Un brivido mortale

Sfidare le auto in corsa mettendosi a braccia incrociate sul petto in mezzo alla strada per poi sfilarsi e lasciarle passare all’ultimo momento. Il folle gioco è stato segnalato qualche giorno fa a Zelarino. La segnalazione è giunta sul gruppo Facebook del Controllo di vicinato della zona da alcuni residenti che si sono trovati di fronte la scena. Un gioco pericoloso subito denunciato alla polizia locale. Già alcuni mesi fa scene simili erano state viste a Olmo di Martellago e alla Gazzera.

«Il gruppo di controllo di vicinato di quella zona è nato da poco e più di un iscritto ha notato questi ragazzini compiere questi insani gesti spiega Ivan Moro, uno dei coordinatori dei gruppi L’invito che abbiamo fatto è quello di intervenire subito per far desistere i ragazzini ed evitare che si mettano in guai più seri. Ma le segnalazioni le facciamo anche alla polizia locale. È vero che è già successo ad Olmo e ne sono stato testimone oculare diretto. Ma anche in via Gatta sono intervenuto con dei ragazzini che lanciavano bottiglie di plastica contro le auto».

Un gioco, quello di sfidare le auto in arrivo tipico dei giovani che si affacciano all’età dei teenager. «Sono atti temerari un po’ incoscienti, che vengono compiuti da giovani spinti dalla voglia di affermare se stessi – afferma il sociologo Gianfranco Bettin -. Episodi simili sono tipici di quel momento in cui l’età si dilata e si affaccia a quella adolescenziale. Un fenomeno nato in America e diffuso poi anche in Europa. E un gesto che nasce con la modernità e la sfida a voler dimostrare di essere coraggiosi. Evitare le auto in corsa è come togliersi dalle rotaie quando sta per sopraggiungere il treno O farsi i selfie dai tetti. Tutte prove, atti temerari che vogliono dimostrare a chi li fa di essere coraggioso, di essere in grado di sfidare il mondo, di dire esisto. L’unico modo per affrontare il problema è parlarne per evidenziare i rischi che potrebbero comportare a scuola e in famiglia. Non si tratta di ragazzini che sono pazzi, ma che si affacciano ad un’età in cui sentono, a volte, l’insano bisogno di dimostrare di essere grandi, forti, coraggiosi a qualcuno, per qualcosa, per ottenere una reazione. Multarli se vengono sorpresi e comunque segnalare dove e come lo fanno serve a prevenire altri gesti simili ed eventuali rischi».

A.C.M.