La voce arancionera

Ormai è la voce inconfondibile dell’AC Mestre che già domenica scenderà in campo per provare a vincere lo scudetto della Serie D. Il suo incitamento è l’apertura di ogni gara casalinga e per tutti è il perfetto collegamento tra squadra e tifosi. Stiamo parlando di Andrea Checconi, da anni ufficio stampa e speaker del calcio mestrino.

Andrea come è nato questo rapporto? “E’ stato Giorgio Betrò, amico di vecchia data, a propormi la cosa tre anni or sono: “Stiamo rifondando la Mestrina, vieni a darmi una mano?”. La risposta era scontata. Avrei finalmente unito ciò che è sempre stato parte integrante del mio lavoro nella comunicazione con la mia passione per i colori arancioneri. Poi nell’estate del 2015 fu la volta di Stefano Serena, che aveva appena acquisito il titolo della mestrina e si apprestava ad annunciare l’iscrizione dell’A.C.Mestre alla serie D. Ci incontrammo in un parcheggio e bastarono quattro parole in 30 secondi: “ Mi hanno parlato bene di te, ti voglio con me,  vuoi fare parte della squadra?” Al mio “sì, ne sono onorato” seguì la stretta di mano che capii subito più importante di qualsiasi pezzo di carta”.

Le tue ultime emozioni. “Due anni di serie D intensi, in certi momenti estenuanti, con la “questione Baracca” in primo piano, la promessa di intenti da far firmare a tutti i candidati sindaco, due anni fuori casa, a Mogliano Veneto, a San Donà, a Chioggia, sempre combattuti fra i dubbi e le speranze di poter un giorno tornare nel nostro stadio. Poi l’Inaugurazione di Casa Mestre, i lavori e i sopralluoghi allo stadio, la creazione di Mes3Sport di cui sono uno dei soci fondatori. Insomma, alla fine la mia collaborazione come addetto stampa si è rivelata forse la parte più semplice di questa grande avventura. Un’avventura difficile, ma anche piena di soddisfazioni. A partire dagli attestati di stima dei colleghi dell’informazione, dei tifosi, dei Vice Martignon e Nezaj, del Presidente. E’ la prima volta che lo racconto: in un momento di difficoltà un giorno Serena mi disse: “non puoi mollare, perché tu incarni lo spirito del Mestre!”. Certo, esagerava, e io lo sapevo. Ma quelle parole mi hanno fatto sentire la sua stima e sono bastate per ripartire con più convinzione ed entusiasmo di prima”.

Ora la Lega Pro. Ci sarai sempre tu? “La conquista della Lega Pro è stato il regalo per gli sforzi, ma credo soprattutto per il cuore che ho cacciato dentro questo ruolo che mi è stato affidato. La cosa più bella è stata vedere i tifosi in festa, vederli piangere commossi. Perché li capisco molto bene essendo stato e sentendomi ancora parte di loro. Non per nulla – lo confesso –  al terzo gol di Vigasio, anch’io sono stato costretto a calare i Ray Ban sugli occhi, troppo lucidi da mostrare, per un addetto stampa di una società di calcio. La Lega Pro? Con il Presidente non ho ancora parlato, ma non c’è fretta e lascerò che sia lui a farlo. Nel caso fossi riconfermato nel mio ruolo, mi farei trovare pronto. Consapevole dell’importanza che comunicazione e immagine della Società avranno nel campionato professionistico. Dovrò sicuramente cercare di tralasciare aspetti secondari per concentrarmi su quelli. Le nuove sfide per me sono fondamentali: sono lo stimolo migliore per ripartire ogni giorno”.

A.C.M.