700 fiaccole contro il progetto del centro commerciale

Adesioni da numerosi partiti e movimenti all’iniziativa Ascom-Confesercenti per fermare la realizzazione della nuova struttura al casello di Terme Euganee

Due Carrare – La risposta è arrivata. Da cittadini, politici, associazioni. Quasi settecento persone ieri si sono radunate a Due Carrare per aderire alla fiaccolata organizzata da Ascom Padova e Confesercenti Veneto Orientale contro la realizzazione del mega centro commerciale a ridosso del castello del Catajo.  Un corteo con decine e decine di cittadini si è formato in via Roma e, tra fiaccole, fischietti e striscioni di protesta, si è snodato fino al municipio paesano. La manifestazione è cominciata con un momento di tensione: alcuni manifestanti di sinistra hanno polemizzato per la presenza di una rappresentanza di Casa Pound. A gran voce e in maniera plateale i primi hanno chiesto che gli esponenti di estrema destra abbandonassero il corteo. Lo scontro è rimasto verbale, ma ha comunque richiesto l’intervento dei carabinieri.

Gli stessi manifestanti di sinistra, a metà comizio, hanno deciso di lasciare la manifestazione in aperta polemica. In piazza, oltre ad Ascom e Confesercenti, c’erano ieri sera anche gli agricoltori della Cia, il Comitato no terza corsia A13, Italia Nostra e altre associazioni ambientaliste. Assieme a loro sono arrivati il sindaco di Casalserugo Elisa Venturini, il senatore Udc Antonio De Poli e il collega grillino Giovanni Endrizzi. La componente del M5S, in particolare, era particolarmente nutrita: tra i presenti c’erano pure il deputato Marco Brugnerotto e l’ex candidato sindaco a Padova Simone Borile. Presenti infine l’ex sindaco di Camposampiero Domenico Zanon e l’ex senatore Filippo Ascierto. Il comizio è stato anticipato da una serie di immagini, proiettate sulla facciata del municipio, di centri commerciali “defunti”.

«È questa la fine di complessi commerciali come quello che vogliono fare a Due Carrare» è il messaggio lanciato da Patrizio Bertin e Nicola Rossi di Ascom e Confesercenti «Questo intervento consumerà 32 mila metri quadri di suolo prezioso, toglierà valore al castello del Catajo e ucciderà negozi e botteghe da Padova a Este, portando via anche posti di lavoro. Non parliamo per slogan, ma parliamo con dati e ricerche a sostenere le nostre credenze». Non era presente il sindaco Davide Moro: un’assenza a cui non è seguita la condanna dei presenti, che tuttavia hanno chiesto all’amministratore di trovare il coraggio e la responsabilità di non firmare l’accordo di programma per il nuovo centro commerciale, offrendo anche sostegno su più fronti, dalla Regione al Parlamento. Ieri sono peraltro arrivate nuove prese di posizione contro l’intervento e in questo caso anche contro Moro: «È una follia il solo pensare che possano servire altri 32 mila metri quadrati di attività commerciale, insediamento che oltretutto danneggerebbe il grande patrimonio storico culturale quale è il Castello del Catajo», ha affermato il consigliere regionale Luciano Zandonà del gruppo Zaia Presidente «Come movimento siamo da sempre contrari alla realizzazione di nuove mega strutture di vendita, che danneggiano il tessuto economico e i piccoli e medi esercizi commerciali a favore dei grandi marchi e delle multinazionali». Per la deputata del M5S, Silvia Benedetti, il centro commerciale non va fatto e il sindaco deve agire a nome di un intero territorio che va dai Colli Euganei alla Bassa: «Nelle mani del primo cittadino si trova il destino di un territorio ben più vasto di quello che è chiamato ad amministrare» ha affermato la parlamentare «Moro ha la possibilità di mettere i bastoni fra le ruote al privato. Lo può fare concretamente non firmando il nuovo accordo di programma della Deda Srl, lasciando così la società in balia dei rischi procedurali che potrebbero riscontrarsi».

Presente anche il Presidente Aladino Lorin della Direzione di Zona Bassa Padovana e Maurizio Ebano, direttore di Casartigiani Padova e Polesine. Proprio il direttore si congratula per l’ottimo risultato e la grande partecipazione alla fiaccolata organizzata dall’Ascom lunedì sera a Due Carrare per dire NO al progetto di realizzazione del mega centro commerciale che dovrebbe sorgere a ridosso dello storico Castello del Catajo. «Dopo l’intervento di autorità come Vittorio Sgarbi e la partecipazione di autorità amministrative locali, associazioni rappresentative delle realtà economiche e imprenditoriali, comitati a difesa del patrimonio artistico e ambientale e gli organi di stampa, che hanno manifestato il loro dissenso alla costruzione – dice Maurizio Ebano –  vogliamo ribadire con ancora più forza che Micro e Piccole imprese, artigiani e PMI sono unite per la salvaguardia del territorio e per lo sviluppo armonico. Tanto più quando si tratta di “stravolgere” anche siti di altissimo valore storico».

Quella che Ebano definisce una “devastazione senza ritorno” può essere fermata proprio dalla volontà di fare rete per evitare che anche in futuro si possano prendere decisioni che devasterebbero intere aree e il tessuto imprenditoriale del Veneto. A questo proposito, sempre Ebano sottolinea l’importanza che le PMI rivestono nell’economia veneta. «Come associazione di categoria abbiamo il diritto ma soprattutto il dovere di difendere le piccole imprese e i piccoli commercianti e artigiani che scompaiono davanti a questi “mostri commerciali” mandando sul lastrico decine di piccoli imprenditori. Non sono bastati i suicidi di questi ultimi anni o lo svuotamento dei negozi dei centri storici? Quante imprese hanno chiuso con i centri commerciali? I dati sono alla portata di tutti. Noi vogliamo impedire che nel padovano accada ciò che è successo a Venezia. Noi siamo per ridare vita anche ai piccoli negozi di quartiere».

Giuliana Lucca