Ai lavori per la terza corsia sulla A4 si aggiunge un altro tassello

Ma rimane l'incognita per 25 chilometri in Veneto

Settimana ricca di novità per quanto riguarda l’ambito autostradale. Martedì, com’era stato preannunciato, è stato infatti aggiunto un ulteriore tassello alla realizzazione della terza corsia sulla A4 Venezia – Trieste, mentre lo stesso giorno il CdA di Autovie Venete ha licenziato il bilancio relativo al periodo 1 luglio 2016 – 30 giugno 2017 che sarà portato il prossimo 27 ottobre davanti ai soci per la relativa approvazione.

Nel frattempo da Roma sarebbero giunti nuovi elementi chiarificatori rispetto alla costituzione della Newco, la società che dovrebbe subentrare nella concessione all’attuale SpA, soprattutto per quanto riguarda il “controllo analogo” ovvero la gestione sottoposta al controllo e alla vigilanza che rispetto all’iniziale ipotesi di un affidamento al ministero delle infrastrutture ora potrebbe essere invece affidata, secondo indiscrezioni dalla Capitale, alla Regione Friuli Venezia Giulia.

Andando comunque nell’ordine, per quanto concerne la terza corsia, è stata finalmente chiusa la partita relativa al quarto e ultimo lotto, quello tra Gonars e Villesse, con la firma da parte della presidente del Fvg, Debora Serracchiani, in qualità di commissario straordinario per l’emergenza dell’autostrada A4 Venezia – Trieste, del decreto di approvazione del progetto esecutivo per i lavori di realizzazione del primo dei tre sub-lotti in cui è stato diviso il tratto di 17 chilometri, vale a dire quello compreso tra Gonars – Palmanova.

L’intervento interessa un tratto autostradale di 4 chilometri e 720 metri che insiste sui comuni di Gonars e Bagnaria Arsa con un investimento complessivo che ammonta a 65 milioni di euro, di cui circa 38 milioni per i lavori ed i restanti per oneri accessori. Le opere sono state affidate, con la formula dell’appalto integrato, alla Cmb (Società cooperativa muratori e braccianti di Carpi) capofila dell’Associazione temporanea di imprese che comprende la C.G.S. SpA di Udine e la Celsa di Latisana (Ud) che si era aggiudicata la gara ancora nel 2010, anche se l’iter per arrivare all’aggiudicazione definitiva è stato particolarmente lungo sia per questioni legate alreperimento delle risorse e sia alla suddivisione del lotto in tre parti.

I lavori attuali riguardano il rifacimento di tutti i viadotti e sottopassi del nodo di Palmanova, di due cavalcavia e nove attraversamenti idraulici. In una fase successiva ci sarà anche l’assegnazione del secondo sub – lotto di 2 chilometri, relativo al rifacimento dell’attuale barriera di Palmanova, mentre il tratto rimanente, 10 chilometri da Palmanova a Villesse, che a detta del presidente e Ad di Autovie Maurizio Castagna verrà “sicuramente realizzato”, sarà a carico comunque della Newco, tanto più che l’attuale concessionaria lo ha inserito nel proprio bilancio in un periodo compreso tra il 2015 e il 2031.

Ciò alla stregua anche dei due sub – lotti del secondo lotto, quelli cioè tra Portogruaro e San Donà di Piave, tenuto conto che attualmente è prevista solo la realizzazione di 8,5 da Portogruaro ad Alvisopoli – all’innesto quindi del terzo lotto in fase di lavorazione – la cui gara è già stata bandita, con termine fissato al 12 ottobre per la presentazione delle offerte da parte delle imprese interessate.

“Abbiamo lavorato molto per far sì che l’opera sia realizzata pur in un momento di traffico crescente”, ha fatto presente Debora Serracchiani in occasione della firma del decreto, ricordando che “progettazione del secondo e e lavori del quarto lotto proseguono parallelamente dando una forma organica al cantiere e all’opera che è interamente finanziata”.

Quella del finanziamento, peraltro, non è una questione da poco, tenuto conto che sia Serracchiani che Castagna hanno garantito, a questo proposito, che “non serviranno ulteriori finanziamenti considerata la liquidità di cassa di Autovie Venete, che può contare su oltre 250 milioni, e al sostegno di 600 milioni della Cassa Depositi e Prestiti e della Bei, per cui l’opera è totalmente coperta”. serviranno ulteriori finanziamenti”.

Per quanto riguarda le tempistiche, i lavori da Palmanova a Portogruaro, definito da Castagna “il tratto più critico non avendo vie di fuga diversamente dagli altri che possono usufuire sia della A28 che della A27, dovrebbero essere ultimati entro il 2020, considerato – ha aggiunto – che anche per il terzo lotto che è attualmente in fase di realizzazione, la cui consegna è prevista per il 2021, abbiamo la certezza da parte delle imprese che ci sarà un’anticipazione rispetto all’ultimazione dei lavori”.

Dovesse essere mantenuta la scadenza del 2020, a quel punto come detto, rimarrebbero fuori il sub – lotto tra Palmanova e Villesse e quelli tra Portogruaro e San Donà di Piave, ma se per quello in terra friulana potrebbe anche non esserci l’effettiva necessità di realizzarlo (se non per gli impegni di gara presi con le imprese vincitrici) per i due in terra veneta è fin troppo ovvia la loro indispensabilità, se non altro per evitare che ci siano circa 25 chilometri a due corsie, racchiusi tra quelli realizzati a tre corsie.

Una situazione alquanto anomala di cui dovrebbe occuparsene la prevista costituenda Newco, con una auspicabile “spinta” efficace della Regione Veneto, sia attraverso il proporio rappresentante nell’attuale Cda (il leghista Tiziano Bembo, dirigente del gruppo regionale veneto dei padani) ma soprattutto con i propri rappresentanti istituzionali al momento della costituzione della nuova società nella quale il Veneto, pur con una percentuale di azioni che non dovrebbe superare il 6% per i due tratti, appunto da Portogruaro a San Donà, vi sarebbe la possibilità di anticiparne la realizzazione rispetto all’ipotesi di farli dopo il 2025, dato che sarebbero già state avviate le fasi propedeutiche legate alle procedure di esproprio e tracciamenti del territorio, ma sarà comunque da capire cosa avverrà dopo la costituzione della Newco che dovrà rivedere l’attuale piano finanziario della società.

Di ciò, probabilmente, se ne parlerà in occasione dell’assemblea dei soci fissata per le 15.30 del 27 ottobre presso la sala convegni della Friulia a Trieste. In tale circostanza comunque i vertici societari illustreranno il bilancio “che – ha fatto presente Maurizio Castagna – presenta un utile netto pari a 8 milioni 773 mila 688 euro, in calo rispetto all’esercizio precedente che registrava 17 milioni 646 mila 529 euro, calo – ha poi spiegato – dovuto a maggiori ammortamenti finanziari e a un incremento degli accantonamenti, effettuati nel rispetto delle regole di calcolo dell’indennizzo, in previsione del rinnovo della concessione”.

Un bilancio comunque positivo, dal quale emerge un fatturato di 209 milioni 125 mila 129 euro (nell’esercizio precedente era di 200 milioni 826 mila 067) con un MOL (margine operativo lordo) di 116 milioni 304 mila 129 eruro (nell’esercizio precedente era di 102 milioni 416 mila 614).
“ Un indicatore di redditività estremamente importante e significativo – ha fatto presente il presidente della Concessionaria – perché evidenzia il reddito dell’azienda basandosi solo sulla sua gestione caratteristica, al lordo, quindi, di interessi, tasse e deprezzamento dei beni e ammortamenti”.

Lucio Leonardelli