Tutto chiarito

A mente fredda mister Zironelli in occasione anche degli auguri che il Mestre ha fatto alla cittadinanza in Piazza Ferretto spiega i motivi del suo sfogo dopo la partita persa con il Sudtirol e chiede scusa per il fraintendimento nato tra giocatori, staff e tifosi. «Mi prendo la responsabilità di aver sbagliato qualche decisione e frainteso le parole dei tifosi quando abbiamo bisogno del loro sostegno.  Prima di tutto ho sbagliato perché a caldo è meglio tacere su parole tipo operaio. Sono nipote di un nonno orfano e mio padre ha fatto per 50 anni il muratore, quindi ho il massimo rispetto, so cosa vuol dire avere il bagno fuori di casa e non mi vergogno a dirlo. E parla uno che non ha vissuto certo nell’oro».

«Il mio sfogo – continua il mister – era per far capire che alleno giocatori che s’impegnano alla morte e che non potrebbero mai in questa categoria sperare un domani di vivere solo di calcio. Loro non tirano mai indietro la gamba, su questo potete starne certi e se hanno fatto 100 punti in un anno e mezzo un motivo c’è. Ho sentito delle urla e nel primo momento di difficoltà in un anno e mezzo non ci credevo che fossero rivolte ai miei. Non sono dei robot, ci può stare un momento di calo, non lo nego, dopo oltre 55 partite giocate a ritmi folli. Ero incredulo, e ho chiesto una mano a tutta la curva, importante più che mai nei momenti di difficoltà. Solo dopo la partita ho capito che era tutto rivolto ad altre questioni più politiche che sportive. Comunque ho travisato io delle situazioni diverse e in sala stampa, nella confusione, ho detto un po’ di tutto. La è colpa è mia, frutto anche della sterilità che abbiamo avuto nelle conclusioni, quando in genere giochiamo un calcio diverso. Anch’io sbaglio, sono il primo a sbagliare, voglio bene a tutti e li farei giocare tutti se si potessi, ma non mi si tocchino i ragazzi che ci hanno dato tante gioie».

Su una cosa però il mister mette l’accento. «Capisco il malcontento per giocare al Mecchia ma i tifosi devono capire che non è il campo la sede adatta per certi argomenti che non toccano la società, ma altri molto più politici. Noi siamo felici di giocare a Portogruaro perché vuol dire che siamo tra i professionisti. Io sto cercando anche di lanciare i giovani e mi spiace molto leggere commenti sui social così negativi su di loro quando si sacrificano anche in ruoli che non gli competono. Siamo andati fortissimo per molte partite andando anche sopra alle aspettative e potevamo raccogliere anche punti in più che meritavamo e adesso che stiamo patendo prendiamo gol ad ogni occasione, giochiamo meno bene e anche la fortuna non ci aiuta. Inoltre dobbiamo fare i conti con un calo di forma che ci ha colti di sorpresa. Stiamo pagando un calo psicofisico dopo 55 partite in cui i ragazzi hanno giocato senza soste. Quando siamo al 100% ci esprimiamo al massimo ma se solo caliamo anche del 20% ne paghiamo le conseguenze e poi ovviamente se hai Perna, Lavagnoli, e Sottovia con la pubalgia e a Teramo  senza anche Gritti squalificato è normale che la ruota non può girare sempre bene».

L’obiettivo resta lo stesso. «Noi lavoriamo per la salvezza. Certo è bello ottenere risultati contro Pordenone, Vicenza, Bassano, Albinoleffe e, forse, avevano creato aspettative diverse ma la sostanza rimane. Non siamo una corazzata. Il calo di prestazione c’è stato: non facciamo i tiri di prima, molti sono nuovi  della categoria e ci sarà da soffrire ma noi per molto tempo siamo stati la sorpresa del campionato. Il nostro gioco impone di spendere il triplo di energie per giocarcela, se caliamo anche solo di poco non abbiamo possibilità perché altre squadre hanno giocatori di categoria superiore anche in panchina».

Poi un accenno al mercato. «Sono consapevole dei sacrifici del presidente e non mi sento di chiedere niente e non chiederò niente se non sarà una sua decisione ma non credo ci saranno stravolgimenti. Ora dobbiamo solo resettare le ultime 3 brutte prestazioni e ricominciare a restare uniti e non perdere calma e fiducia per recuperare tutto il possibile. Non siamo in zona pericolo, anzi, siamo a pochi punti dai playoff e per una neopromossa è un’impresa. Prometto che anche in difficoltà daremo il massimo anche a Teramo. Abbiamo pagato forse anche i troppi complimenti e ci siamo adagiati. A questo bisogna aggiungere i problemi fisici ma non dobbiamo sederci. E questo vale per tutti. Qualcuno deve ancora entra nella mentalità giusta. Non possiamo giocare in dieci con uno che cammina e gli altri corrono e spetta all’allenatore prendere certe decisioni anche drastiche. Ora tutti uniti, non sarà facile ma solo così possiamo tornare a fare gol e divertirci».

Intanto lunedì Zironelli ha ricevuto la “Panchina d’oro per la Provincia di Venezia”. «Ringrazio Inzaghi per i complimenti, al di là della rivalità tra le squadre mi hanno fatto molto piacere. È un premio alla società, alla squadra e ai tifosi».

 

Gian Nicola Pittalis