Una stella difficile da oscurare

L’analisi del campionato italiano di basket

Alla vigilia della decima giornata di andata la massima competizione nazionale di basket ha già evidenziato degli interessanti termini di paragone con la passata stagione.

L’Olimpia Milano resta l’indiscussa regina, ulteriormente arricchita dal patron Giorgio Armani di pregiatissimi pezzi per poter ben figurare anche in Euroleague, dove la compagine meneghina deve vedersela con avversarie come CSKA Mosca, Real Madrid, Fenerbahce e Olimpiakos. A vestire le scarpette rosse sono arrivati quest’anno giocatori di rilevanza internazionale come Raduljica, Dragic e Hickman e giovani promesse come Fontecchio e Abass. Difficile che possa venir impensierita nella lotta al tricolore.

Tra le inseguitrici, così come nella passata stagione, sono Avellino, Venezia e Reggio Emilia a sembrare più in palla, con i campani ed i veneti impegnati (con buoni risultati) anche in Basketball Champions League. E proprio domenica i lagunari faranno visita ai campani con tutte le intenzioni di dare un messaggio forte al campionato.

Tra gli outsider figura bene la Juve Caserta, che conta su un condottiero tutto cuore e talento come Edgar Sosa, capace di trascinare i giovani compagni in imprese al limite dell’impensabile (vedi recente trasferta in laguna).

Altra sorpresa rispetto alla passata stagione è l’Orlandina che nell’uruguagio Bruno Fitipaldo ha trovato il play capace di tradurre sul campo gli schemi di Gennaro Di Carlo.

Chi manca all’appello sono invece Sassari, Pistoia, Brindisi e Trento. I sardi in particolare,  pur non sfigurando in Champions, in campionato navigano a metà classifica e sentono la mancanza di giocatori come Logan e Alexander, capaci di creare gioco e piazzare punti pesanti. Si spera nel nuovo innesto Lawal, in uscita da Cantù.

Aspettative deluse per Varese e Cantù, quest’ultima ufficialmente separatasi dal coach Kurtinaitis dopo la sconfitta contro Torino. Le due squadre, dal glorioso passato, stentano a causa di deficit più gestionali che tecnici.

Ma il campionato è lungo e molto, mi auguro, può ancora accadere.

Marco Garbin

marco garbin