5 motivi per il No all’Autonomia Mestre-Venezia

Mestre – Venezia: Come ormai è abitudine per http://www.ilsestantenews.it analizziamo insieme i motivi per il si e per il no dell’autonomia tra Mestre e Venezia. Questa volta per il no spetta a Deborah Onisto, capogruppo in consiglio comunale per Forza Italia e agguerrita sostenitrice per il No.

Premesso che non siamo contrari alla consultazione, purchè legittima, ma alla separazione i due comuni, tento di sintetizzare le ragioni in 5 punti che non sono sicuramente ne esaustivi ne esaurienti
1) qual’è il primo? “Il primo motivo è sicuramente economico e patrimoniale: nonostante negli anni si siano tentate proiezioni sulle risorse che spetterebbero ai due comuni, il dato è che, anche in una ipotetica compensazione data dalle diversità delle entrate, ma che cosi non è, darebbe come risultato che entrambi sarebbero più poveri. Quindi meno risorse da dedicare ai servizi ed agli investimenti. Si pensi poi all’interno conflitto sugli aspetti patrimoniali che terrebbe in stallo amministrativamente le “due” città per decenni (Cavallino docet), in un intricato sistema immobiliare e societario con innesti metropolitani. In una proiezione di qualche tempo fa, nell’ipotizzare alcune azioni per raggiungere il pareggio di bilancio per entrambi i comuni, si vedevano per esempio dimezzare i servizi di pulizia ed asporto rifiuti (già peraltro insufficienti) e raddoppiare le imposte locali”.
2) Il secondo? “E’ di tipo amministrativo. Sono gli organi. Si dice che si risparmierebbe sugli organi amministrativi, ritengo che non sono questi i risparmi che incidono, ma due comuni con un sindaco ciascuno, assessori, consiglieri e tutta la macchina amministrativa duplicata, anche non avendo più le municipalità, secondo me, dati alla mano non darebbero i risparmi desiderati o motivi per la divisione. Su questo chiuderò poi con una chiosa alla fine”.
3) E il terzo? “Il terzo motivo sono la presenza di infrastrutture o poli attrattori che difficilmente puoi,  con gestioni separate, assegnare o identificare con un comune o l’altro: porto, aeroporto, casinò, insediamenti industriali, culturali e turistici o nello stesso tempo gestire separatamente”.
4) Scusi dott.ssa Onisto ma il comitato del si giustifica anche altri due motivi. “Il quarto motivo di contrarietà è la perdita sicura di Venezia capoluogo di Regione, che, dato lo scarso peso demografico, che se per i cittadini può essere un particolare di poco conto, non potrebbe più fregiarsi di tale titolo. Un ruolo che proprio ora (che nella sua dimensione metropolitana deve esercitare e rafforzare). in termini regionali e nazionali le permette sicuramente un accesso prioritario alle risorse e un’attenzione particolare per tutte quelle problematiche di ampia scala”.
5) E l’ultimo? “il quinto motivo di contrarietà è che ora i temi del traffico, dell’inquinamento, della mobilità, trasporto, sociale/sanitario, culturale ecc. vedono nella pluralità della città una sinergia tale che, se la città storica assorbisse di più per alcuni servizi e viceversa la compensazione non permetterebbero ai cittadini medesimi standard di qualità. Infine, ed è questa la chiosa finale, se le motivazioni sono che l’amministrazione sarebbe più vicina ai cittadini o che finalmente i due comuni troverebbero la loro identità o libertà (più povertà meno libertà) mi chiedo quale identità sarebbe? L’identità si costruisce sugli obiettivi e sui progetti che guardano al futuro. Mestre per numero di abitanti ed estensione resta comunque diversa dalla gran parte delle altre realtà regionali.  In questo momento economico occorre uno sforzo comune più da scala ampia che unifichi realtà economiche e non le divida. Per Venezia, la popolazione è precipitata a livelli cosi bassi che nonostante gli sforzi è impensabile ogni discorso di autonomia, a meno che non si voglia privilegiare la rendita di posizione condannando Venezia a quanto tutti noi abbiamo sempre contrastato. L’amministrazione più vicina ai cittadini, più concentrata sui problemi: per i problemi di ordinaria amministrazione, che sono quelli che stanno più a cuore i cittadini, sono sufficienti le municipalità, se si vuole riviste, riorganizzate e potenziate. Per gli altri problemi non vedo nessun beneficio sulla separazione a parte contenziosi infiniti”.
Filippo De Gaspari