Quando toccare ferro è una necessità

Tra speranze, scaramanzie e sogni l'AC Mestre si prepara a riprendere la battaglia

Un’usanza che ha origini antiche, quella del toccare ferro per scaramanzia. Si dice che derivi dal ferro inteso come spada, che in tempi lontani risultava il miglior rimedio nei momenti di difficoltà. Altri ne attribuiscono il significato al ferro di cavallo e alla fortuna che ne conseguiva toccandolo. Qualunque sia la vera origine di questo detto, non c’è dubbio che a Mestre di questi tempi vada di moda metterlo in pratica, parlando della squadra di calcio cittadina.

Il primato in solitaria e tutti i numeri che ne conseguono, non permettono certo di dare tutto per scontato. Quindi anche la scaramanzia, in questo caso, può assumere valori da record.

In società invece si parla più di prudenza, di realismo, del mantenere alta la concentrazione. Giusto così.

Ma è altrettanto giusto fare una veloce analisi dei dati al giro di boa di questo campionato di serie D: il Mestre nel girone d’andata ha realizzato 44 punti in 17 gare, frutto di ben 14 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta in casa del Campodarsego terzo in classifica. Importante invece la vittoria di Trieste che ha permesso agli Orange di guadagnare punti sulla principale avversaria per la vittoria del campionato. Presumibilmente quindi – salvo improbabili sconvolgimenti nel girone di ritorno – saranno proprio la Triestina (37 punti) o il Campodarsego (36 punti) a contendersi la vittoria finale con il Mestre. Più probabile una delle due, piuttosto che entrambe.

Teoricamente è possibile che si possano inserire nella lotta anche altre squadre, ma oltre alla fredda matematica si devono considerare anche le probabilità, che non si misurano solo in punti di distacco dalla capolista, ma anche dal numero di squadre che si hanno davanti e trovandosi costretti a sperare su una sensibile flessione di tutte le altre contendenti.

Rimangono quindi tre squadre, con il Mestre in pole position. Triestini e padovani, pur avendo rispettivamente 7 e 8 punti di distacco, devono essere considerati alla pari, visto che il Campodarsego vanta il teorico vantaggio dello scontro diretto dell’andata che potrebbe influire in caso di parità di punti a fine campionato. C’è indubbiamente da considerare anche la possibilità di un calo nella media punti nel girone di ritorno, ma questo è un aspetto che può valere per tutte e tre le contendenti: se è vero che il Mestre è stato protagonista di un’andata da record, anche le altre due hanno tenuto un ruolino di marcia di altissimo livello che le vedrebbe in testa nella maggior parte degli altri gironi della serie D.

Semplifichiamo con un esempio: qualora il Mestre rallentasse il suo ritmo vertiginoso (cosa che nessun tifoso si augura, ma fisiologicamente possibile), una delle altre due dovrebbe contemporaneamente incrementare la propria media punti arrivando a realizzare numeri molto simili a quelli degli arancioneri nel girone d’andata. Impresa difficile ma non impossibile, visto l’organico – ad esempio – degli alabardati.

Giustissimo quindi l’atteggiamento mentale predicato da Mister Zironelli: “Azzerare tutto! Da domenica parte un altro campionato”. Un campionato nuovo di zecca, da affrontare partita dopo partita con la consapevolezza che ogni vittoria diventa importantissima, quanto importantissimo è mantenere la maggiore distanza possibile con le altre contendenti, soprattutto nella fase iniziale. Riuscire ad arrivare a marzo con un vantaggio importante significherebbe davvero poter amministrare al meglio il rush finale, costringendo l’avversario ad una pressione psicologica e di risultati non facile da superare.

In quanto ai tifosi, la loro parte la stanno facendo bene, supportando gli Orange in ogni campo. Lo faranno ancor di più dal momento che la squadra tornerà a giocare al Francesco Baracca, per cui oramai si aspetta solo l’ok delle varie commissioni. Per quanto riguarda la scaramanzia – il toccar ferro – nessun dato ufficiale riguardo al suo apporto pratico. Ma in casi come questo, tutto fa brodo.

Andrea Checconi Sbaraglini