Accoglienza migranti, no ai grandi centri

Treviso incontra gli enti gestori. Maggiore attenzione alla persona e integrazione reale.

Nei giorni scorsi l’assessore delegato Anna Caterina Cabino ha incontrato gli enti gestori a cui è affidata l’accoglienza dei migranti nel Comune di Treviso.
L’assessore ha comunicato la volontà dell’amministrazione di procedere con la richiesta al Ministero dell’Interno di convertire i CAS, centri di accoglienza straordinaria presenti sul territorio comunale in Sprar, sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.
Cabino ha condiviso gli obiettivi che l’amministrazione intende perseguire con questa richiesta che oltre al coinvolgimento dei gestori prevede l’applicazione delle direttive Ministeriali da parte della Prefettura, riassumibili in questi punti: no ai grandi centri, maggiore attenzione alla persona e integrazione reale (condizione possibile solo con numeri ridotti), numero di presenze compatibili con la capacità di gestione del territorio.
In base alle direttive emanate dal Ministero infatti ogni comune dovrebbe farsi carico di una quota di migranti che si aggira intorno al 2,5 per mille dei residenti (83.500 a Treviso). Per Treviso si parla di 235 persone accolte: una soglia oltre la quale il Comune può far valere la clausola di salvaguardia.
“Si è trattato di un confronto nel quale l’amministrazione ha comunicato le sue intenzioni – dichiara l’assessore Anna Caterina Cabino – Queste potranno svilupparsi nel momento in cui saranno chiare le modalità attuative. Siamo in attesa infatti della circolare applicativa che contiamo arrivi presto. I gestori per ora hanno ascoltato la nostra proposta e come noi attendono i chiarimenti necessari”.

Matteo Venturini