Prima di tutto lo spettacolo

Alberto Causin

La squadra di pallacanestro più famosa del mondo è tornata al Taliercio dopo quasi 30 anni ad emozionare l’Italia. Il leggendario team acrobatico a stelle e strisce continua il suo tour italiano con un giocatore d’eccezione. L’ex capitano reyerino Alberto Causin che, per festeggiare i suoi 43 anni, non poteva scegliere momento migliore. Un Taliercio quasi sold out con famiglie intere, ragazzini a bocca aperta davanti alla tecnica insuperabile di questi “mostri” del basket. Se ogni partita, di qualsiasi sport, si giocasse con un pubblico del genere crollerebbero come castelli di carta campanilismi, razzismo, ignoranza e violenza. Causin sta al gioco, si fa prendere in giro dai compagni di squadra, e sembra divertirsi come un bambino. Ma la partita si gioca lo stesso con i suoi 4 quarti e l’aggiunta del tiro da 4.

Harlem Globetrotters

Gli Harlem Globetrotters sembrano ballare mentre si passano la palla e aggiungono novità e colpi di scena dopo che da 93 anni calcano i parquet di tutto il mondo (hanno iniziato nel 1926) e, se parliamo di cifre, ad oggi hanno entusiasmato circa 150 milioni di fan facendo 65 volte il giro del pianeta e disputando oltre 30.000 partite in 160 paesi del globo. Tra i veterani più famosi scesi in campo ieri il gigante “Big Easy” (quasi 2.20 cm), “Handles” Franklin e “Firefly” Fisher. Non sono mancati “Bulldog” Mack, “Lights Out” Lee, “Spider” Sharpless e la bella “Torch” George, guardia femminile e 16° giocatrice donna della storia degli Harlem Globetrotters. Ma il 2019 di questi artisti del Basket ieri sarà ricordato soprattutto per il ritorno in Italia di un’autentica leggenda: l’attuale coach Louis “Sweet Lou” Dunbar, 42 anni con gli Harlem Globetrotters. Prima giocatore, poi allenatore. Una parentesi in Italia a Bologna e anche tante apparizioni in serie televisive americane trasmesse in Italia. Per Dunbar, anche l’omaggio di entrare nell’Empireo degli Harlem visto che è stato l’ottavo Globetrotter della storia celebrato con il ritiro della sua maglia numero 41.

Famiglie

Bambini, famiglie e fan da ogni parte del Veneto: tutti hanno ammirato lo straordinario talento di questi atleti formidabili che vantano ben 21 Guinness World Record e di cui nella storia hanno fatto parte anche autentiche leggende della Nba come Magic Johnson e Wilt Chamberlain. I Washington Generals fanno le comparse, da tempo abituati a essere presi di mira dagli Harlem che, nel bel mezzo del gioco, e senza nemmeno chiamare time out, si fermano per prendere in braccio un bambino, mettersi a ballare sul parquet con una bella donna o a tirare secchiate d’acqua a chi è a bordo campo. Persino l’arbitro sta agli scherzi, tra spintoni e palloni nascosti sotto la maglia ma quando giocano, gli Harlem giocano sul serio e non c’è storia. C’è spazio anche per le azioni a rewind e al ralenty sempre accompagnate dalle musiche di sottofondo mentre, senza che nessuno se ne accorga, il pallone da gara viene sostituito da un palloncino e scompaiono i punti. Vince chi fa più punti nell’ultimo minuto ma il risultato finale non ha nemmeno valore davanti agli insegnamenti, non solo di basket, che questa squadra impartisce. Forse lo sport dovrebbe essere così: più divertimento e molta meno cattiveria.

A.C.M.