Triestina – Mestre scontro al vertice

Il Mestre si presenta al Nereo Rocco con sei punti di vantaggio sugli alabardati. Riusciranno gli arancioneri a cambiare la storia?

E’ arrivato il momento della supersfida. Nessuna resa dei conti, per carità; qualsiasi dovesse essere il risultato finale di questo Triestina – Mestre, match clou di serie D, la percentuale delle due contendenti alla vittoria del campionato cambierà di poco. Lo sanno a Trieste quanto in casa orange, dove si cerca di trovare l’equilibrio perfetto tra l’utilissimo e comprensibile entusiasmo suscitato dalla prima posizione in classifica e dalle nove vittorie di fila, e l’esigenza di mantenere sempre alta la concentrazione, quasi come se finora nulla fosse accaduto.

Anche in città il clima si sta riscaldando, a dispetto del drastico calo delle temperature di questi giorni. Del Mestre si è ricominciato a discutere nei bar e nei ritrovi. Si parla del Presidente Serena, di Zironelli, di dove questa squadra avrà il coraggio di arrivare e, ovviamente, dell’imminente ritorno allo stadio di casa, il Francesco Baracca. Tante piccole brecce nel muro dell’eterna diffidenza, spesso cementato dalla paura di potersi nuovamente innamorare di questa squadra, dopo le tante delusioni del passato. Ma le cose si stanno lentamente muovendo: quasi 1400 spettatori nell’ultima sfida casalinga con il Belluno, mentre a Trieste saranno 4 i pullman di tifosi al seguito, oltre a macchine e furgoni. Qualcuno raggiungerà la città giuliana in treno. Centinaia di tifosi, probabilmente più di quanti il 10 giugno del 2001 assistettero alla bruciante sconfitta per 2-0 nella finale di andata dei playoff per la promozione in C1.

Le sfide con la blasonata squadra giuliana hanno puntellato da sempre la storia degli arancioneri, ad iniziare dalle prime, nell’annata 1932/33 dove nel campionato di Prima Divisione fu sconfitta per 2-0 a Trieste e vittoria al Baracca per 3-2. Da quel momento in poi, partite sempre combattute ed equilibrate: 10 vittorie mestrine, 11 pareggi e 12 vittorie alabardate in totale. A Mestre i record d’incasso nelle sfide casalinghe, a Trieste spesso le promozioni in categoria superiore. Come nel 61/62 (2-0 a Mestre, 1-1 a Trieste), quando la Triestina al termine del campionato salì in serie B, mentre la Mestrina dovette accontentarsi di un ottimo terzo posto. La cosa si ripeté nel campionato di serie D 71/72, con la Mestrina vittoriosa per 1-0 al Baracca e la Triestina vincente al Grezar con il medesimo risultato. Triestina promossa, Mestrina seconda. Arrivando al campionato di C1 82/83: reti inviolate al Baracca – davanti a ben 10.000 spettatori – pareggio per 1-1 a Trieste. Quell’anno il Mestre retrocesse e la Triestina salì in serie B. Infine la già citata finale dei playoff nel 2001. Domenica quindi un nuovo emozionante tassello di questa lunga storia. Anche questa volta, come in molte delle sfide del passato, una partita di vertice, con la Triestina a recitare di default il ruolo di protagonista e la squadra arancionera a recitare quello di outsider. Una storia destinata a ripetersi? Ancora non possiamo saperlo, ma non è affatto detto. Perché questo Mestre ha tutte le carte in regola per poterla cambiare. E anche a Trieste, stavolta, lo hanno capito.

Andrea Checconi

andrea-checconi