60 anni d’Europa

25 marzo 1957, una data storica. Nasce l’Europa moderna come la conosciamo oggi. E tutto questo avviene esattamente a 60 anni di distanza a Roma dove 27 leader dei paesi membri dell’Unione Europea si sono ritrovati per rinnovare, con una nuova firma, gli impegni che i “padri fondatori” avevano sottoscritto in quel lontano giorno. È la festa dell’Europa: la festa dei “Trattati di Roma”.   La capitale d’Italia ha accolto decine di Capi di Stato, in una Roma blindata dove l’allerta terrorismo, anche alla luce dei recenti attentati di qualche giorno fa a Londra, è stata portata a livello quattro.   L’Europa da quel giorno è cambiata radicalmente, ha assistito a un’evoluzione e a diversi tentativi di trasformarla in una sorta di “Stati Uniti Europei”. Sono aumentate anche le nazioni, alcune provenienti dall’ex Unione Sovietica, altre dall’ex Jugoslavia, altre sono in attesa di un vaglio, altre entreranno a far parte dell’Unione dal 2018. Per molte che vogliono entrare, altrettante ne chiedono l’uscita. Dalla Gran Bretagna, con la famosa Brexit, adesso la Grecia e, qualcuno lo chiede anche in Italia.
Roma era solo l’avvio del processo di integrazione europea. Ed era una data storica quando i ministri degli esteri di quei primi cinque Paesi firmarono le carte oggi fondamento dell’Unione.

In realtà si trattava di due trattati: quello costitutivo della Comunità Economica Europea (CEE) e quello della Comunità europea dell’energia atomica (EURATOM). Quel giorno Roma accolse i “padri fondatori” con le campane a festa. La cerimonia si svolse a palazzo Senatorio. Se un giorno Garibaldi disse “Qui si fa l’Italia o si muore”, quel giorno nasceva l’Europa. Nella sala degli Orazi e Curiazi il ministro degli Esteri Martino e il presidente del consiglio Antonio Segni, i ministri degli esteri tedeschi insieme al cancelliere Konrad Adenauer, Francia, Olanda, Lussemburgo e Belgio. Un personaggio, però, spiccava tra tutti. Era Henry Spaak, che, per primo, aveva fortemente voluto, un’accelerazione al processo d’integrazione europea dopo il fallimento della Ced, la Comunità europea di difesa. Quella che, oggi, potrebbe ben definirsi il primo abbozzo dell’Europa Unita.

I Trattati di Roma prevedevano l’istituzione dell’Assemblea parlamentare europea, composta da 142 deputati nominati dai parlamenti dei sei paesi membri della Comunità.

Notevoli modifiche al “Trattato di Roma” avvennero solo nel 2009 con l’introduzione del trattato di Lisbona.

Da allora molte cose sono cambiate. L’Europa ha visto nascere e crollare regimi, ha vissuto il boom degli anni ’60, il primo allargamento con l’adesione della Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito, assistito alla caduta degli ultimi regimi totalitari. Il suo volto cambia ancora con il crollo del Muro di Berlino, per poi arrivare agli anni ’90. Sono gli anni del trattato di Maastricht sull’Unione europea e il trattato di Amsterdam. I cittadini europei si preoccupano di come proteggere l’ambiente e di come i paesi europei possano collaborare in materia di difesa e sicurezza.

Arrivano altre adesioni: Austria, Finlandia e Svezia. Nasce l’accordo di “Schengen” che consente ai cittadini di viaggiare liberamente senza controllo dei passaporti alle frontiere. Entra in vigore l’Euro la moneta unica e, con l’adesione  di 10 nuovi Stati membri nel 2004, seguiti da Bulgaria e Romania nel 2007, le divisioni politiche tra Europa orientale e occidentale sembrano scomparse. Ma la crisi finanziaria colpisce l’economia mondiale nel settembre 2008. Il trattato di Lisbona è ratificato da tutti i paesi membri . Con esso l’Unione europea si dota di istituzioni moderne e metodi di lavoro più efficienti per far fronte alla crisi.
Le elezioni europee del 2014 vedono crescere il numero degli euroscettici eletti al Parlamento europeo. S’inaugura una nuova politica di sicurezza a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. L’estremismo religioso aumenta in Medio Oriente e in diversi paesi e regioni del mondo, provocando instabilità e guerre che spingono molti a fuggire dalle loro case e a cercare rifugio in Europa. L’UE, oltre al dilemma di come prendersi cura di loro, diventa anche l’obiettivo di diversi attacchi terroristici. Ma questa è storia di oggi.

Gian Nicola Pittalis