A testa alta contro la Serie A

L'Udinese vince 5 a 2 ma gli arancioneri mettono in difficoltà i friulani.

Un buon Mestre non sfigura davanti all’Udinese. La partita finisce 5 a 2 alla Dacia Arena per i padroni di casa con reti di Matos, Zapata, Thereau, De Paul e Halilovic mentre per gli arancioneri vanno a segno Casarotto e Kabine.

L’Udinese parte bene e sblocca immediatamente il match con una discesa sulla destra di Matos che incrocia un preciso diagonale alle spalle di Gagno. Il raddoppio è targato Duvan Zapata, liberato perfettamente in area dai compagni e puntuale nell’insaccare con l’esterno destro. L’AC Mestre tenta di reagire e poco dopo la mezzora trova la rete con Bussi, ma a gioco fermo per fuorigioco. I mestrini, però, accorciano proprio allo scadere del tempo con Casarotto che non lascia scampo a Scuffet. Un 2 a 1 niente male.

Foto di Michela Vitella

Nella ripresa consueta girandola di cambi ed è proprio uno dei nuovi entrati, Thereau, a sfruttare un errore difensivo per segnare la terza rete. Strepitoso Perisan al 10’ su un perfetto tiro di Beccaro diretto all’incrocio dei pali. Ancora  Thereau va in slalom a 5′ dal termine e si procura un calcio di rigore che cede a Rodrigo De Paul che insacca il poker bianconero. Gioia anche per il classe 1998 Halilovic: il giovane della Primavera incrocia un bel diagonale ed esulta per la sua prima rete tra i “grandi”. Proprio a un attimo dal fischio finale ci sono applausi anche per i ragazzi di Zironelli che con Kabine timbrano il definitivo 5-2. E’ l’ultimo squillo del match: Zironelli e i suoi “pazzi” ora mettono nel mirino l’Altovicentio nella gara che segna il ritorno al Baracca.

Nell’occasione verrà presentato il nuovo inno arancionero firmato dal gruppo mestrino Phrenetic City mentre Andrea Sperandio, presidente di Mestre Mia, ricordando l’appuntamento per la passeggiata afferma: “Sembrerà una banalità, ma non lo è. Mestre, la nostra città, sta attraversando un momento delicato. Ultimamente sta recuperando, anche grazie a tutti i cittadini e a chi la ama, quello spirito di appartenenza e di affiatamento, i latini la chiamavano “civitas” che ogni città del deve avere. Quello spirito è mancato per molto, troppo tempo. Ma Mestre è sempre rimasta qui. Da secoli, ancora prima di Venezia, quando era un “castrum” romano. Aspettava solo di essere amata e vissuta in ogni momento della giornata da chi le dà vita: NOI.  Sembrerà strano, ma nel coso dei decenni un ruolo fondamentale lo hanno avuto quei due importanti punti di aggregazione che sono  Piazza Ferretto e lo Stadio F. Baracca. Domenica 19 Marzo alle ore 13.00 dalla Piazzetta MATTER allo Stadio Baracca, la cittadinanza vuole salutare questo evento tanto atteso, facendo una passeggiata tutti insieme fino all’ingresso dei cancelli. Penso sia difficile negare alla nostra città un’ora del nostro tempo. Avrete capito che non si tratta di solo di essere  appassionati di calcio o tifosi ad ogni costo. Si tratta di fare un piccolo regalo a Mestre in occasione, peraltro, della festa del papà, così come il Baracca è un po’il  “papà” della nostra città”.

Gian Nicola Pittalis