D come dilettanti? Non scherziamo

Quando la passione sfocia nell'entusiasmo di tutti

La squadra di Zironelli, reduce dall’ultima vittoria di Chioggia a scapito della CareniPievigina, continua a mietere successi e a superare i propri stessi record. E la città se ne sta accorgendo, tanto che nei bar fra gli argomenti degli avventori, non è raro sentir parlare di Beccaro & Company.
Noi del Sestante News abbiamo voluto sentire l’opinione di tre personaggi pubblici che non hanno mai nascosto la loro passione per i colori arancioneri. Per comodità lo abbiamo fatto ponendo a tutti le stesse domande. Si tratta di Vincenzo Conte, presidente della Municipalità di Mestre, Marco Sbrogiò, storico e già giornalista sportivo e Raffaele Speranzon, presidente di Mes3Sport.
Il Calcio Mestre è primo in classifica a suon di record. Lei segue la squadra di Zironelli e cosa pensa del campionato che sta facendo?
Conte: Si seguo la squadra, in casa ovviamente, è un campionato che rende i tifosi orgogliosi e che sta coagulando il tifo e la simpatia attorno alla squadra, come mai in precedenza”. 
Sbrogiò: “Seguo da appassionato e tifoso di vecchia data. Questo è senza dubbio uno dei migliori Mestre che mai si siano visti per convinzione e unità. Mi ricorda il Mestre di Rumignani (quello che conquistò la C1 negli anni ’80). Mi ha stupito in questo senso Beccaro, ma davvero tutti questi giocatori dimostrano una convinzione che va oltre il normale”.
Speranzon: “Penso che stia facendo un campionato straordinario e che grazie al Mestre la domenica sera è sempre magnifica, quest’anno”.
 
Crede che i successi della squadra di calcio possano influire positivamente anche sulla città?
Conte: “Certamente sì, una squadra all’apice della classifica e con un “range” di vittorie difficilmente ripetibile fa bene al nome della città e nella presente fase di identificazione della cittadinanza sta facendo crescere la simpatia per il Mestre e per Mestre!”
Sbrogiò: “Sì, perché questi successi danno il senso reale delle potenzialità inespresse della nostra città”.
Speranzon: “Il calcio è uno sport magnifico non solo per lo spettacolo che regala ma anche per la comunità che si crea negli spalti. Una comunità che incita Mestre e che esce soddisfatta ed orgogliosa al termine di ogni partita non può che fare il bene della nostra amata città”.
Quanto pensa che possa influire la mancanza di uno stadio e di adeguati impianti sportivi sul percorso di una società in crescita?
Conte: “La mancanza di uno stadio (che speriamo si esaurisca finalmente a breve!) di casa penalizza la squadra: per fortuna che il nostro Mestre è stato più forte anche di questa situazione che se fosse stata l’unica squadra della sua città, non sarebbe sicuramente stata trascinata così a lungo!”.
Sbrogiò: “Abbastanza. C’è sempre stato un grosso problema in tal senso. Lo stadio sicuramente deve trovare una soluzione definitiva. Il project financing che avevo presentato anni fa e approvato dalla giunta, purtroppo per varie vicende è rimasto lettera morta, nonostante potesse essere la soluzione definitiva. E ora il presidente Serena – purtroppo – ha dovuto fare i conti con una situazione difficile, ripartendo da zero”.
Speranzon: “Purtroppo è il problema dei problemi e a Stefano Serena, il grande presidente di questo Mestre, credo che i mestrini dovranno fare una statua per tutto quello che sta facendo e per il regalo dell’imminente ritorno al Baracca”.
 
A proposito di Serena, recentemente ha lanciato l’iniziativa dell’Associazione di sostenitori, a cui cederebbe gratuitamente il 10% delle quote societarie. Come considera questa proposta e lei aderirebbe?
Conte: “Pare una proposta interessante, che potrebbe legare maggiormente i tifosi alla squadra. Parte di quel 10% potrebbe essere ceduto ad enti, istituzioni, imprese, associazioni ecc. che da sempre tengono al nome di Mestre e contribuiscono a tenerne alta l’egida”.
Sbrogiò: “La considero positivamente, valuterò di aderire, sarebbe significativo per creare una cantera di appassionati simile a quella del settore giovanile, che possa permettere ai mestrini di avvicinarsi alla gestione della Società in prima persona”.
Speranzon: “Aderisco volentieri e credo rappresenti un modo innovativo per avvicinare i mestrini alla squadra che li rappresenta rendendoli protagonisti delle scelte future dell’AC Mestre”.
Andrea Checconi Sbaraglini