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Rugby, finale amara per i Bersaglieri

Top 12: il Rovigo perde 33 a 10 e il sogno si trasforma in incubo

Rovigo. Nulla da fare per i ragazzi del rugby: finale amara per i Bersaglieri. La Femi Cz Rugby Rovigo Delta non riesce a superare gli storici rivali del Calvisano nella finale scudetto di quest’anno. I bresciani superano i rodigini che portano a casa una sconfitta netta, senza appello. Il Calvisano è nettamente più forte e si impone con un netto 33 a 10 che fa molto male non solo agli atleti, ma anche ai tanti tifosi che hanno sfidato pioggia e maltempo per seguire i loro idoli.

Rugby finale amara Bersaglieri

La partita

Sotto una fitta pioggia il Calvisano parte forte passando in vantaggio fin dai primi minuti. Rovigo non demorde e si impegna per raggiungere il parziale 3 a 3. Dopo il nuovo vantaggio del Calvisano, i Bersaglieri riprovano ad alzare il ritmo con azioni pregevoli nella metà campo avversaria, ottenendo anche un calcio piazzato. Piazzato che però non va a buon fine, a causa dell’ovale scivoloso. Dopo una serie di azioni vittoriose dei bresciani, il primo tempo si chiude in salita, con il Calvisano che conduce 12 a 3.

Nella ripresa i bresciani mantengono alto il ritmo e rendono ancora la vita difficile alla difesa dei Bersaglieri.

Al 53’ il Calvisano allunga ancora il vantaggio con Pescetto, 18 a 3. I rossoblù non demordono e tentano con nuove incursioni nell’area avversaria, ma non riescono a concretizzare.

Verso la fine del mach, i padroni di casa rimangono in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Morelli, ma ciononostante riescono comunque ad ottenere un calcio a favore per il 33 a 3. Nei minuti finali, Cavani d’orgoglio schiaccia l’ovale in meta per i rossoblù, chiudendo il risultato con il definitivo 33 – 10.

Rugby finale amara Bersaglieri

I precedenti

Quest’anno vi avevamo raccontato anche di grandi vittorie dei Bersaglieri, e fa male ora dover descrivere una sconfitta che brucia. Certamente è lontano quel 2016 in cui, a 80 anni esatti dalla fondazione della squadra, i Bersaglieri celebravano la vittoria dello scudetto al Battaglini. Pare invece essere tornata la maledizione di una finale persa in malo modo nonostante un campionato brillante.

È ormai la terza volta, dopo le finali dei campionati 2013/14 e 2016/17, che i rossoblù devono arrendersi alla formazione giallonera.

La Femi Cz incassa una sconfitta sonora, nella partita più importante della stagione. I Bersaglieri sono una delle migliori formazioni di rugby a livello nazionale. A dimostrarlo, le sei finali scudetto disputate negli ultimi otto anni. Ma quell’unico scudetto vinto nel 2015/16 è segnale che, pur essendo una formazione di spicco, nelle sfide che contano la squadra dimostra di avere dei limiti. Di carattere o di tecnica. Il ripetersi della situazione comincia ad assumere, per i tifosi rossoblù, i contorni della maledizione sportiva.

Le parole di Umberto Casellato

Umberto Casellato, coach rossoblù, non cerca scuse. «Abbiamo avuto due penalità che non siamo riusciti a mettere dentro e non siamo riusciti a rimanere attaccati al mach», spiega il coach, accolto da una vera e propria ovazione dai tifosi rodigini.

«Faccio un in bocca al lupo ai ragazzi che lasciano la Rugby Rovigo perché alcuni sono cresciuti con noi e tenevano a questa maglia, piangevano in spogliatoio».

Casellato, al termine della stagione, non risparmia anche qualche polemica. «Rovigo è una città difficile. Quando perdi due partite non è bello andare al bar e sentirsi chiedere, nel mese di ottobre, se arrivi al panettone. Spero l’anno prossimo di disputare la finale a Rovigo».

Le altre reazioni

Breve ed eloquente capitan Ferro: «Abbiamo lottato, ma non abbiamo messo punti sul tabellone, almeno quelli che potevamo portare».

Guido Barion, ala della squadra e rodigino doc, esprime dispiacere. «Abbiamo divertito e ci siamo divertiti, non sempre le ciambelle riescono con il buco. Mi spiace da morire per i tifosi, oggi sono stati fantastici».

«I miei compagni – conclude Barion – sono stati comunque dei grandi, hanno fatto una grande annata, tanti giovani dal primo minuto hanno lavorato fino alla fine. Voglio ringraziarli e ringrazio la società per averci portato fino alla fine».

Pierfrancesco Divolo

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