5 buoni motivi per dire NO

Mestre – Venezia: Come promesso da http://www.ilsestantenews.it, su suggerimento dell’Associazione Mestre Mia, analizziamo insieme i motivi per il si e per il no dell’autonomia tra Mestre e Venezia. Questa volta per il no tocca a Nicola Pellicani, Consigliere comunale e Consigliere metropolitano di Venezia che esordisce: “Non sono contro il referendum ma contro la separazione ma che deve essere celebrato solo se sia legittimo senza prendere in giro i cittadini e vedo che anche Zaia sta ragionando così. Vorrei che un organo terzo sia esso il Tar o la Corte (ma credo che anche il governo ci stia pensando) dica se si può votare o no”. Ecco i suoi 5 punti per motivare il No.

 

  1. Perchè la separazione sarebbe un errore? “Credo che la separazione sia un errore visto che in Italia ma anche in Europa si va verso la semplificazione e l’unione creando amministrazioni più grandi anche per accogliere meglio le sfide future. Io spero che la città metropolitana di Venezia cresca ancora in maniera articolata con la sua città antica e Mestre e tutto il territorio per poter competere con le grandi città europee”.

2. Come affronterà il futuro un comune unito? “Tutte le grandi sfide sono tutte tra grandi territori e non tra piccoli comuni, non solo in Europa ma anche in Italia. Al momento noi siamo fermi ad “un’area metropolitana”, invece io mi auguro, in futuro, che si allarghi fino alla nascita vera della PATREVE”

3. Ma come si salvaguardano le singole identità e storie? “La dimensione dell’amministrazione non ha nulla a che fare con le identità che possono essere anche diverse e vanno giustamente difese e coltivate ma il livello identitario non ha nulla a che vedere con il livello amministrativo e questo è bene sottolinearlo. Sono due cose distinte e il secondo non toglie alcuna importanza al primo”.

4. Molti sono convinti che se si andrà a votare vincerà il Si, altri parlano di illusione. Cosa ne pensa? “Non ci può essere la grande illusione del risparmio. Non è una carta da sventolare davanti ai cittadini, anzi, si creerebbe un contenzioso tra i due comuni (da dieci anni Cavallino docet) dove ci sarebbero problemi anche legati al porto, all’aeroporto etc. Qualcuno si illude che si risolverebbero con la separazione tutti i problemi (che è vero ci sono) ma non è questo il modo di risolverli e chi pensa che Venezia diventi una “città stato” sbaglia perché finirebbe integralmente nelle mani delle varie corporazioni: dai tassisti ai gondolieri agli albergatori mentre proprio l’unione con Mestre frena queste bramosie”.

5. C’è l’annosa questione delle Grandi Navi. “E’ l’argomento che tocco per ultimo. L’ultima la questione: quella delle Grandi Navi con la speranza che il Comitatone serva a favorire finalmente una soluzione. Io mi sono sempre schierato per un passaggio su Porto Marghera che da un lato consentirebbe di evitare il passaggio in bacino San Marco e dall’altro rivitalizzerebbe la zona industriale come stanno già facendo tutte le altre grandi città metropolitane”.

Gian Nicola Pittalis