1948-2016: Il Pluto ritrovato

PREMESSA: PLUTOS (quello originale)… chi era costui?

Plutos fu una serie nata nel 1949 sulla scia dei primi supereroi americani scritta da G. L. Bonelli (il papà di Tex) e resa graficamente da Leone Cimpellin.

La storia: Bill Donovan, deciso a vendicare la morte del fratello, ucciso in uno scontro tra bande rivali, indossa un costume alla Batman e, aiutato dalla bella Lula Michigan e dall’ex pugile Joe, scende in guerra contro bande di gangster e sette di infidi cinesi. Caratteristica del personaggio erano le sue pistole, emananti un gas soporifero che aveva l’effetto di narcotizzare le vittime, destinate a risvegliarsi il giorno dopo, in prigione!

PLUTO PRIMA DI PLUTOS… IL RITROVAMENTO

Ma se Plutos è del ’49, il “nostro” Pluto è addirittura del ’48, lo stesso anno della creazione di Tex Willer! Parliamo di un personaggio molto simile a quello disegnato da Cimpellin che però in questo caso è realizzato graficamente da Paul Campani.

Gianluigi Bonelli e Paul Campani! Non risulta da nessuna parte che i due signori in questione abbiano mai collaborato. Niente di strano che due autori contemporanei come Gianluigi Bonelli e Paul Campani, destinati a passare alla storia del Fumetto il primo e dell’Animazione (lo storico Carosello) il secondo, non abbiano incrociato i loro destini per creare qualcosa insieme. In fondo il primo lavorava nella sua Milano mentre il secondo, Modenese, lavorava a Venezia eccezion fatta per la collaborazione con L’Intrepido nel 1939 (ecco, forse questo fu il punto di contatto tra i due) e la realizzazione della “Rosa di Bagdad” (1942-1949) che lo aveva portato in Franciacorta, nel Bresciano.

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Da alcune pagine originali (o tavole, come si usa chiamarle nel gergo fumettistico) ritrovate qualche tempo fa sembrerebbe tuttavia che lo storico incontro fosse avvenuto ma che per qualche oscura ragione la collaborazione si fosse interrotta dopo appena 7 pagine senza sortire un prodotto editoriale.

Le tavole sono quelle di PLUTO, un supereroe nato dalla penna di Giovanni Luigi Bonelli nel lontano 1948 e tradotto in immagini, come detto, da un talentuoso Paul Campani ancora fortemente influenzato dal Caniffiano Pratt con il quale ha condiviso le fatiche sul mitico “Asso di Picche”. Di Pratt e del gruppo di “Veneziani” Campani seguirà professionalmente le orme in Argentina nel 1949. Senza mai spostarsi da Milano, tuttavia.

Campani era infatti uno dei disegnatori che pur collaborando con l’editore Civita di Buenos Aires aveva scelto di non lasciare l’Italia. Per Civita disegnò a lungo due personaggi di grande successo come MisteriX su testi di Alberto Ongaro e Bull Rocket su testi di E. Oesterheld, il creatore dell’Eternauta.

Pluto. Sette pagine appena, sufficienti però a presentarci il protagonista sia nella sua veste di uomo comune sia nella sua versione di eroe mascherato, di vigilante notturno.

Fu la collaborazione con l’Editrice Abril di Civita la causa della brusca interruzione della collaborazione tra G. L. Bonelli e Campani? Difficile dirlo, ma le date sembrano escludere questa possibilità.

Non è escluso che il progetto sia naufragato per scelta di G. L. Bonelli, magari non convinto dalla prova di Campani. Il fatto che le poche tavole fossero state letterate fa pensare ad una sorta di prova generale che non aveva convinto pienamente l’autore-editore Bonelli. Non lo sapremo mai.foto-cimpellin

Quello che sappiamo è che a distanza di pochi mesi G.L.Bonelli fu in grado di portare in edicola il personaggio con un altro illustratore al posto di quello che era stato scelto in un primo momento: Leone Cimpellin.

Il nuovo personaggio appare maggiormente caratterizzato da Bonelli e graficamente un po’ diverso da quello disegnato da Campani ed è escluso che il ventitreenne Cimpellin, che qui usa lo psudonimo di Alex Lyon (è il suo nome, Alessio Leone, anglicizzato) e firma “Cimp” le copertine, abbia mai visto le tavole del suo predecessore (chissà se lo stesso G.L.Bonelli le aveva viste).

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Come mi racconta Leo Cimpellin, Plutos nasce nella fredda Milano in una casa ancora in costruzione (quella di Bonelli) in via Mac Mahon, dove i due autori lavorano giorno e notte avvolti nelle coperte per difendersi dal freddo.

 

 

 

Il “nuovo” PLUTOS ha acquisito una “S” finale che lo rende più plausibile in un contesto nordamericano (dove l’eroe pugile si muove) ma purtroppo si presenta con un look decisamente improbabile, molto diverso da quello moderno, incisivo e dark tratteggiato da Campani che aveva dalla sua una maggior conoscenza del fumetto americano oltre che una notevole esperienza professionale appresa sull’Asso di Picche. Il costume moderno (quasi paramilitare) immaginato da Campani diventò così nelle mani di Cimpellin una sorta di calzamaglia teatrale che ricalcava lo scarlatto costume del primo Mefisto con tanto di stivaletti flosci degni di un personaggio Shakespeariano. pluto-1

Forse fu lo stesso Bonelli a suggerire al giovane Cimpellin il look che Aurelio Galleppini aveva dato al futuro arcinemico di Tex?
E’ lo stesso Cimpellin a smentire questa ipotesi: G.L. Bonelli aveva come riferimento Ciclone l’Uomo d’Acciaio vale a dire il celebre Superman di Siegel e Shuster!

I “cornetti” sulla testa erano un riferimento non al Batman di Bob Kane ma proprio a Pluto, il re dell’Inferno, al Diavolo in pratica!
Altra differenza sostanziale tra la prima e la seconda “versione” del personaggio è rappresentata dal formato che passa da “comic book” all’americana con il moderno layout ad incastro di Campani al più italico formato “striscia” dello scolastico Cimpellin.
pluto-2Un ripensamento non da poco, tutto considerato.

Chissà se questi dettagli influirono sulla prematura scomparsa del nuovo eroe la cui vita editoriale non fu così effimera dato che poté contare su alcune riedizioni estere (come l’edizione inglese su striscia di cui si può vedere un episodio qui sotto)…
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Le 7 tavole ritrovate del “primo” Pluto grazie all’opera di “conservazione” del disegnatore Sergio Tuis non aggiungono nulla di nuovo al lontano passato di un personaggio che ha lasciato una traccia marginale nella storia del fumetto italiano, ma sono qui a testimoniare un incontro accidentale tra due grandi autori che forse poteva cambiare il destino di un genere, quello supereroistico italiano, che non è mai decollato. Chi può dirlo?

Ecco le tavole di Bonelli-Campani:

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Gli Autori di Pluto

 

Giovanni Luigi Bonelli

Giovanni Luigi Bonelli (22 dicembre 1908 – 12 Gennaio 2001) ha legato il suo nome a Tex Willer, personaggio creato nel 1948 per la Casa editrice L’Audace, antenata della attuale Sergio Bonelli Editore. Inizia collaborando al “Corriere dei Piccoli” con una serie di poesie, cui fanno seguito alcuni lavori apparsi sul “Giornale illustrato dei viaggi” di Sonzogno. Nello stesso periodo scrive tre romanzi di avventure: “Le Tigri dell’Atlantico”, “Il Crociato Nero” e “I Fratelli del Silenzio”. Dopo queste prime esperienze, entra in contatto con il mondo dei fumetti dirigendo tutta una serie di testate edite dalla Saev di Milano. Il suo nome appare su “Primarosa”, “L’Audace”, “Rintintin” e “Jumbo”, e fra il 1937 e il 1939 diventa il più importante soggettista del settimanale “Il Vittorioso”. foto-gl-bonelliQuando “L’Audace” (che, nel frattempo, aveva perso l’articolo, divenendo semplicemente “Audace”), viene rilevato dalla Mondadori, Bonelli continua l’attività per questo gruppo fino al 1939 e, nel 1940 ne diventa egli stesso editore. Nel 1947, si associa con Giovanni Di Leo per dar vita a una serie di iniziative, tra cui il potenziamento del settimanale “Cow Boy” e la traduzione dei francesi “Robin Hood” e “Fantax”, prodotti dallo studio di Pierre Mouchot. Nel 1946, frattanto, aveva scritto “La Perla Nera”, un breve racconto illustrato da Franco Caprioli, nel 1947 “Ipnos”, disegnato da Gino Cossio, Paolo Piffarerio, Guido Da Passano e Mario Uggeri. Nel 1948 è la volta di “Occhio Cupo” e di Tex, entrambi illustrati da Galleppini, e della “Pattuglia dei Senza Paura”, disegnata da Zamperoni e Donatelli. Dello stesso anno è “Il Giustiziere del West” tradotto in immagini da Giorgio Scudellari. Nel 1949, per Leone Cimpellin scrive la breve serie di “Plutos”. Nel 1954, “Il Cavaliere Nero”, disegnato dalla EsseGesse, e “Yuma Kid”, realizzato da Mario Uggeri. L’anno dopo nascono “I Tre Bill”, alla cui realizzazione grafica si alternano Giovanni Benvenuti, Gino D’Antonio, Roy D’Ami e Renzo Calegari; e ancora “El Kid”, illustrato da Dino Battaglia, Gino D’Antonio e Renzo Calegari. Del 1956 è “Davy Crockett”, disegnato da Renzo Calegari e Carlo Porciani. Del 1957 sono invece “Hondo”, disegnato da Franco Bignotti, e “Kociss”, disegnato da Emilio Uberti. Nel 1962 riprende “Un ragazzo nel Far West”, ideato da Nolitta, portandone a termine la lunga saga. Negli anni Sessanta firma anche alcune delle prime storie di Zagor, altro personaggio nolittiano.

Dal sito www.sergiobonellieditore.it

Paul Campani

Paul Campani – pseudonimo di Paolo Campani – (Modena, 29 gennaio 1923 – Modena, 31 maggio 1991) è stato un animatore, fumettista, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano.

Paul Campani, fondatore della Paul Film è uno dei grandi del cinema di animazione italiano ed è noto al grande pubblico per i suoi famosissimi personaggi di Carosello. foto-campani

Iniziò precocemente la sua carriera: nel 1939 pubblicò una storia sugli Albi dell’Intrepido; pochi anni dopo partecipò come scenografo al film di animazione La Rosa di Bagdad e, a seguire, pubblicò al fumetto Albi fantasia e collaborò con Asso di Picche.

A partire dal 1946 ebbe inizio una fortunata collaborazione con la casa editrice argentina Abril, per la quale scrisse otto serie, fino a metà degli anni 50, personaggi come Misterix, Tita Dinamita, Gey Carioca, Bull Rockett, Ted Patton.

Il 2 settembre 1954 fonda la Paul Film; assieme a Max Massimino Garnier realizzeranno centinaia di spot e cortometraggi, soprattutto di ambito pubblicitario, con personaggi che sono diventati classici quali l’Omino coi Baffi per la Bialetti, Miguel “son sempre mi” per la Talmone (su musiche e testi di Romano Bertola). Di minor successo di pubblico, ma sempre interessanti, la serie dei “minifilm” di argomento introspettivo e astratto.

Dopo i successi degli anni sessanta e i primi anni settanta, nel 1977 la Paul film cessò l’attività definitivamente.

PLUTOS 1949 testi. G. L. Bonelli – disegni L. Cimpellin

1 – Allarme nella notte pluto-cimpellin
2 – Battaglia sui grattacieli
3 – Il re del mistero
4 – L’agguato
5 – Lula in pericolo
6 – Chinatown
7 – Nel covo di Sing-Fo
8 – La cattura di Joe
9 – Il pozzo della morte
10 – Oppio
11 – La rivincita di Plutos
12 – Caccia all’uomo
13 – L’inafferrabile
14 – Avventura nel Pacifico
15 – Servizio segreto
16 – L’idolo della morte
17 – L’assedio
18 – Intrighi nell’ombra
19 – L’isola del diavolo
20 – La trappola di Hu-Lon
21 – Duello serrato
22 – La cattura di Plutos
23 – La baia degli squali
24 – L’insidia sul mare
25 – Nelle spire del mostro
26 – Incontri nella notte
27 – Nanga, lo stregone
28 – La fossa tragica
29 – La foresta in fiamme
30 – Sfiorando la morte
31 – Tutto per tutto
32 – L’ultima lotta

Luca Pozza

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