Addio a Nino De Marchi

Aveva guidato la resistenza sul Cansiglio e nell'Alpago

Scomparso all’età di 96 anni. E’ stato autore del volume “Memorie. 1943-1945”, stampato nel 2001 e ristampato l’anno dopo a Vittorio Veneto dal locale Istituto per la storia della Resistenza.

Conegliano piange la scomparsa, all’età di 96 anni, di Nino De Marchi, storico comandante della Resistenza in Cansiglio e in Alpago: dopo l’8 settembre contribuì alla nascita della Brigata Fratelli Bandiera, scegliendo per sé come nome di battaglia “Rolando”. Il partigiano, studioso e scrittore, molto conosciuto e amato, si è spento nella notte tra domenica e lunedì

Nino era nato a Conegliano nel 1920. Il nonno, Giovanni, faceva l’orologiaio; all’inizio del Novecento i suoi tre figli aprirono una piccola fabbrica di biciclette, la Columbia; dopo la guerra le affiancarono un negozio di materiale elettrico. Nel ’37 il padre di Nino, Giuseppe, si mise in proprio con un magazzino all’ingrosso, sempre di cose elettriche; nel frattempo aveva sposato Elide. Elide aveva un grande amore per la montagna, al quale educò i suoi due figli sin da piccolissimi. Giuliano, il maggiore, era del ’18; aveva la passione degli aeroplani; frequentò l’Accademia aeronautica di Caserta, divenne pilota e morì a 24 anni, in azione di guerra, nel cielo di Malta. Nino, invece, fece i suoi studi a Conegliano, poi al “Riccati” di Treviso, e infine all’Istituto Enologico di Conegliano, con l’idea di iscriversi poi alla facoltà di Agraria per diventare ispettore forestale. Come studente universitario riuscì a rinviare la chiamata alle armi fino al ’42. Poi seguì il corso allievi ufficiali presso il Reggimento di Artiglieria alpina di Merano. L’8 settembre lo colse in una caserma di Belluno.

Sulla stagione partigiana Nino De Marchi ha scritto un libro di “Memorie. 1943-1945” (stampato in proprio nel 2001, ristampato l’anno dopo a Vittorio Veneto dal locale Istituto per la storia della Resistenza). Nel 2007 ha pubblicato per le edizioni dell’Istresco un altro libro di proprie fotografie originali del periodo partigiano, corredato da una lunga intervista autobiografica (“Fotografie della Resistenza in Cansiglio e Alpago. Autunno 1944 primavera 1945”, insieme a Livio Fantina).

Dopo la guerra Nino tornò a dedicarsi allo studio, concludendo l’università, al lavoro, prendendo in mano l’azienda paterna, e alla famiglia. Della sua giovinezza avventurosa gli rimase il gusto di arrampicare; alle sue escursioni in montagna — nelle Alpi e nell’Himalaya — ha dedicato un piccolo libro di fotografie e ricordi (“Care montagne”, stampato in proprio nel 2006).

Nino viveva in una bella casa a Conegliano, circondata da una vigna e piena di vecchie cose. Era membro del Comitato direttivo dell’Istituto per la storia della Resistenza di Treviso, nel quale per molti anni ha portato il carisma, l’intelligenza e la saggezza che lo avevano contraddistinto già quando era un comandante partigiano.

(n.s)