Mestre, Largo ai giovani

La campagna acquisti del Mestre pensa all’oggi ma soprattutto al futuro della società.

Il calciomercato d’inverno appassiona ma allo stesso tempo spaventa i tifosi e a volte crea delle aspettative che si scontrano con delle regole e degli aspetti burocratici ed economici che non tutti conoscono. Ad esempio c’è una speciale classifica, al giro di boa del campionato, della quale non si può andare fieri: il Mestre è la squadra che finora ha fatto giocare di meno gli under, rispetto alle squadre dello stesso girone. Il dato era emerso ad ottobre (il club arancionero era al terzultimo posto) ma è andato consolidandosi a dicembre. Cosa si intende esattamente per impiego dei giovani? Si calcolano i minuti di gioco effettivo, non la loro convocazione e presenza in panchina.  Pochi lo sanno, ma per ogni minuto giocato da un Under le società ricevono un contributo dalla Lega. La tariffa standard è basata sui giocatori del 1997.
Più sono giovani e più il finanziamento cresce e viceversa. Completando il ragionamento in base alla classifica, questo significa che alla società di Calle del Sale sono arrivati meno contributi rispetto ad altri club. Non si parla di pochi euro, ma di cifre che per una società come il Mestre, neo promossa e senza un proprio stadio nel quale giocare, possono rappresentare un po’ di ossigeno. 
 
Ma allora come si spiega questo dato? Non è certo un vezzo di Mauro Zironelli aver preferito schierare giocatori più vecchi alla rosa degli Under, ma ciò è dovuto a diversi fattori. Molte speranze erano riposte ad esempio nel giovane attaccante Nicolò Pozzebon – scuola Juve – tanto bravo quanto sfortunato. Il gioiellino arancionero si è infortunato durante una seduta di rifinitura, a novembre, ed è stato operato al crociato. Per questo potrà tornare in campo solo a primavera inoltrata. Altri giovani della rosa avevano bisogno di ulteriore tempo per poter essere impiegati nelle partite che contano. In realtà poi si è visto che le partite contano tutte. Anzi, quelle apparentemente più semplici si sono dimostrate una vera e propria trappola per gli orange. 
 
Il punto è che il settore giovanile del Mestre è troppo recente per poter disporre di un vivaio dal quale pescare. Sappiamo che si sta lavorando e con ottimi risultati. Proprio in queste ore Marcello Benedetti ha conseguito il patentino UEFA B che gli permetterà di essere ufficialmente il responsabile dell’area tecnica della Berretti Nazionale. Anche questa formazione, per lo stesso motivo, vede giocare ogni anno ragazzi diversi provenienti da altre società. Non è un caso che le squadre di mister Ivan Galante “decollino” nella seconda parte del campionato, dopo una necessaria fase di collaudo. Altre società hanno ragazzi cresciuti calcisticamente insieme e che si conoscono molto bene.  
Anche in casa Mestre bambini e ragazzi stanno crescendo numericamente e in qualità, ma è un meccanismo che impiega anni prima di poter fare la differenza, prima di poter diventare un vero e proprio serbatoio per la prima squadraUn bene prezioso, tanto più che la Federazione dà un ulteriore incremento del 30% dei contributi se i giovani che giocano in prima squadra provengono dal settore giovanile del club, con un tesseramento non inferiore a tre stagioni sportive consecutive.
 
Ovvio che il Mestre, in questa fase di mercato, cerchi di rinforzarsi in questa direzione, scegliendo giovani talenti che possano essere utili oggi ma anche in prospettiva futura e non solo sul piano del gioco. Lo confermano il presidente Stefano Serena e il DS Enrico Busolin che ha tra le mani diverse trattative pronte a concludersi.  
Ci sono società fondate sul “giro” degli under che vengono valorizzati e lanciati. Non necessariamente i ragazzi del proprio vivaio, ma anche atleti cercati e presi in prestito da club prestigiosi. Vale la pena ricordare, oltretutto, che i giocatori nati dopo l’1 gennaio 1995 possono essere utilizzati senza limitazioni nel numero e senza necessità di inserimento nella lista nella quale, ricordiamo, gli over possono essere al massimo 14.     
 
Quindi, tenendo conto delle aspettative/supposizioni/voci di mercato, forse vale la pena considerare anche questo aspetto e guardare con piacere ai giovani che arriveranno a Mestre, una piazza sempre più ambita nella quale “farsi le ossa”.     
 
Paolo Checconi Sbaraglini