Rimettiti in forma dopo le Vacanze Natalizie

Allenamento funzionale vs allenamento tradizionale:il giusto equilibrio dopo le abbuffate natalizie!

Stare a tavola assieme, divertirsi e mangiare di continuo ha il suo indiscusso plauso, ma l’ago della bilancia non la pensa allo stesso modo. Sia che si tratti di feste di Natale o di altra ricorrenza dove si esagera con il cibo, correre ai ripari è necessario per evitare di restare come cotechini strizzati nei jeans.

Tutti in palestra, quindi! Ma c’è un’attività migliore di un’altra? Meglio le classiche proposte sportive o i nuovi metodi moderni dal carattere grezzo ma ben studiato? La domanda allora è Allenamento Tradizionale o Functional Training?

Esaminando il concetto di allenamento funzionale e ponendo l’accento sull’ “essenza funzionale” cioè “allenare il movimento”, si può sostenere che esso è un training a 360° dove non viene richiesta una sola caratteristica e specificità, che si pone in relazione diretta con le attività motorie della vita quotidiana.

Proprio per questo, un recente studio* si è posto l’obbiettivo di valutare gli effetti indotti da un programma di allenamento funzionale rispetto a programmi di attività tradizionale basati sulla forza in soggetti giovani adulti.

Vediamo che dice lo studio scientifico:

Un’equipe di specialisti (Medici, Fisioterapisti e Trainer professionisti), ha creato un test pratico e adatto a soggetti condizionati ma non troppo allenati. L’esperimento durato 8 settimane, con una frequenza tri settimanale, è stato condotto su 21 soggetti adulti di entrambe i sessi divisi in due gruppi, uno sperimentale Functional Training (che ha utilizzato attrezzi come TRX, SandBag, Kettlbell, Clavette, FlowBag…), e un gruppo di controllo che eseguiva un allenamento Tradizional Training di circuit training ed allenamento aerobico su attrezzature cardiofitness (tapis roulant, bike, top, ellittiche, vogatore…).

Sono stati proposti dei test  per la misurazione della flessibilità, dell’equilibrio statico, della resistenza, per la valutazione  della forza massimale degli arti superiori e inferiori, per la muscolatura stabilizzatrice (CORE) e infine per la misurazione della flessibilità dell’anca.

Dai dati ottenuti sono emersi come compiti eseguiti su superfici instabili o ridotte e con resistenze molto modeste, proprie dell’allenamento funzionale, siano in grado di determinare una sollecitazione della capacità di equilibrio in misura maggiore rispetto a quanto è ottenibile attraverso carichi più elevati e compiti eseguiti su attrezzature di tipo isotonico e meccanico.

L’allenamento funzionale, tuttavia, ha individuato i propri limiti nel sollecitare efficacemente la capacità aerobica, confermando la peculiarità del training funzionale e la natura delle esercitazioni che richiedono l’interruzione non appena il soggetto che esegue non è più in grado di rispettare la corretta esecuzione tecnica.

I compiti derivanti dal Functional Training, se programmati e calibrati sembrano avere generato i migliori vantaggi prestativi in quelle capacità maggiormente collegate allo stato di salute e alla prevenzione degli infortuni, ossia la flessibilità, la mobilità articolare, il controllo del core e la forza.

In conclusione, i due differenti tipi di allenamento mostrano che non c’è nessun beneficio nel proporre uno o l’altro tipo di allenamento in modo assoluto quando l’obbiettivo è fare attività per tutelare il proprio stato di salute a lungo termine. Ciascuna tipologia ha evidenziato potenzialità e limiti,  pertanto sarebbe opportuno una corretta integrazione tra i due approcci metodologici, con l’obbiettivo di incrementare quante più funzioni fisiologiche dell’individuo stesso.

Non c’è uno sport migliore di un altro, ma la seduta d’allenamento va sempre somministrata da un tecnico che ha ben chiaro il progetto che sta proponendo al neo o all’avanzato atleta che si trova davanti. L’improvvisazione e la non preparazione non può portare solo danni a breve o a lungo termine, dalle conseguenze a volte gravi. La cosa importante è darsi degli obiettivi realistici e alla portata, per poterli raggiungere e superare in modo graduale e sicuro, sempre però accompagnati dai dei bravi preparatori (dopo regolare visita del medico) e perché no in bei centri attrezzati e sicuri dove allo sforzo si potrà abbinare anche ad un po’ di relax e quattro chiacchere, d’altronde è risaputo:“Mens sana in corpore sano”.

Buono sport a tutti

*Fonte del test: Michael Boyle (Advances in Functional Training)

Per www.ilsestantenews.it  Alessio Marini

Foto di Alessio Marini concesse da www.europcenter.it