Sconfigge il cancro e vince la maratona

Se è vero che la vita è una corsa ad ostacoli, è anche vero che alcuni si bloccano davanti agli ostacoli. Altri li affrontano, li superano e continuano a correre. Fabrizio Stevanato, 43 anni di Noale, ha affrontato un ostacolo grosso, tra i più terribili, ma lo ha sconfitto e ha ripreso a correre.

E’ una storia meravigliosa quella di Fabrizio, una di quelle che ti ispirano; una storia di dolore, forza e voglia di vivere.

Un anno fa Fabrizio scopre di avere un tumore al pancreas. Uno dei cancri più difficili da curare, ma non si abbatte e, da ex rugbista, decide di combattere. Si sottopone quindi ad un intervento chirurgico di otto ore. Il tumore viene rimosso, ma Fabrizio ha perso gran parte del suo peso e delle sue forze. Inizia quindi un percorso di riabilitazione. All’inizio sono piccole passeggiate, di appena 250 metri. Ci mette un’ora Fabrizio a fare 250 metri. Alcune persone si abbatterebbero, altre invece riescono a tirare fuori il meglio nelle difficoltà: riescono a trovare delle sfide negli ostacoli che la vita ci pone. E’ durante quelle lente e piccole passeggiate che Fabrizio pianifica la sua personale sfida: parteciperà alla prossima Venice Marathon prevista per il 28 ottobre.

Siamo a giugno quando inizia la riabilitazione. I mesi passano, Fabrizio si allena e le passeggiate di 250 metri diventano sempre più lunghe. Così lunghe che domenica, dopo aver corso per 20 km, Fabrizio taglia il traguardo della Maratona di Donnalucata, in provincia di Ragusa. «Mai avrei pensato di poter raggiungere questo risultato –dice a fine gara- ho intrapreso una strada che non sapevo fosse nelle mie corde».

Un risultato incredibile, appunto, ma Fabrizio è uno che non si ferma: «E’ solo una tappa –spiega- questa è la strada giusta, ce la sto facendo». Il pensiero è rivolto infatti all’ultima tappa della sua sfida: i 42 Km della Venice Marathon.

Nel frattempo, Fabrizio porterà avanti il suo progetto, “Corri in muso al cancro”, campagna mediatica per raccogliere fondi da destinare al reparto di Verona dove è stato operato. Continuerà anche ad allenarsi e a correre: la prossima fatica è infatti la Venice Nigth Trail, una 20 km in notturna tra calli e campielli scendendo su e giù per 51 ponti.

Matteo Riberto