La capolista se ne va

Tre punti dovevano arrivare e tre punti sono arrivati. Il derby va al Mestre che si porta così a più 9 dalla Triestina e si prepara alla partita di sabato contro il Belluno. Simpatico fuori programma al Baracca ieri. Fuori dello stadio, ad attendere i tifosi, Militello, l’inviato negli stadi di Striscia Notizia. Tra battute e saluti ai conduttori è il segno che il Mestre non è solo una squadra ma una realtà ormai nazionale. Dopo l’esibizione di un gruppo di giovani ballerini di hip hop si da finalmente il via alle danze. Tra i presenti, anche il mister bellunese venuto a studiare gli arancioneri.

Foto di Michela Vitella

Il Mestre parte subito a spron battuto e dopo soli 25’’ Beccaro prova da fuori a cercare l’incrocio. Al 4’ Sottovia in tuffo, su assist di Kabine, impegna Fortin. Passa 1’ e lo stesso Kabine prova la girata di prima che sfiora la base del palo. Al 7’ altra azione del Mestre totalmente padrone del campo. Cross di Pinton per Kabine che di testa fa sponda per Beccaro che, ancora di testa, cerca l’incrocio ma sulla linea salva Ndoj. Dall’angolo che ne nasce, battuto da Pettarin, mischia in area, il pallone vagante finisce sui piedi di Bonetto che di potenza scaraventa alle spalle di un Fortin immobile. È l’1 a 0 che manda in estasi la curva. Che il Noale non ci sia con la testa lo dimostra anche un’incursione al 24’ di Gritti in area di rigore che salta tre difensori e si vede ribattuto il tiro in extremis da Griggio che devia la palla quel tanto che basta per farla finire morbida nelle mani di Fortin.

Foto di Michela Vitella

Al 32’ la Calvi avrebbe anche l’opportunità di pareggiare. De Pieri si trova a tu per tu con Gagno e segna ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Seconda frazione senza cambi e con la Calvi che prova a rimettere la partita nei binari giusti tanto che dopo soli 40’’ impegna Gagno con un rasoterra di Magrassi. Al 4’ è Munarini che costringe l’estremo arancionero all’uscita bassa per fermare il suo cross rasoterra. All’8’ il Mestre raddoppia. Cross da sinistra di Kabine, Fortin ci mette la mano per fermarlo e Casarotto si avventa sulla palla spingendola in rete. Il gol è regolare ma per l’arbitro è carica al portiere e viene annullato. Il Mestre si riprende dalla sfuriata noalese e all’11’ crea una splendida azione con una triangolazione Beccaro, Casarotto, Sottovia con quest’ultimo che alza troppo la mira. La Calvi si affida soprattutto a Munarini, il più ispirato dei suoi, ma lasciato troppo solo. Al 27’ grande discesa di Bussi fermato irregolarmente al limite dell’area da Griggio dopo 80 metri di cavalcata.

Dal 41’, a cambi esauriti, il Mestre stringe anche i denti perché Beccaro è colpito da crampi ed è costretto a stare in campo pur zoppicando vistosamente. IN pieno recupero Griggio prende il secondo giallo e abbandona il campo. Gli arancioneri controllano facilmente e dopo è solo festa. Ora la Triestina è ancora più lontana.

Foto di Michela Vitella

È uno Zironelli euforico quello che esce dallo spogliatoio dopo la partita. Sorride e, quasi in maniera imbarazzata, prova a celare la gioia per la vittoria e il pareggio della Triestina. 9 Punti non sono pochi ma il mister arancionero cerca di stare con i piedi per terra, anche se alle sue spalle si intravede il presidente Stefano Serena fradicio dopo la doccia che i suoi ragazzi gli hanno riservato all’ingresso in spogliatoio. «Dobbiamo sempre tenere questa mentalità per giocare come sappiamo – esordisce Zironelli – e grazie a questo ieri abbiamo disputato uno dei primi tempi più belli della stagione con molte conclusioni e tenendo noi il pallone per 45’. Siamo calati dopo un po’ nella prima fase della seconda frazione ma ci poteva stare. Poi i ragazzi più freschi ci hanno dato una grossa mano. Attenzione però. Non è ancora finita. Non c’è alcuna matematica certezza. Ieri abbiamo solo superato un bel macigno giocando bene contro una squadra che sta giocando un bel calcio. Applausi a tutti ma da martedì dobbiamo già essere concentrati su sabato. Sarà una partita fondamentale. Belluno è una bella squadra in forma e noi dobbiamo portare a casa la vittoria. Abbiamo un grandissimo traguardo a 5 giornate dal termine; sta a noi raggiungerlo. Non dimentichiamo che i bellunesi hanno fermato la Triestina e devono salvarsi. Lotteranno fino alla morte anche perché cercheranno di sfruttare al massimo il fattore campo. Mi sono spaventato alla fine. Avevo finito i cambi e forse potevo far uscire un altro invece che Sottovia o Kabine ma esco dallo spogliatoio più tranquillo perché mi hanno informato che Marco Beccaro si è fermato solo per crampi. Niente di grave dunque».

Foto di Michela Vitella

Musica alta esce dallo spogliatoio del Mestre. I ragazzi di Zironelli intonano i cori della curva e cantano “la Capolista se ne va”. Escono quasi di corsa per andare a festeggiare il “loro” terzo tempo ma Bonetto, il goleador di giornata e Gritti si fermano a parlare. Il primo a non tirarsi indietro è proprio Bonetto che ha il sorriso in faccia di chi sa di aver regalato alla sua squadra 3 punti d’oro. «Sono felicissimo e non solo per il gol. In quell’occasione ho tirato in mischia e ho calciato senza angolare con tutta la forza che avevo nelle gambe. Fortin non si è nemmeno mosso. Sono 3 punti importanti perché ci hanno portato a più 9 dalla Triestine ma con il Belluno non possiamo rilassarci. Vorranno ripetere lo scherzo fatto alla seconda in classifica. Abbiamo disputato un gran primo tempo tenendo sempre palla noi e potevamo fare anche altri gol. Senza badare ai punti di vantaggio, da martedì massimo impegno fino alla fine. La matematica non ci da ancora primi e per noi ogni partita deve portare solo 3 punti in classifica. Siamo abituati così».

G.N.P.