Un regalo inaspettato

L'AC Mestre apre ai tifosi

Quest’anno Babbo Natale veste i panni del presidente dell’AC Mestre Stefano Serena e porta alla città di Mestre un regalo inaspettato. Al di là della questione Baracca, Serena annuncia una novità che nel panorama dilettantistico vanta ben pochi esempi.

«Voglio fare entrare nella società Mestre i tifosi mestrini e tutti i cittadini di questa grande città. Particolarmente la possibilità di cedere il 10% di quote della società a un’associazione di tifosi che io per primo ho dato mandato di creare accollandomi spese e burocrazie. Io ora guido la  società Mestre e capisco le difficoltà che in passato può aver avuto e in futuro potrà avere chi gestisce una società di calcio ma voglio creare una struttura in grado di restare nel tempo. Come fare anche se non dovessi essere più io il presidente? Ecco la soluzione. È una sfida che sto cavalcando ed è nata a prescindere dai risultati sportivi e sto lavorando meno sull’aspetto artistico ma su una strutturazione più forte dando ai tifosi la possibilità di essere rappresentati anche con un delegato che siederà eletto nel Cda della società dopo una democratica votazione. Per ora mi propongo come presidente onorario ma senza cariche. Ovviamente le cariche dovranno essere prese dai tifosi con serietà e con tutte le norme in regola. Nel massimo rispetto dei valori civici e sportivi».

Interviene l’avvocato Zappalá che ha seguito tutte le pratiche e ha già preparato una bozza di statuto per la nascita dell’Associazione e la variazione dello statuto dell’AC Mestre per impedire che, in cambio di presidenza o cessione della società, l’eletto possa perdere i suoi diritti. «Ho accettato questo incarico per condividere il percorso del Mestre in maniera agile con i tifosi. La Società dei tifosi del Mestre che si chiamerà “ Associazione tifosi Mestre calcio”, riceverà una cessione di una quota del 10% dell’AC Mestre donata da Serena alla costituenda associazione. La modifica dello statuto dell’AC Mestre con l’introduzione a favore dell’associazione del diritto di nominare un membro nel consiglio di amministrazione eletto democraticamente è la dimostrazione di questo spirito di condivisione in totale trasparenza. È una fattiva collaborazione anche nel management della squadra».

L’associazione si proporrà di organizzare e sviluppare il tifo a favore della squadra secondo etica e rispetto e dovrà coinvolgere le forze sociali ed economiche locali stimolandole ad una maggiore partecipazione alla vita del club. Tutto è già pronto in bozza e sarà visibile a tutti i tifosi anche sul sito e a Casa Mestre, basta che vengano salvaguardati i valori a cui il Mestre si lega. L’associazione ancora non si è ancora formata ma nascerà da un tavolo di incontro e Serena vuole che chi viene eletto abbia dei diritti che non possono essergli tolti.

«Assisteremo i tifosi e Casa Mestre potrebbe anche essere la sede dell’associazione. È da un anno che penso a questa idea e l’ho evoluta e dire che è una provocazione è un modo sbagliato ma rende l’idea; come presidente cerco di avere più tifosi possibili. Ho visto una crescita per quanto riguarda il pubblico, abbiamo oltre 200.000 abitanti e ci si aspetterebbe di vedere lo stadio sempre stracolmo. Ma prima si sono create confusioni e paradossi tra fusioni e altro che hanno creato confusioni; un’operazione del genere va nel senso di riprenderci un senso di appartenenza. Mi auguro che il tifoso si informi per dare supporto all’associazione sportiva e mi aspetto una buona risposta da parte di tutti. Se veramente i tifosi dicono di essere felici e restare fedeli alla maglia questa è l’opportunità giusta».

Certo, una categoria superiore avrebbe ancora più importanza e si spera in una crescita generale. «Non ci risulta che a livello serie D ci siano esempi così comuni. Si spera di partire presto dopo aver definito tutto e proposto alla federazione ma tutto può essere fatto in una settimana» ha concluso l’avvocato Zappalà.

Ora è tutto pronto e non ci sono tempi definiti proprio perché si vuole lasciare ai tifosi il tempo di organizzarsi. «Una società che rappresenta Mestre non può appartenere solo a un presidente».

G.N.P.