Sulla panchina dell’Emme Retail Mestre torna Davide Toffanin

Toccherà a Davide Toffanin tentare di guidare l’Emme Retail Mestre fuori dalla acque agitate di questo avvio di campionato. La buona prestazione fornita dai grifoni ad Oderzo ha convinto difatti la società, nonostante la sconfitta, a puntare sulla soluzione interna per il dopo Longhin, affidando la panchina all’attuale responsabile del LeoncinoBasketMestre Academy, in precedenza allenatore della prima squadra biancorossa dal 2012 fino al gennaio scorso.

Una scelta che può prestare il fianco a delle perplessità: affidarsi allo stesso coach- sicuramente stimato dalla società come testimoniano gli incarichi di responsabilità comunque ricoperti- esonerato solo qualche mese fa, non appare infatti a prima vista esercizio di lungimiranza.

Contemporaneamente, aver dichiarato di inseguire l’accordo con un nuovo tecnico subito dopo l’esonero di Longhin rischia di far passare la scelta attuale come un ripiego, pericolo che la professionalità dei soggetti coinvolti non merita di correre.

Considerazioni, queste, le quali immaginiamo si siano posti anche in società, ma che nel piatto della bilancia evidentemente hanno pesato meno rispetto agli aspetti positivi della soluzione Toffanin.

Non si può discutere, infatti, la conoscenza tattica dell’allenatore mestrino, né tanto meno l’attaccamento ai colori di colui il quale i tifosi biancorossi, dopo anni di cammino e di pagine sportive bellissime vissuti insieme, affettuosamente chiamano “il Toffa”. Così come non si può negare una logica nel discorso della società: perché dare per forza in pasto all’ambiente un nome nuovo se nel frattempo non è stato possibile trovare l’accordo con quei due o tre allenatori con il curriculum e la personalità ritenute adatte? Perché accontentarsi di un- in questo caso sì- ripiego, solo per avere un volto nuovo ma senza le caratteristiche necessarie? Potenzialmente, inoltre, crescerebbe l’osmosi tra la prima squadra e i ragazzi dell’Academy, con progetti tattici mirati e omogenei.

Tutto vero, tanto le perplessità degli scettici quanto le convinzioni degli ottimisti e toccherà al campo dare le risposte. Quello stesso campo che finora ha visto Mestre cadere cinque volte in sei uscite, terzo peggior attacco del campionato e penultimo posto in classifica.

Non si può quindi rimuginare troppo sulle scelte: una volta deciso di puntare su Toffanin, società e giocatori- e a loro modo tifosi e appassionati- dovranno pedalare uniti nella direzione indicata dal coach della promozione in C Nazionale.

C’è il tempo di cambiare l’inerzia ad una stagione partita con il piede sbagliato- con venti partite ancora da giocare sarebbe assurdo arrendersi- ma da qui in avanti tutte le componenti dovranno limitare al minimo gli errori, costruendo mattone dopo mattone qualcosa di cui andare orgogliosi a fine campionato.

 

Gino Drago