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Intervista in esclusiva a Stefano Serena presidente dell’AC Mestre

Il presidente dell'AC Mestre si confida in esclusiva al Sestantenews

Stefano Serena come giudichi i suoi anni da presidente del Mestre? “E’ per me un’esperienza e in quanto tale, sicuramente positiva. Mestre ricordo, è la città dove sono nato, dove conservo le mie migliori amicizie e pur vivendo da oltre vent’anni a Conegliano, non mi sono mai staccato. Lei pensi che al mio “arrivo” a Mestre, quando presi in carico il Mestre lo feci con tale entusiasmo che, anche se ancora oggi, ricevo richieste di diventare Presidente da diverse Società di Calcio con alle spalle importanti partecipazioni a Campionati nazionali, anche di massima serie e spesso mi sentivo dire, “vieni da noi che non abbiamo problemi di stadio e campi d’allenamento..”, io pur ringraziando, ho sempre risposto alla stessa maniera: non ho preso il Mestre perché avevo l’ambizione di fare il “Presidente” di una squadra di calcio, ma più semplicemente, da mestrino, per amore della Città di Mestre, che ha condizionato dentro di me, la decisione, la voglia ed il forte desiderio di riuscire un giorno, a riportare il Calcio a Mestre dove più le compete, tra i Professionisti!!!

Sin dal mio primo giorno da Presidente, ero consapevole che non sarebbe stato semplice. Ho sempre pensato che gestire una Società di Calcio vi sono 1000 imprevisti, come ad esempio, far andare d’accordo tutti, forse una delle imprese più difficoltose. L’uomo è un essere complicato e la sua “gestione” lo è ancor di più. Ma quando ti fissi un obiettivo e lo cerchi con forza e determinazione, nulla diventa impossibile, ma poi devi anche essere bravo e capace, a mantenerti lucido, e capire te stesso e i tuoi limiti, e devi essere capace a non superarli mai. In una Società di Calcio vi sono tanti, troppi aspetti non facili da valutare. Inoltre, se pensiamo alle vicende legate allo stadio Baracca, a molti credo salga il nervoso. Lei pensi, quando feci l’operazione che ha portato quell’anno, nel 2015, il Mestre a disputare il Campionato Nazionale di Serie D, che ero all’oscuro che lo stadio cittadino, non avesse più l’agibilità.

All’epoca in Comune a Venezia c’era il Commissario dott. Zappalorto, il quale e lo racconto esattamente come mi è stato riferito, pochi mesi prima, tolse allo stadio il suo valore, dichiarandolo non agibile allo scopo per il quale, a inizio degli anni 900, era stato costruito. Ovvero, per giocare a calcio! Ma non mi sento francamente di “colpevolizzare” qualcuno, anche perché sono certo che quella decisione fu “figlia” di altri ragionamenti che all’epoca l’amministrazione fece su quell’area.

La colpa, se di colpa vogliamo parlare, è forse solo mia. Avrei dovuto essere più accorto e verificare come stessero le cose, ma purtroppo, per l’entusiasmo creatosi, per la voglia  e il desiderio di riportare il Mestre in alto, mi feci condizionare, senza valutare la situazione in generale e più a fondo! Un comportamento, questo il mio, anomalo rispetto a come sono solito agire di fronte a certe decisioni, ma ormai, anche questo fa parte della storia, nel senso, che rappresenta il passato!

Eppoi vede, se penso a questi 5 anni, ogni decisione l’ho sempre presa in solitudine. Un po’ perché fa parte della mia natura, non lo nascondo, un po’ perché forse, alcune decisioni erano difficili da “suggerire”. Ma tornando alla storia più recente, non posso non ricordare con un po’ di soddisfazione personale, di aver centrato l’obiettivo di riportare il Mestre tra i professionisti in soli 3 anni, partendo lo ricordo, dalla Prima Categoria e arrivati in Serie C dopo 37 anni.

Una gioia immensa per tutti noi, per tutti i nostri tifosi e per tutti coloro che a Mestre, hanno i colori arancioneri impressi sulla pelle. E’ giusto ricordare, che ci siamo arrivati con una Società giovane, con poca o nessuna esperienza, ma questo non l’ho mai considerato un limite, anzi, un fattore positivo, un privilegio!  Poi certo ci siamo attrezzati, abbiamo creato in pochissimo tempo una struttura professionistica, facendo crescere i collaboratori, alcuni di questi, presenti anche oggi in Società. Insomma, è stata per me, come una maratona, lunga, faticosa, estenuante, ma volevo correre sempre, anche quando mi sono trovato una strada in salita, più ripida era e più volevo correre, perché solo una cosa avevo in mente, vedere il Mestre, tra i professionisti!

Sono stati anni positivi, dove le difficoltà le traducevo in stimoli, e i risultati della squadra vero carburante per riportare i tanti tifosi, ad amare questa squadra. In questi anni tanti sono stati i giocatori arrivati a Mestre e tanti sono rimasti nei nostri cuori. E penso di non sbagliare, quando dico che chi è arrivato a Mestre, rimpiange l’ambiente, il gruppo, e sicuramente, i nostri tifosi.

Arriviamo poi a giugno 2018, dove presi la decisione più difficile della mia attuale esperienza al Mestre. Mi trovai a decidere di non iscrivere la squadra al secondo campionato di C ma di “autodeclassarla” di 2 categorie sotto. Nessuno o pochi sanno quanta sofferenza mi sia costata quella decisione. E’ con tristezza che la racconto ancora oggi. Mi rendo conto che la gente comune, i tifosi non comprendono o faticano a capire i motivi. Ne ho sentite molte sul mio conto, e questo mi ha ferito ulteriormente. Però ho capito che devi sempre andare a 1000 che ti devi spendere anima e corpo perché altrimenti diventi ciò che in verità non sei.  Invece, non è così e non deve essere così!

Se torniamo lucidi e ragioniamo sui veri motivi di questa sofferta decisione, elenco in ordine sparso ciò che ha impedito al Mestre di proseguire in Serie C: stadio, impianti sportivi adeguati, regolamenti profondamente sbagliati, sostenibilità inesistente. Fattori rilevanti che hanno inciso in maniera determinante sulla mia decisione!!! Se analizzo solo gli ultimi 3 anni, dalla serie D in poi, abbiamo giocato 2 anni a Mogliano. Ho sistemato il campo a mie spese. Ho pagato affitti a mie spese. Ho deciso di intervenire personalmente sul Baracca. Quando dico personalmente, intendo dire senza alcun aiuto e con una concessione contrattuale che non ho mai “amato” come ho avuto modo più volte, di dire al Comune.

Poi, finalmente il 19 marzo 2017 l’esordio della squadra, e anche mio, al Baracca. Neanche il tempo di raccogliere un po’ di soddisfazione per lo sforzo profuso, vinciamo il campionato, ma il Baracca, non va più bene. Controvoglia, mi rendo disponibile ad intervenire ulteriormente a distanza di pochi mesi dal primo grosso intervento, ma ricevo solo risposte negative dalle Istituzioni, per motivi di sicurezza e ordine pubblico.

Il Mestre è in C ma non sa dove andare a giocare. Si rischia seriamente di non iscriverci. Per fortuna c’è Portogruaro. In pochi giorni riesco ad accordarmi con il Comune e viene concessa la gestione del Mecchia al Mestre. Anche in questo caso, dobbiamo correre. Lo stadio non era a norma per la C. Sono necessari degli interventi sulla struttura. Altri costi sostenuti dal sottoscritto. Si sistema anche il fondo del campo, da tanti anni in evidente stato di semi-abbandono. Ovunque va il Mestre, paga affitti, utenze, e si fa carico dei lavori di adeguamento e tutto questo, giocando sempre in trasferta anche le partite casalinghe.

Nessun esempio in Italia, paragonabile al disagio del Mestre. Alla fine, arrivo stanco, demoralizzato, demotivato e l’entusiasmo che ha sempre rappresentato la fiamma trainante dentro di me, al minimo! Nonostante le difficoltà logistiche e strutturali, oggi siamo ancora qua. Con la voglia mai smarrita, e la natura mai snaturata, di vincere in qualunque categoria il Mestre giochi. Sabato scorso, la finale di Coppa Italia, avrei tanto voluto vincere quella coppa. Non tanto per il valore in se, ma per il valore simbolico che rappresentava almeno per me. Avrei voluto scendere in campo e dedicarla a tutti i tifosi, presenti e non allo stadio. Avrebbe rappresentato un modo per dire e ricordare che il Mestre c’è!!!

In attesa di capire se finalmente ci sarà la tanto auspicata riforma del Calcio che riconosca anche alla Serie C l’impegno e gli sforzi che vengono fatti, perché non puoi pretendere regole rigide se non metti in condizioni le Società di operare serenamente; e, a livello locale, vedere cosa succederà nei prossimi 12-24 mesi, ci giochiamo questo campionato e sono certo che questo gruppo di ragazzi, arrivati tutti nuovi ma con spirito combattivo e già molto coesi fra loro, ed il nostro mister alla prima esperienza ma con le idee molto chiare e grande conoscenza del Calcio, ed il nostro DS che in poco tempo ha saputo ripartire creando un gruppo forte e concentrato sugli obiettivi, ci darà delle soddisfazioni e farà capire che anche in Eccellenza ci possiamo divertire e far divertire .

Serena, In quasi 5 anni chi ti ha stupito di più e chi meno. “No non faccio nomi perché sicuramente rischio di non citare qualcuno. Preferisco ricordare un periodo che più di altri, mi è rimasto nella memoria ed è il biennio con alla guida Mauro Zironelli. Mi ricordo quando il secondo anno della D cercavamo un profilo di allenatore che ci potesse far fare il salto di qualità. E questo profilo si è manifestato in Mauro Zironelli. Mi ricordo una sintonia immediata tra me e lui. Come se ci conoscessimo da una vita. Stessa voglia di vincere, stessi obiettivi, stessa filosofia di intendere il calcio. In pratica, ci siamo trovati e compensati ed i risultati credo, siano noti a tutti”.

Presidente Serena; Bilancio di previsione 2019 approvato dal Comune. Fondi destinati al Sant’Elena ma nessuna voce in merito al Baracca. Che ne pensa come presidente?  “Guardi, tutto voglio tranne che alimentare polemiche che a mio avviso non avrebbero senso semplicemente perché non ci sono. Penso che il Comune di Venezia come lo stesso Sindaco Luigi Brugnaro mi ha confermato, ha messo a bilancio una certa somma da investire in opere strutturali al Baracca in modo da permettere allo stadio la Serie C. E su questo, ritengo di non avere alcun dubbio che i lavori a tempo debito, inizieranno. Il nostro tecnico Riccardo Bonifati è in contatto con i tecnici del Comune esattamente come intese condivise qualche mese fa con lo stesso Sindaco a Ca’Farsetti. Pertanto dico ai tifosi, di avere pazienza e come già detto, non ho motivi oggi, di pensare diversamente”.

Stefano Serena, adesso testa al campionato. “Domenica per noi inizia un altro campionato e mi aspetto che certi errori veniali o cali di concentrazione non ci siano più perché partite come quelle di sabato il Mestre poteva e doveva vincerla. Mi aspetto pertanto dai giocatori, grinta, impegno, serietà e attitudine a conquistare più punti possibili e alla fine, che vinca il migliore, sperando per me, per i tifosi, per i giocatori, per lo staff per la città, che sia il MESTRE!!!”

Che cosa prevede e cosa si aspetta per il futuro del Mestre il suo presidente?  “ Come più volte ho detto, Stefano Serena è solo di passaggio e non mi sento il “padrone”, ho solo preso a cuore il Mestre raccogliendo il testimone in Prima Categoria e cercando poi, di passarlo a qualcuno, in Serie C. Purtroppo le persone che si sono presentate, promettendo continuità e molto altro, non esprimevano nessuna garanzia ed affidabilità. E’ come quando ci tieni molto ad una cosa e hai paura che consegnarla nelle mani sbagliate. Francamente sono stato deluso. Mi aspettavo che a Mestre, una città di oltre 200.000 abitanti, ci fosse qualcuno interessato a dare continuità prendendo  per mano una squadra finalmente tornata tra i professionisti.

E invece, zero!  Mestre si è ritrovato in Eccellenza, con una Società senza debiti, abbiamo assolto a tutti gli obblighi previdenziali, rispettato scadenze fornitori e collaboratori.  Io  stesso, pur avendo lo scorso anno sacrificato molto il mio lavoro e la famiglia per seguire il Mestre in C,  mi ero proposto di sostenere l’eventuale interessato/i . E invece, come detto, si è presentato il nulla del nulla. E questo ancora oggi mi ferisce e mi fa capire molte cose. Mi sono chiesto più volte, a Mestre, forse tutti conoscono le difficoltà di fare Calcio a certi livelli tranne te! Un silenzio attorno al Mestre che ha fatto molto rumore. Ho vissuto una sensazione davvero strana!

Il futuro? non è facile prevedere quale futuro ci aspetta o mi aspetta! Certo, personalmente dopo 3 anni raggiunto l’obiettivo, dovevo forse mollare, ma come ho già detto, mi sono trovato di fronte al nulla e non è mai stata mia intenzione, nemmeno per un secondo, lasciare il Mestre nelle mani del primo capitato. Sarò un sognatore o un’indomabile ottimista, ma io spero sempre che a Mestre ci sia qualcuno che come me abbia a cuore la sorte dei molti tifosi e della loro amata e mai sopita passione per Mestre. Mestre non solo una passione calcistica ma un modo per sentirsi mestrini. Chi come me ha avuto la possibilità di vivere fra le viscere di questa terra comprende cosa sto dicendo. E auspico davvero che qualche mestrino di principi e sana passione anche per le sfide, raccolga il testimone dalle mie mani. Magari a quel punto, potrei davvero riprendere per mano i progetti della Cittadella dello Sport che in tanti si chiedono senza capire e conoscere le ragioni per cui oggi, non se ne parla più”.

Si sente di ringraziare qualcuno? “Indubbiamente si. Ci tengo a ringraziare, il Sindaco Luigi Brugnaro, per aver “strappato” dal fondo immobiliare Est Capital, lo stadio Baracca e averlo ridato al Calcio Mestre evitando così, che un’impianto storico tra i più vecchi d’Italia, scomparisse per far posto a cementificazione in un’area che non ne ha sicuramente bisogno.

Mi sento di ringraziare tutti i residenti vicini allo stadio per la tolleranza mostrata è così facendo, hanno permesso di far tornare il Calcio Mestre nella sua casa naturale.
Ringrazio i tecnici del Comune che si sono resi disponibili affinché il Calcio Mestre potesse ritornare a giocare al Baracca.
Ringrazio il nostro tecnico geom. Riccardo Bonifati che in questi anni ha contribuito significativamente a far sì che il Calcio Mestre partecipasse ai campionati, prendendosi a cuore e seguendo, i lavori allo stadio Baracca prima, al Mecchia di Portogruaro è ancora oggi in contatto con il Comune di Venezia per il completamento dei lavori che porterà lo stadio a essere agibile per la Serie C!

Un grazie poi e non può essere diversamente ai giocatori, nessuno escluso, allo staff tecnico che ha lavorato e lavorano oggi per il Mestre, al Direttore Sportivo che sapientemente ha costruito negli ultimi 3 anni formazioni in grado di primeggiare a prescindere dalla Categoria. Un grazie a tutti gli allenatori, dirigenti e responsabili del Settore Giovanile. Un grazie ai custodi, a chi cura i campi, agli autisti che conducono al campo i ragazzini, a chi tiene in ordine gli spogliatoi, a chi quotidianamente si sobbarca l’onere di raccogliere, lavare, stirare e mettere in ordine le mute di gioco.

Un grazie ai giornalisti che attraverso i loro racconti, tengono informati anche chi per svariate ragioni allo stadio, non ci va. E se posso, un piccolo grazie anche al sottoscritto, che nonostante abbia raggiunto il mio obiettivo, tutt’altro che scontato, nonostante tutte le difficoltà incontrate, e sono davvero tante, sono ancora qui a lottare!!

Infine un grazie particolare e lasciato volutamente per ultimo, ai nostri IMMENSI tifosi.
Se oggi Mestre esiste, gran merito va a loro!!!
FORZA MESTRE, FORZA ARANCIONERI!!!

 

 

Gian Nicola Pittalis

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