Davide Oliviero, runner e biker padovano, racconta la sua esperienza al Sellaronda Hero

Davide Oliviero, 51 anni, padovano, atleta polivalente e preparatore atletico, ha portato a termine un’altra delle sue interminabili imprese: la Sellaronda Hero, gara di mountain bike, considerata la più dura d’Europa, un tracciato di 86 km con un dislivello di 4.500 metri. Il biker padovano, ha affrontato questa spettacolare sfida in Val Gardena, accettando questa nuova esperienza con la consueta determinazione. Il suo curriculum è lunghissimo, e tra le sue grandi imprese c’è anche la 100 Km del Sahara, conclusa in 9 ore e 13 minuti.

“La prima volta faccia a faccia col deserto in Tunisia è stata un’esperienza indimenticabile spiega Oliviero. Il deserto con le sue distese di sabbia bianca e gialla, il caldo, il sole mi stavano sconfiggendo. In quei luoghi vivi costantemente al limite, fisico e mentale, con il deserto che prova a smontarti in tutti i modi. Si incastra nelle tue debolezze, e una lotta a due. Nel Sahara tunisino mi sentivo a casa, anche se in realtà è il deserto più grande del mondo, che occupa gran parte dell’Africa. Le sue dune erano morbide, alte, mutevoli e rosse: e qui che ho visto uno dei tramonti più belli della mia vita, il cielo e la terra erano infuocati. Il deserto marocchino ti permette di godere di un tramonto che più rosso non si può”.

Dal deserto alla montagna, che esperienza è stata? “E’ stata una gara molto dura chiosa Oliviero. Ci sono arrivato grazie ad una adeguata preparazione fisico-atletica. Sono partito alle 7.45 da Selva di Val Gardena per il percorso marathon, circondato dagli sguardi quasi stupiti degli atleti amatori, quelli considerati più evoluti, accompagnati dalle loro bici “professionali” in carbonio, dotate tutte con le ultime tecnologie del settore. Ma nonostante ciò, nella prima ascesa del “Dantercepies” faccio registrare la prima posizione di categoria, e il trentesimo posto nella classifica assoluta, una dimostrazione di ulteriore forza che non ha eguali con un mezzo vecchio e pesantissimo come il mio. Il mio “viaggio” prosegue senza interruzioni ma purtroppo a Corvara la bici mi abbandona con la rottura del cambio non riparabile. Un’altra persona al mio posto si sarebbe ritirata, ma dovevo trovare necessariamente una soluzione per non perdere troppo terreno con gli avversari. Non mi perdo d’animo e correndo raggiungo il primo negozio di bici della zona noleggiando un altro mezzo per terminare la gara. Ovviamente con una bici moderna tutto è più facile ma ci sono ancora molti chilometri da percorrere, quindi riparto a tutta, lungo i sentieri e montagne attorno al gruppo Sella, le Dolomiti, uno scenario unico al mondo. Riprendo la mia corsa e continuo a guadagnare posizioni, ora diventa soltanto una sfida con me stesso. La fatica inizia a farsi sentire, Dantercepies, Campolongo, Pordoi e Duron sono i passi da attraversare, una grande impresa che verrà ripagata all’arrivo dalla soddisfazione di avercela fatta. Dopo 8 ore esatte taglio il traguardo, conquistando il 13esimo posto di categoria. L’impresa è raggiunta, il coraggio di affrontare una gara così dura con un mezzo inadeguato ha dimostrato, nella prima parte del tracciato, che l’atleta fa sempre la differenza. La caparbietà di non mollare mai, anche nei momenti più difficili, ha fatto in modo di trovare una soluzione per terminare la gara in modo “eroico” oserei dire, confermato anche dall’ottimo “crono” nonostante tutte le avversità e sfortune che ho incontrato lungo il mio percorso”.

Giancarlo Noviello