93 nuovi ippocastani

Quasi cento ippocastani saranno installati nell’alberata delle Mura cittadine di Treviso.
Sono partiti i lavori di restauro “iniziati” simbolicamente dal primo alberello piantato dal sindaco Giovanni Manildo in persona.
La specie, ‘Aesculus hippocastanum’, è stata scelta in continuità con le piante esistenti e per la coerenza con i vincoli monumentali e paesaggistici presenti. L’alberata oggi conta 329 esemplari che grazie all’intervento diventeranno oltre 420.
Un’inversione di tendenza importante rispetto al passato, che testimonia la volontà dell’Amministrazione di rendere Treviso più verde: dal 2015 la città ha ripreso a piantare alberi, dopo anni di immobilità.
“Oggi diamo il via ad un intervento al quale lavoriamo da tempo – dichiara il primo cittadino Manildo – Crediamo che per ogni pianta abbattuta ce ne debba essere sempre almeno una pronta ad essere piantata. Questa è la filosofia che sta alla base di tutti gli interventi che intendiamo realizzare sul verde pubblico. Le Mura rappresentano un bene, un patrimonio collettivo da valorizzare e questo progetto va proprio in questa direzione”.
Per realizzare il progetto l’amministrazione comunale ha individuato e messo a disposizione i fondi necessari: in tutto 60 mila euro che prevedono oltre ai lavori, gli oneri per la sicurezza, imprevisti e gli interventi accessori. Oltre alla messa a dimora degli alberi la ditta incaricata dei lavori sta procedendo alla sistemazione delle rampe d’accesso alle Mura.
“Abbiamo individuato le risorse necessarie e ora possiamo intervenire in modo efficace per dare una risposta alla richiesta di molti cittadini”, dichiara l’assessore al verde urbano Alessandra Gazzola.

Dall’esame dei documenti presenti nel Fondo Comunale conservato presso l’Archivio di Stato di Treviso, si è potuto appurare che il primo impianto dell’alberata delle Mura risale al 1871. A quell’epoca la giunta del sindaco Angelo Vianello Caucchiole aveva deliberato di piantare due filari sugli spalti da Porta SS Quaranta a Porta San Tomaso. Il progetto originario prevedeva l’acquisto di 600 ippocastani, un numero molto vicino a quello previsto dal progetto di oggi. Curiosamente, all’epoca la giunta incontrò le resistenze di un gruppo di cittadini contrari alla messa a dimora degli alberi perché convinti che la loro presenza avrebbe impedito il passaggio del vento. L’assessore delegato Caccianiga convocò quindi tre medici che non solo sostennero la bontà del progetto ma proposero di estenderlo ad altre aree della città, essendo gli alberi in grado di ripulire, rendendola migliore, l’aria.

Matteo Venturini