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Ricominciare per tornare alle stelle

Se dovessimo iniziare dalla fine dovremmo ricordare la recente delusione di Bassano Del Grappa: la finale regionale di Coppa Italia ha visto il Mestre di Zecchin soccombere dopo un’infinita serie di rigori, al termine di una partita difficile e combattuta e conclusa sull’1-1, davanti a centinaia di tifosi arancioneri.

Ma il bilancio di una stagione sportiva si fa sempre alla fine, si sa. E questo Mestre ha tutte le potenzialità per regalare ancora soddisfazioni sul piano dei risultati e – perché no – riguardo l’obiettivo finale, che pur non dichiarato rimane quello del ritorno in serie D, o quantomeno di provarci fino all’ultimo istante. Un traguardo sicuramente difficile, quasi proibitivo se pensiamo a quanto successo in estate quando l’iscrizione in serie C è stata in bilico fino all’ultimo minuto, nel vero senso della parola.

Era stato lo stesso Presidente Serena a volare a Firenze in extremis, contando sulle rassicurazioni di un aiuto che evidentemente non è arrivato in tempo utile.

Di seguito una sofferta conferenza stampa per annunciare la scelta dell’auto-declassamento in Eccellenza. Una scelta obbligata, vista la situazione che si vive sotto la torre da oramai troppi anni e con una squadra, una società e tanti tifosi costretti per troppo tempo a vivere da esuli, per l’impossibilità di usare il proprio stadio. Un caso unico in Italia e non più sostenibile.

Ed è con questo fardello, da questa cocente delusione che la società di Casa Mestre è dovuta ripartire: da zero, con il logico addio di mister Zironelli e una rosa totalmente da reinventare.

Serena da un primo segnale quando decide di non recidere il filo con il recente passato: sarà Gianpietro Zecchin l’allenatore per la nuova stagione. Zecco, già perno del centrocampo del “Grande Mestre” nelle due stagioni precedenti, è alla sua prima esperienza in panchina e accetta la sfida con entusiasmo e amore per la maglia. Un amore che lo accomuna a quello di colui che sarà il suo secondo: Ivan Galante, portatore sano di un cuore tinto di arancionero e un master sugli schemi a palla inattiva.

L’inizio della nuova stagione sportiva è alle porte e il DS Busolin e mister Zecchin hanno il loro bel daffare per riuscire a trovare le soluzioni migliori per allestire una rosa competitiva, una rosa “da Mestre”. Mente le concorrenti sono già in piena preparazione, al Baracca si provanano giocatori cercando di far quadrare il cerchio. Si forma un gruppo fatto da nuovi arrivi di esperienza, pescando poi dagli under che si erano distinti l’anno prima nella Berretti di Ivan Galante. Con l’unica conferma in prima squadra di Juri Casarotto e il gradito ritorno di Riccardo Ugo e Marco Dell’Andrea la rosa è pronta e si parte.

La rinforzatissima Luparense è lo spauracchio, ma tutto il girone risulta particolarmente competitivo: Liventina, San Giorgio, Lia Piave, il Calvi Noale reduce dalla serie D, il Treviso e il suo blasone… Non sarà affatto facile. Tanto lavoro e nessun proclama è il motto di mister Zecchin.

Arriva la qualificazione al secondo turno di Coppa Italia e in campionato – dopo il primo turno di riposo – si esordisce con una vittoria di prestigio a Motta di Livenza. Alla prima al Baracca lo scivolone col Vittorio Falmec dimostra quanto sia difficile il campionato e quanto lavoro ci sia ancora da fare. Ma Zecchin ne è pienamente consapevole: i suoi moduli non si assimilano da notte a mattino e il mood della squadra deve sempre girare al massimo per riuscire a rendere al meglio e adattarsi al più presto alla categoria. La Luparense sembra volare ma a Mestre non va oltre il pareggio. Un risultato che regala consapevolezza ai ragazzi Orange.

La squadra – nonostante i numerosi infortuni – gira sempre di più. La duttilità dei suoi componenti risulta fondamentale per gli assetti di Zecchin e il Mestre regala una grande soddisfazione ai suoi tifosi, facendo suo il derby con il Treviso al Tenni.

Fuori casa gli Orange si dimostrano un rullo compressore aggiudicandosi ben 20 punti sui 24 disponibili. Qualche problema in più fra le mura amiche dove si registra l’unica sconfitta. Ma il Mestre è lì, lì davanti, a lottare per le prime posizioni. Come sempre. Sottovoce, senza proclami, come impone lo stile societario. A fine anno arrivano due rinforzi d’attacco: il mestrino Nicholas Siega e il pesarese Luca Rivi, autore di 19 reti nel girone marchigiano, la scorsa stagione.

A dimostrazione del fatto che questa squadra può vincere come perdere, ma il suo destino resta quello di sempre, quello che incarna lo spirito del suo presidente: essere sempre protagonista.

Andrea Checconi

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