Ziro ancora per due anni, ma il Baracca…

La tanto attesa conferma è arrivata. Ziro resta sulla panchina del Mestre (nel frattempo diventata anche s.r.l.) e, viste le ambizioni del presidente, per i prossimi due anni. Soddisfatto il tecnico vicentino. «Sono felicissimo perché volevo fortemente questa conferma perché mi sembrava di lasciare a metà un lavoro iniziato. Sarà l’ultima volta in cui parleremo della stagione passata, da adesso si pensa alla serie C.

foto Michela Vitella

Voglio però precisare alcune cose che non ho digerito in questi giorni: non sarò un allenatore manager all’inglese perché il mio compito è stare in campo e non alla scrivania, ho avuto alcune richieste ma non ho il patentino per categorie superiori e non ho dato il benservito a nessuno. Ho a che fare con una persona che vede lontano con la quale c’è feeling d’intenti.

 

 

foto di Michela Vitella

Serena ha tirato fuori da un armadio una scopa e l’ha trasformata in una scopa magica che andava a 150 km all’ora. I giocatori li sceglieremo in base alla qualità umana. Spero rimangano in molti ma dipenderà dal mercato. Dico grazie al presidente per aver riconfermato in toto il mio staff. Ripartiamo come l’anno scorso senza stadio ma, come l’anno scorso, motiverò tutti al massimo. È la prima volta che firmo per due anni; se l’ho fatto è perché con il presidente speriamo di andare il più lontano possibile. Per me è la prima esperienza a livello professionistico e voglio mettermi alla prova. Mi motiva il fatto di provare a imporre un certo tipo di gioco anche tra i professionisti. Credo di avere il coraggio giusto per  osare».

 

foto di Michela Vitella

Capitolo giocatori. Sottovia ha rinnovato, un premio per un ragazzo di 28 anni che Zironelli ha gestito al meglio e, secondo il mister, sottovalutato. Smentita la cessione di Kabine. «Parleremo di mercato dopo questa conferenza  – è intervenuto il DS Busolin – e intanto abbiamo avuto un primo approccio con un altro giocatore ma per ora nomi non se ne fanno». Si arriva alla questione stadio. « Inutile negarlo, prima o poi uno stadio andrà fatto – dice Serena – come? Non lo so ma è inutile parlare di “cittadella dello sport” solo se vince la Reyer perché si potrebbe fare benissimo lo stesso, ma siamo in Italia, anni luce indietro rispetto l’Europa. Indicheremo il Baracca come prima scelta e poi chiederò per rispetto ad altre società. Ho ragionato da imprenditore ma ho commesso l’errore della valutazione dello stadio. Il cambio sulla deroga a campionato in corso non ci ha aiutato e non abbiamo un Comune disposto a investire su impianti sportivi. Non è stato deciso un secondo stadio. Mi sono dato termine al 12 per prendere una decisione. Spero la città si stringa attorno a questa società anche se dovessimo iniziare in un altro campo. Poi farò le mie valutazioni perché, anche andando in B, al Baracca non si potrà mai giocare».

A.C.M.