Dal sogno all’incubo

Il Mestre passa dal 3 a 0 al 3 a 3 e deve rimandare la festa promozione

Festa rimandata. Con grande rammarico. Perché buttare via un 3 a 0 dopo non aver corso grandi rischi è un vero peccato. La città era pronta a vedere un sogno tramutato in realtà ma adesso dovrà ancora aspettare. Il pari tiene lontana la Triestina a meno 8 e c’è una partita in meno da disputare ma una città ha sognato fino al 45’ s.t. Poi si è svegliata e il sogno è rimasto tale. Il Mestre è contratto e forse risente della tensione ma non appare brillante come il solito. Troppi i passaggi e gli appoggi sbagliati e si sveglia solo al 30’ con un tiro di Boscolo respinto da Consol.

Foto Michela Vitella

Al 39’ il Baracca esplode. Sottovia serve Kabine che calcia sul primo palo e il Mestre passa. Al 44’ Kabine bissa. Controllo e destro da fuori area  che si infila all’angolo basso. È il 2 a 0. I tifosi sembrano quasi non crederci.

Il Mestre non di fida e continua ad attaccare e all’8’ Sottovia fa urlare al gol con un tiro a giro che lambisce il palo. Passa 1’ minuto e Gagno si supera su una conclusione ravvicinata di Franca respingendo con i piedi. Al 22’ Gritti sembra chiudere i conti. Grande discesa e tiro di potenza che Consol non riesce nemmeno a vedere. La gioia del numero 6 è incontenibile. Al 25’ Franca riapre la partita. Contrasto al limite dell’area e per l’arbitro è rigore.

Foto Michela Vitella

Lo stesso Franca si incarica del tiro e segna. Dopo soli 2’ Sottovia potrebbe fare poker ma il rasoterra esce di un soffio. Al 34’ il sogno rischia di diventare un incubo. Ribeiro tira sotto l’incrocio con Gagno che non riesce a deviare. Dal 3 a 0 al 3 a 2.

La Triestina ci crede e al 38’ ancora Gagno sugli scudi con un salvataggio su Ribeiro. Al 45’ il sogno si infrange. Ribeiro fa 60 metri palla al piede e fa partire un tiro da pochi metri che si insacca sotto la traversa. È il 3 a 3 che rimanda la festa. Ora la promozione è a soli 2 punti in 3 partite.

Foto Michela Vitella

Mauro  Zironelli. «Si vede che non era destino. Mastichiamo amaro ma avevamo 2 risultati su 3 a disposizione. La Triestina è una squadra fatta per salire; non hanno mai mollato. Ora resettiamo tutto. I ragazzi sono un po’ demoralizzati perché si sentivano la vittoria in tasca. È stato un crollo emotivo e ci può anche stare ma loro sono stati bravi a trovare i buchi nella nostra difesa. Sono forti e l’hanno dimostrato. Abbiamo avuto le possibilità per fare il quarto o il quinto gol ma non ci abbiamo creduto. Ora però testa al 23 contro il Vigasio. Andiamo per vincere e vorrà dire che festeggeremo nell’ultima al Baracca. Ho tolto Beccaro perché volevo più intensità in campo e per 15′ ci siamo stati con la testa ma se poi non chiudi i conti una squadra come la loro ti punisce, anche al 45’».

Foto Michela Vitella

Mastica amaro Gritti. ‎«Sono stato mezz’ora sotto la doccia a pensare a cosa è successo negli ultimi 15’; vedevo che eravamo in difficoltà. Non so spiegarmi. È la prima volta che mi capita ma abbiamo solo rimandato l’appuntamento. Aspettavo da tanto il gol e speravo fosse quello che chiudeva il campionato. Finché non c’è matematica non dico niente ma abbiamo fatto un passo avanti. Sapevamo che avevano un attacco forte e ci siamo fatti prendere alla sprovvista. Forse l’attesa aumenta il piacere ma mi girano un po’ per aver pareggiato così».

 

 

Arsenio Corto Martino