Un patto per Mestre

Un dibattito uno contro tutti. Inizia così il patto per Mestre organizzato al Baracca dal presidente Serena con davanti tifosi, simpatizzanti e amici dell’AC Mestre dopo qualche palleggio a centrocampo di Sodinha. Un dibattito aperto con domande anche provocatorie. Gli argomenti sono tanti, dalla rivalità Venezia – Mestre alla questione stadio di proprietà toccando anche l’eventualità di una candidatura politica in caso di separazione tra Mestre e Venezia. Serena non si tira indietro dal rispondere. «Quest’anno giocheremo al Mecchia di Portogruaro e ho chiesto un biennale per non arrivare “affogato” al secondo anno. La questione centrale è fondamentale è che Mestre è disponibile a 360° per realizzare un eventuale stadio anche mettendomi a disposizione di Tacopina per avere questa possibilità.

Se non ci fossero queste disponibilità valuteremo anche lo stadio di proprietà e dando fiducia alle parole del Sindaco Brugnaro di dare disponibilità a costruire uno stadio per il Mestre dal momento che la promozione degli arancionero in Serie C vale molto di più di una promozione di qualsiasi altra squadra. Brugnaro ha confermato ma ovviamente ci sono dei tempi tecnici anche nella sola scelta del terreno. Sulla questione della politica non rispondo dal momento che adesso faccio e voglio fare solo il presidente del Mestre». Tra gli altri argomenti anche il settore giovanile e la mancanza in una città di oltre 220.000 abitanti di impianti sportivi degni di questo nome.

 

«Adesso il settore giovanile è una realtà che porta risultati ma gli impianti limitano molto. Di certo grazie anche al progetto Mestre siamo riusciti a bruciare le tappe e anche grazie all’operazione Union Pro ora abbiamo diverse categorie importanti ma le ambizioni della nostra società per quanto concerne il settore giovanile sono importanti ma ci vuole ancora pazienza proprio per le limitazioni degli impianti». Confermata anche la volontà di dare una parte delle quote della società ai tifosi per coinvolgere anche loro nel progetto e avere da loro idee e spunti. Serena ha confermato buona parte della squadra dello scorso anno e spera anche che il Baracca diventi almeno un punto di ritrovo per la città.

Gian Nicola Pittalis