dell’universo biancorosso.

Necessario fare un passo indietro allo scorso 22 gennaio, una giornata importante non solo e non tanto per la pur preziosa vittoria contro Corno di Rosazzo, quanto piuttosto per l’esordio ufficiale nel girone A del Primo Concentramento regionale della formazione del Baskin Mestre, squadra biancorossa che partecipa per la prima stagione al campionato di questa nuova disciplina rivolta indistintamente a ragazzi e ragazzi maggiori di 14 anni normodotati o con disabilità lievi e gravi. Uno sport accomunato da moltissime similitudini alla pallacanestro ma con dieci proprie regole specifiche, introdotto da pochi anni in Italia e “adottato” sin dal 2015 dal Basket Mestre.

Merito di Cinzia Perotti, responsabile organizzativa del Baskin Mestre coadiuvata dagli allenatori Alberto Gavagnin e Davide Toffanin, entrambi entusiasti nel farsi coinvolgere in questo bellissimo progetto. “Senza i vari tutor però- ci tiene a sottolineare Cinzia Perotti- né io, né Alberto o Davide potremmo fare qualcosa; ciascun tutor segue un ragazzo e il loro ruolo è fondamentale. Noi abbiamo iniziato l’attività nel 2015 ma il percorso per riuscire a riconoscersi come una squadra vera e propria ed affrontare così un campionato non è facile. In meno di due anni ci siamo riusciti e domenica abbiamo affrontato il nostro debutto ufficiale alla palestra Volta di Mestre contro due team già rodati come GhostBaskin Verona e Isola Vicentina Bears. Come è andata? Benissimo! Il clima attorno alla manifestazione era fantastico, l’entusiasmo alto non solo tra i giocatori; e nonostante la sconfitta ci sono arrivati i complimenti dei tecnici delle altre due squadre che si sono detti sorpresi del livello già raggiunto dalla nostra formazione”.

Tra le peculiarità del baskin, la presenza di ben 6 canestri (quelli “regolari” a cui se ne aggiunge un paio sui lati lunghi del campo, ciascuno composto da due canestri posti a diverse altezze), la suddivisione in ruoli specifici per ogni giocatore e, ovviamente, la capacità di rivolgersi a tutti. “Mi piacerebbe fosse chiaro che il baskin è uno sport inclusivo, in grado di adeguarsi alle esigenze delle persone e diretto non solo a chi è già pratico con la pallacanestro. Ad esempio ci sono molti ragazzi sedentari, troppo spesso fermi davanti al pc o alla televisione: il baskin è anche per loro. Si cresce tutti insieme e i progressi, sportivi e relazionali, sono incredibili anche per noi allenatori e responsabili: l’energia e la carica che ci danno i ragazzi sono difficili da spiegare”.

Il progetto è da subito stato preso sotto l’ala protettiva del Basket Mestre. “Siamo l’unica formazione ad essere affiliata ad una vera e propria società di pallacanestro, le altre sono state create dal nulla. Ovviamente la cosa ci fa piacere, così come l’esser stati i primi ad introdurre nel territorio del veneziano questa disciplina. Detto ciò, non vogliamo assolutamente avere la prerogativa unica del baskin, tutt’altro: siamo i primi a sperare che sorgano altre realtà, magari raggiungendo i numeri della provincia di Vicenza che per quanto concerne il baskin è una vera e propria roccaforte. D’altra parte- conclude entusiasta Cinzia Perotti- più squadre ci sono, più si gioca e ci si diverte”.

Gino Drago