La meta in rosa

“Adesso so che correre non vuol dire scappare, ma andare incontro al futuro” Mirko Petternella

Il futuro di questo prodigioso sport è rosa. La palla ovale non è più esclusivo blasone di gentiluomini e guerrieri, ma cresce in modo esponenziale nell’universo femminile. Entusiasmo, grande passione, virtuosismi all’altezza dei tempi d’oro della palla ovale, le ragazze entrano in meta sempre più organizzate ed esperte.

In una recente intervista, Maria Cristina Tonna, già giocatrice, oggi dirigente federale, ha ricordato come sempre più donne si stiano avvicinando al rugby, scelta che spesso si consolida dopo la pratica di altre discipline. Un approdo consapevole quindi, decisamente costruttivo per il rafforzamento di questo sport. Il successo al femminile è anche frutto del gioco offerto dal Rugby a Sette. Veloce, spettacolare, richiede grande abilità in ogni singola azione, un concentrato di sforzo fisico unito a scatti rapidi e dinamici. Scenografico e appassionante  anche per i non addetti ai lavori.

Si dice che tutto ciò che la vita esige dall’uomo si trova in una squadra di rugby,  aforisma che traduce al meglio i valori femminili. Rovigo ha celebrato da poco il ventennale del Torneo Petternella, nato in memoria dell’indimenticabile voce del rugby Mirko Petternella, giornalista gentiluomo e anche guerriero.

Grazie alla lungimiranza di Gisella Quaglio che ventanni fa decise di optare per la formula a sette, a tutto campo, la sola in Italia, ha precorso i tempi ed è diventato uno degli appuntamenti più importanti a livello europeo. Essenziale in questo torneo il messaggio lanciato dalla splendida organizzazione delle Rose Rovigo Rugby: il valore della solidarietà. Il concetto di sostegno del rugby non può fermarsi nel campo di gioco, ma deve essere trasportato nella vita.

Il Rugby Seven quest’anno ha esordito alle Olimpiadi brasiliane, Rio 2016 lo ha trionfalmente accolto, basti pensare che la finale femminile è stata seguita da ben 14.000 spettatori.

In attesa di Tokyo, l’auspicio è che anche per le nostre azzurre inizi l’avventura olimpica. Molti si chiedono se lo spirito di squadra che caratterizza questa disciplina sia più forte al maschile o al femminile. Difficile dare una risposta, ma chissà cosa avrebbero detto le donne leggendo il testo di un fax spedito agli All Blaks prima della semifinale della coppa del mondo nel 1995:

Ricordatevi che il Rugby è un gioco di squadra, assicuratevi quindi che tutti e 14 passiate il pallone a Jonah.”

Marina Petternella ed Elisabetta Pasquettin

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